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L’identikit del nuovo Parlamento: l’età media degli eletti è di 51 anni, solo uno su tre è donna

Quasi in contrasto con gli impegni presi da quasi tutte le forze politiche in campagna elettorale l'attuale legislatura mostra una chiara inversione di tendenza con un asticella anagrafica più alta e uno squilibrio di genere più marcato rispetto alle ultime “stagioni”

di Marco Rogari

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4' di lettura

Più vecchio e con un “rosa” a dir poco sbiadito. Così si presenta, in netto contrasto con gli impegni presi da quasi tutte le forze politiche sulla necessità di puntare sui giovani e di ridurre finalmente il cosiddetto “gender gap”, il Parlamento nella diciannovesima legislatura: la prima con larghi vuoti negli emicicli per effetto della cura dimagrante di deputati e senatori e con la fiducia votata a un governo presieduto da una donna.

Dopo tre “stagioni parlamentari” in continua flessione, l’età media è salita a 51,2 anni (51,5 considerando anche i sei senatori a vita). Sui banchi di Montecitorio non sono presenti “under 30” mentre gli “under 40” sono appena 65 su 400: il 16,2%. E la percentuale scende al 10,7% considerando anche Palazzo Madama dove però si può essere eletti con un età minima di 40 anni.

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Il gruppo parlamentare più “anziano” è quello di FI al Senato (60,9 anni), così come alla Camera (53 anni). La “compagine” più giovane a Palazzo Madama è quella di Azione-Iv (48,4 anni) mentre nell'altro “ramo” questo primato spetta al M5S (45,7).

E in controtendenza rispetto al passato è anche la presenza femminile: da una rilevazione elaborata da OpenPolis emerge che non supera il 33%. Soltanto in un Gruppo parlamentare, quello di Azione-Iv al Senato, le donne sono in maggioranza (55,5%) rispetto ai colleghi uomini, anche se in termini assoluti è FdI la formazione in cui risultano elette più parlamentari nelle due Camere.

L’età media è salita di 5 anni alla Camera e di 3 anni al Senato

Nel Parlamento che si è insediato il 13 ottobre l’età media dei 400 eletti alla Camera e dei 200 al Senato è di 51,1 anni. L’asticella sale a 51,5 anni se si considerano anche i sei senatori nominati a vita. Una vera impennata rispetto al valore più basso toccato nella scorsa legislatura (la diciottesima): 53 anni a palazzo Madama e 44 a Montecitorio. I dati in possesso delle due Camere, di fatto confermati dall’apposito monitoraggio condotto da OpenPolis, evidenziano una significativa inversione di tendenza anche rispetto alla diciassettesima legislatura (54 e 45 anni). L’età media è risalita a 56 anni al Senato e a 49 anni alla Camera: rispettivamente, tre e cinque anni in più nel confronto con l'ultima legislatura.

I senatori FI toccano, in media, quota 60,9 anni

Il Gruppo parlamentare con l’età media più elevata (60,9 anni) è quello di Forza Italia al Senato, seguito dai centristi di Noi Moderati (58,5 anni) e dal Gruppo Misto (57,2). Sempre a Palazzo Madama a far registrare il valore anagrafico, in media, più basso è, con 48,4 anni, il Gruppo di Azione-Iv. Che risulta meno anziano addirittura dei colleghi di partito della Camera (48,9 anni), dove la palma dei più giovani spetta ai deputati del M5S (45,7 anni). Anche in questo ramo del Parlamento l’età media più alta è quella riscontrata nel Gruppo del partito guidato da Silvio Berlusconi (53 anni).

Il 68,1% dei parlamentari ha tra i 40 e i 60 anni

Nei due emicicli in cui siedono i parlamentari eletti nella “tornata” del 25 settembre non sono presenti “under 30”. E gli “under 40” sono appena 65: il 16,2% del totale dei deputati e dei senatori, compresi quelli nominati “a vita”. La percentuale scende al 10,7% considerando solo gli “onorevoli”. Del resto, al Senato per essere eletti occorre avere almeno 40 anni. Il numero maggiore di eletti nelle due Camere si concentra nella fascia compresa tra i 40 e i 60 anni: ben 413 su 606 (sempre considerando anche i senatori a vita), pari al 68,1% del totale.

Alla Camera solo 129 donne, al Senato 71

Per la prima volta dalla tredicesima legislatura (1996-2001) cala la presenza femminile in Parlamento. Che nella “stagione parlamentare” appena conclusa (la diciottesima), quando ancora i deputati erano 630 e i senatori eletti 315, è arrivata al 35,71% a Montecitorio e al 34,69% a Palazzo Madama. Ma nell’attuale Parlamento (“a ranghi ridotti”) la percentuale si è ridotta di oltre tre punti alla Camera (32,25%) e di circa 0,2 punti al Senato (34,47%). In media si è dunque scesi a quota 33%. Le donne elette sono appena 200 sui 600 seggi disponibili. Alla Camera le “onorevoli” sono 129 (su 400) e al Senato 71 su 206, tenendo conto dei senatori e delle senatrici a vita.

A Palazzo Madama donne maggioranza in Azione-Iv

Il solo Gruppo dove le donne rappresentano la maggioranza è quello al Senato della formazione guidata da Carlo Calenda e Matteo Renzi (55,5%), seguito dalla “squadra” parlamentare dei Cinque Stelle (50%), mentre a Palazzo Madama gli ultimi tre posti spettano, in sequenza, a Pd (31,5%), FdI (26,9%) e, in coda, a FI (22,2%). In termini assoluti, però, è il partito guidato dalla neo-premier Giorgia Meloni quello in cui la presenza femminile in Parlamento risulta più numerosa con 17 senatrici e 37 deputate elette alla Camera, dove la leadership del Gruppo in cui la componente femminile è più marcata va al M5S ( 44,2%). Sempre a Montecitorio a chiudere questa graduatoria sono Lega e Fi (entrambe con il 27,2%) e, all'ultimo posto, il Gruppo Misto (26,6%).


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