L’analisi

L’harakiri italiano su regime Iva e incentivi

di Gian Primo Quagliano

(Adobe Stock)

2' di lettura

Non è difficile capire che, se un prodotto di cui si può rimandare l’acquisto viene oggi venduto a 100 e si comunica che domani potrà essere acquistato a 95, i potenziali acquirenti non acquisteranno oggi. Ciò nonostante, il Governo ha ripetutamente promesso per il 2022 incentivi per l’acquisto di automobili che in gennaio, in febbraio e in marzo non si sono visti. L’effetto è stato devastante. Nei tre mesi si è tornati a livelli di immatricolazione degli anni ’60 del secolo scorso. Purtroppo la mancanza di incentivi non è il solo elemento che pesa sulle sorti del mercato dell’auto che al momento è alla canna del gas. Ci sono seri problemi di disponibilità di autoveicoli legati alle difficoltà di reperimento di microchip, vi è un quadro economico in rallentamento, i prezzi di molti prodotti essenziali sono in rapida crescita, vi è un problema di caro-carburanti (solo in parte attenuato dal Governo) e vi è anche una guerra in Europa che turba i sonni di tutti. Questo è il quadro e le prospettive non appaiono fauste.

Quanto detto finora vale per gli acquisti dei privati. Una parte importante del mercato dell’auto è costituita però dalle aziende. Anche questo segmento di mercato è esposto ai freni di cui abbiamo detto, ma rispetto agli altri paesi europei ha da tempo immemorabile una ulteriore pesante penalizzazione, che determina per le aziende maggiori costi di mobilità aziendale rispetto alle concorrenti europee. Nel 1989 l’Italia stabilì che l’Iva non fosse detraibile sulle autovetture ottenendo una esenzione temporanea da parte della Ue che invece prevede la piena detraibilità dell’Iva anche sulle autovetture. L’esenzione temporanea venne poi sistematicamente prorogata finché il 14 settembre 2006 la Corte di Giustizia europea condannò l’Italia e le impose il ritorno alla normalità europea, cioè alla piena detraibilità dell’Iva. Il Governo riuscì però ad ottenere una nuova deroga, sempre temporanea, per applicare una detraibilità limitata al 40%. Il prossimo termine per rinnovare questo scandalo scade il 1° aprile. Alberto Viano, presidente di ANIASA che è l’associazione delle aziende di noleggio, intervenendo a Fleet Manager Academy il 15 marzo a Milano, ha chiesto che il Governo non chieda ancora una volta una “esenzione temporanea”. L’auspicio è che il Governo accolga l’invito di Viano e di tutto il comparto dell’automobile. Lo impone anche la decenza.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti