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L'immaginario di Paolo Sorrentino in mostra al Mann

L’esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, “E’ stata la mano di dio” presenta immagini dal set e foto di Gianni Fiorito ed è a cura di Maria Savarese

di Maria Laudiero

2' di lettura

Nella sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, è allestita la mostra fotografica che ripercorre in 51 scatti suddivisi per aree tematiche (idealmente le sezioni del film) “È stata la mano di Dio”, la pellicola più personale di Paolo Sorrentino. Le immagini sono di Gianni Fiorito da anni fotografo di scena del regista, ed è a cura di Maria Savarese che a fondo conosce le anime di Fiorito e Sorrentino avendo già organizzato una esposizione su The Young Pope.

Set della serie Tv "È stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino. Foto di Gianni Fiorito

Le parole della curatrice: “Torno al racconto del cinema di Paolo Sorrentino, attraverso le fotografie di Gianni Fiorito. Questa volta l'emozione è ancora più grande per due motivi: innanzitutto si tratta di un film fortemente autobiografico ed intimo e poi perché le fotografie sono state allestite intorno ad alcune opere di arte antica fra le più belle ed importanti al mondo”o. Non era facile approcciarsi in modo discreto e non invasivo ad un tema così delicato in un contesto così imponente.

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Il tema

Questa volta il compito è molto delicato per la natura del tema trattato; rappresentare per scatti la perdita dell'Innocenza di Sorrentino che avviene in maniera netta e drammatica catapultandolo ferocemente dalla fanciullezza all'età adulta. Il racconto è mediato dalla lente del calcio identificato allo stesso tempo quale rito sacro e pagano, con Maradona come Oracolo, mentre il gioco è parabola stessa della vita che sottende la perseveranza fra le virtù cardinali. E poi c'è la città: come una Sibilla, Napoli è disposta a svelarti tutto se la sai ascoltare. Nello sguardo di Sorrentino la metropoli partenopea diviene significato e significante, non fa da sfondo ma offre la materia stessa narrativa plasmata dal Mare e dal Vesuvio. Gianni Fiorito, si accosta a raccontare le “esperienze” cinematografiche con la stessa accurata metodologia dedicata al mestiere di fotogiornalista. Cambia il soggetto rappresentato ma la pelle è sempre la stessa. Come spesso capita con molti artisti il percorso di Fiorito incomincia con la fotografia sociale realizzando per i giornali più prestigiosi servizi che vanno dal Terremoto dell'80, alla criminalità organizzata nel Meridione, agli anni bui del terrorismo e termina alla scuola Diaz con i fatti drammatici del G8 di Genova.

MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, “e’ stat la mano di dio”, immagini dal set, foto di Gianni Fiorito, a cura di Maria Savarese, fino al 5 settembre 2022


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