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L'incertezza sulle sanzioni per il quadro RW frena la voluntary bis

di Dario de Santis e Eugenio Della Valle

(Luigi Mistrulli)

2' di lettura

Secondo una recente e tutt'altro che inaspettata risposta fornita dall'agenzia delle Entrate nel corso dell'annuale incontro di approfondimento del Telefisco, ai fini della determinazione delle sanzioni dovute per la regolarizzazione delle violazioni del modulo RW, sia in sede di autoliquidazione delle imposte da parte del contribuente, che nell'ipotesi di liquidazione operata dall'amministrazione finanziaria, le sanzioni non possono comunque essere inferiori ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo, questo perché risulta applicabile anche il limite di cui al secondo periodo del comma 3 dell'articolo 16 del Dlgs 472/1997 (oltre la riduzione sanzionatoria a un terzo dell'irrogato di cui al primo periodo in caso di acquiescenza all'atto di contestazione delle sanzioni).

Il chiarimento, potrebbe rendere praticamente priva di effetto l'applicazione del cumulo giuridico anche nella voluntary disclosure bis in quanto la riduzione delle sanzioni ad un terzo prevista dal menzionato articolo 16 finisce con l'applicarsi in ogni caso sul cumulo materiale stante il predetto limite del terzo dei minimi edittali, per cui diventa in pratica inutile effettuare il confronto fra cumulo materiale e cumulo giuridico.

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In realtà la regola secondo la quale la sanzione non può comunque essere

inferiore a un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo non dovrebbe essere applicabile con riferimento alla collaborazione volontaria perché, nel caso del modulo RW, la violazione riguarda un adempimento dichiarativo e non un tributo (e quindi non viene in considerazione per le violazioni da RW il limite di cui al secondo periodo del comma 3 del 16).

È quindi evidente come ad oggi l'autoliquidazione degli importi dovuti per effetto della collaborazione volontaria sia fortemente disincentivata dalle incertezze sulle modalità di calcolo delle sanzioni relative alle violazioni del modulo RW.

Ciò detto, sussiste comunque una diversa modalità di determinazione del cumulo giuridico che in alcune ipotesi sarebbe maggiormente conveniente rispetto al cumulo materiale pur nel rispetto del dettato normativo così come interpretato dall'Amministrazione finanziaria.

In particolare, il cumulo giuridico (calcolato - secondo quanto previsto dall'art. 12 del D.Lgs. 472/1997 - aumentando la sanzione annua più elevata prima del 25% poi del 50%) potrebbe applicarsi senza considerare affatto l'ulteriore riduzione di 1/3 prevista dall'art. 16 (disapplicando quindi in toto tale disposizione in quanto norma di favore “pro contribuente”) nei casi in cui sia maggiormente conveniente rispetto a tale ultima riduzione, superando in tal modo la veduta limitazione secondo cui non è possibile “scendere” al di sotto di 1/3 dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.

Pertanto, la sanzione così determinata risulterà più conveniente qualora la stessa risulti inferiore al terzo della somma delle sanzioni irrogate per ciascun anno.

In pratica con il cumulo giuridico, in caso di investimenti esteri di importo costante si otterrà un risparmio del quantum dovuto nell'ipotesi in cui la violazione riguardi più periodi di imposta ed, in particolare, quando i periodi di imposta da regolarizzare siano pari o superiori a sei (nella seconda edizione della VD non di rado saranno sette i periodi di imposta da regolarizzare).
E' peraltro auspicabile che l'utilizzabilità di tale modalità di applicazione del cumulo giuridico venga confermata dall'Amministrazione finanziaria

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