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L’impiantistica si allea con la filiera energetica per la svolta green del Paese

Convegno di Incico Spa a Ferrara per discutere del futuro del petrolchimico e le sfide del bio e del riciclo

di Ilaria Vesentini

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(REUTERS)

Convegno di Incico Spa a Ferrara per discutere del futuro del petrolchimico e le sfide del bio e del riciclo


3' di lettura

Chissà se al petrolchimico di Ferrara, dopo oltre 80 anni di attività a suon di idrocarburi, si scriverà un nuovo capitolo nella storia delle plastiche e dell'energia e dopo aver rivoluzionato le case degli italiani con il Moplen diventerà la fucina innovativa di soluzioni bio, rinnovabili, riciclabili. O invece il pentagono di 22 chilometri di perimetro si deve rassegnare al destino di sito da archeologia industriale perché si svolgerà tra gli stoccaggi marini di CO2 e la produzione di energia da onde e venti il futuro green verso cui sta investendo potentemente l'Europa e verso cui anche il sistema Italia sta scommettendo per rimettere in moto il Pil dopo crisi economiche ed emergenze sanitarie.
Sono le suggestioni emerse in occasione del convegno che la ferrarese Incico Spa ha organizzato per festeggiare il suo quarantennale e riflettere con il gotha dell'industria energetica nazionale di “Impiantistica italiana tra sostenibilità e ripresa”, per sviscerare i temi della sostenibilità ambientale nella filiera dell'oil & gas, della petrolchimica e fornire strumenti di conoscenza alle aziende di ingegneria e di ricerca verso tecnologie innovative capaci di rispondere alle nuova emergenza climatica.

Ue, missione green di Von der Leyen: -55% gas serra entro il 2030

I target europei al 2030

Il dato certo è che la nuova presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha deciso di portare ad almeno il 55% l'obiettivo al 2030 di riduzione delle emissioni di gas serra e pensa di allocare almeno il 37% dei fondi Next Generation EU agli obiettivi del Green Deal.«La sfida green non è un’opzione, quindi o decidiamo di stare nell'ultimo vagone del convoglio o cerchiamo di diventarne la locomotiva», spiega Giovanni Monini, ceo e primo azionista di Incico, assieme al collega ingegnere Olivier Severini. La società di Ingegneria avanzata ha il quartier generale a Ferrara con una squadra di un’ottantina di supertecnici, ma i due terzi del business li macina in giro per 50 Paesi nel mondo, nel campo dell'energia e degli impianti petrolchimici, con competenze dall'ingegneria civile alla strutturale meccanica ed elettrica.«Visto che un terzo dei fondi che la von del Leyen sta mettendo in campo saranno per l’ambiente – prosegue Monini – è bene non limitarsi a ragionare di come tappare ritardi e buchi nella conversione energetica green, ma studiare progetti che portino a una riconversione totale del nostro Paese. Per questo abbiamo voluto con noi, per riflettere sulle prospettive dei nostri prossimi 40 anni, da un lato gli esponenti dell'industria pesante, quella delle raffinerie, dell'oil&gas, delle bonifiche, e dall'altro lato i player innovativi del ciclo della plastica e dell'idrogeno». Seduti al castello estense c’erano infatti IP Api Group, Eni Rewind, Technip Italia, Nextchem, Lyondellbasell oltre alle istituzioni, all'Università di Ferrara e le associazioni Plastic Europe e Assobioplastiche.L’anidride carbonica è il maggior responsabile dell'insieme di fenomeni che causano l’effetto serra, contribuendo fino all'80%, eppure nonostante il surriscaldamento globale sia riconosciuto come il più grande problema del nostro tempo, le emissioni di CO2 continuano ad aumentare. «Le energie rinnovabili e il nucleare rappresentano il futuro, ma non possono essere la soluzione a breve termine di cui abbiamo bisogno al momento. Ora dobbiamo ragionare su come trasformare tutto quello che consideriamo rifiuto in nuova materia da reimmettere in produzione. In quanto società di servizi quello che possiamo fare – conclude il ceo di Incico - e che stiamo facendo anche con questo convegno (pensato non per gli addetti ai lavori ma occasione di confronto aperta con tutti i decision maker del pubblico e del privato) è mettere a confronto tutte le tecnologie per capire quali, nei tempi più brevi , porteranno il Paese alla “zero net carbon emission” e al “waste to chemicals”».

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