Le riaperture

L’impatto del coprifuoco sui ristoranti: un’ora in più di apertura vale 1 miliardo

Coldiretti: l’effetto dello spostamento alle 24 del coprifuoco, superato per un italiano su cinque nelle regioni bianche dove risiedono un totale di 11,6 milioni di persone, vale un balzo di almeno il 15% negli incassi

Nessun limite a tavola all'aperto in zona bianca, massimo in 6 al chiuso

3' di lettura

Un balzo di almeno il 15% negli incassi è l’effetto dello spostamento alle 24 del coprifuoco che è stato del tutto superato per un italiano su cinque (20%) nelle regioni bianche, dove risiede un totale di 11,6 milioni di persone. È quanto emerge dalla stima della Coldiretti per i circa 360mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi presenti in Italia che possono finalmente apparecchiare tutti i sette milioni di coperti disponibili, all’aperto e al chiuso.
Il risultato - sottolinea la Coldiretti - è un incremento del fatturato mensile, nell’intero sistema della ristorazione, di quasi un miliardo di euro anche grazie all’aumento del tempo per le consumazioni al tavolo e in alcuni casi anche per la possibilità di un doppio turno.

L’attesa del 21 giugno e l’impatto sugli agriturismi

Ora l’appuntamento atteso è il 21 giugno, che sancisce l’abbandono del coprifuoco in tutta la Penisola, particolarmente importante per i 24mila agriturismi che – precisa la Coldiretti - sono situati nelle aree rurali lontani dalle città e quindi raggiungibili in tempi più lunghi dagli ospiti provenienti dai centri urbani. A beneficiarne – continua la Coldiretti – è il turismo nazionale e straniero con il green pass che potrebbe consentire l’arrivo di 28 milioni di turisti europei che prima della pandemia venivano in vacanza in Italia durante l’estate. Gli effetti – conclude Coldiretti – si fanno sentire a cascata sull’intero sistema agroalimentare con ben oltre un milione di litri/chili di vino e cibi invenduti dall’inizio della pandemia a causa delle limitazioni poste alla ristorazione, che assorbe circa un terzo della spesa alimentare degli italiani.

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Solo a Roma incremento di 3,5 milioni di fatturato al giorno

L’ora in più dovuta allo spostamento del coprifuoco alle ore 24 da lunedì 7 giugno, solo a Roma porterà un incremento di 3,5 milioni di fatturato al giorno per i ristoratori. E nel prossimo weekend l’auspicio è di superare i 50 milioni di fatturato, con un 15% in più. I calcoli li fa il vicepresidente nazionale e responsabile romano di Fiepet Confesercenti Claudio Pica. Gli incassi sono triplicati, in questo weekend, anche grazie alla riapertura degli spazi al chiuso nei circa 360mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi italiani: è una svolta che fa salire ad oltre 7 milioni l’offerta totale di posti al tavolo, conteggia dal canto suo la Coldiretti.

Coprifuoco alle 24, l’impatto su ristoranti e alberghi

L’ora in più di coprifuoco permetterà di prevedere due turni di cene nei ristoranti, poi ci saranno i dopocena, i cocktail, gli apertivi e, in generale, ci saranno più persone in giro. «Ci sono una serie di elementi positivi che si stanno finalmente concretizzando. I turisti stanno tornando, a Roma la prossima settimana riapriranno altri 100 hotel. Certo, su oltre 1.200 alberghi nella capitale, c’è anche chi ha dovuto chiudere, chi ha avuto lo sfratto, chi ha troppi debiti ma in generale c’è un clima di ottimismo, sono tornati anche piccoli gruppi di turisti con le guide», spiega il vicepresidente nazionale e responsabile romano di Fiepet Confesercenti Claudio Pica.

I ristoratori chiederanno a breve al prefetto di Roma di affrontare i temi rifiuti e sicurezza. «Vogliamo maggiori controlli - dice Pica - ci sono spesso risse, soprattutto a Campo dei Fiori e a Trastevere, serve un coordinamento tra le forze dell’ordine, molti associati lo chiedono. E serve che polizia e carabinieri facciano turni di controllo fino alle 2 di notte, altrimenti alcune zone diventano terra di nessuno. Soprattutto dal 14 giugno, quando il Lazio e altre regioni saranno in zona bianca, serve un allungamento dei turni nella notte per assicurare maggiore sicurezza». Gli esercenti criticano le comunicazioni fatte a inizio maggio, quando fu detto che il coprifuoco sarebbe durato fino a luglio. «È stato comprensibile dal punto di vista della prevenzione ma quel messaggio ci ha danneggiato molto, le persone si sono spaventate».

Pubblici esercizi, possibile contenere le perdite dall’8 al 10%

Tutto sommato però il pubblico esercizio potrebbe riuscire a contenere le perdite tra l’8 e il 10% rispetto a prima della pandemia. Certo, non mancano le attività ancora chiuse, «già prima della pandemia c’erano problemi dovuti soprattutto agli affitti troppo alti». Ma c’è stato anche chi, come alcuni esponenti della comunità ebraica, sono venuti incontro al settore riducendo gli affitti del 30%-40%. Il fine settimana ha visto anche un forte incremento del comparto dei gelati che ha segnato un più 14% rispetto allo scorso anno. A Roma l’incasso complessivo delle 2 mila gelaterie è stato di oltre 3 milioni di euro. A livello nazionale la situazione - dicono i ristoratori - è più allarmante: chi soffrirà di più sono le città d’arte, avranno bisogno di più tempo per la ripresa, mentre gli altri settori, dalla montagna al mare, grazie anche alla ritornata voglia di vivere, «vedranno una impennata delle presenze anche superiore rispetto allo scorso anno», conclude Pica.

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