Tra i reati peculato e falso

L’inchiesta sul Salone di Torino si chiude con 29 indagati. Tra i reati peculato e falso


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2' di lettura

La procura di Torino ha terminato le indagini sulla vecchia gestione del Salone del libro. Fra i reati contestati figurano il peculato, il falso e la violazione normativa della legge sui bilanci. Nei vari filoni di indagine erano stati coinvolti esponenti del mondo politico torinese e piemontese tra i quali l'ex sindaco di Torino, Piero Fassino, e l'assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi e il suo predecessore, Michele Coppola.

All'ex presidente della Fondazione, Rolando Picchioni, è contestato fra l'altro l'uso indebito della carta di credito alimentata con le sovvenzioni della Regione: spese personali per un totale di circa 800 mila euro. L’ex sindaco Piero Fassino e l'assessore regionale al Turismo e alla Cultura Antonella Parigi, insieme ad altre figure, sono chiamati in causa per l'affidamento diretto alla società Gl Events dell'organizzazione dell'edizione 2015 del Salone.

L'ex assessore regionale alla Cultura (nelle giunte di centrodestra) Michele Coppola è indagato, con Fassino e altri, non per la sua attività politica ma in qualità di direttore per l'arte e la cultura di Banca Intesa Sanpaolo: la vicenda è relativa all'ingresso dell'istituto bancario come socio della fondazione
nel 2016.

«Con la chiusura delle indagini sul Salone del libro, confermando la piena fiducia nella Magistratura, auspico che si giunga in fretta a fare chiarezza sull'intera vicenda. Abbiamo sempre operato in modo trasparente e con l'unico obiettivo di salvaguardare e sostenere al massimo il Salone del libro, la più importante manifestazione culturale torinese», ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

«Chiunque mi conosca sa bene che ho sempre esercitato ogni incarico istituzionale affidatomi con rigoroso rispetto delle leggi e scrupolosa tutela dell'interesse pubblico. E senza alcun interesse personale. Così ho fatto, come risulta da ampia e dettagliata documentazione, anche da Sindaco nei confronti del Salone Internazionale del Libro, dove l'amministrazione comunale ha operato insieme alle altre istituzioni con l'unico obiettivo di salvaguardare la più prestigiosa iniziativa italiana del libro e di perseguire il bene di Torino. Per questo sono sereno e fiducioso che emergerà la mia estraneità alle ipotesi di turbativa d'asta che mi sono contestate, ha commentato Piero Fassino.

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