Musica

L’incompiuta Decima Sinfonia di Beethoven portata a termine grazie all’Intelligenza Artificiale

Un team internazionale di musicologi ed esperti in AI applicata all’arte ha “ultimato” l’opera del grande compositore tedesco

di Franco Sarcina

Austria, primo concerto stagionale per l'Orchestra Filarmonica di Vienna

3' di lettura

Il grande Ludwig van Beethoven ci ha lasciati il 26 marzo del 1827. Incompiuta, con solo alcune pagine di appunti scritti, la sua Decima Sinfonia. Ora però un team di musicologi ed esperti nel campo dell’Intelligenza Artificiale ha realizzato un interessante lavoro per immaginare, in base agli appunti rimasti e alle altre opere del compositore tedesco, come sarebbe potuto essere il lavoro. È stato già rilasciato al pubblico l’inizio della sinfonia, eseguita da un’orchestra reale (potete ascoltare l’esecuzione in fondo a questo articolo), e il prossimo 9 ottobre verrà presentata l’opera completa.

Un team internazionale

A capo del team di Intelligenza Artificiale c’è Ahmed Elgammal, professore e direttore del laboratorio di Art & AI Lab presso la Rutgers University, università pubblica del New Jersey, Usa. Come spiega lo stesso Elgammal, «nei primi mesi del 2019 fui contattato dal professor Matthias Röder, direttore del Karajan Institute di Salisburgo, che si occupa anche di promuovere le tecnologie musicali. Mi spiegò che stava mettendo insieme un gruppo per completare la Decima Sinfonia, e voleva sapere se la mia esperienza nel campo dell’intelligenza artificiale applicata all’arte sarebbe potuta essere di aiuto per riempire gli spazi rimasti incompiuti dell’opera di Beethoven. La sfida sembrava impossibile: l’Intelligenza Artificiale non si era mai spinta così avanti. Ma accettai».

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Una pagina degli appunti originali scritti da Beethoven per la incompiuta decima sinfonia (Beethoven House Museum, licenza CC BY-SA)

Il team fu quindi creato: ne fanno parte diversi esperti musicologi e di Intelligenza Artificale, tra cui il compositore austriaco Walter Werzowa (autore ta l’altro del jingle di Intel, che quasi tutti gli uternti di computer conoscono), Mark Gotham, un esperto di musica computazionale che ha guidato lo sforzo di trascrivere gli schizzi di Beethoven ed elaborare il suo intero lavoro in modo che l’intelligenza artificiale potesse essere adeguatamente addestrata, e Robert Levin, musicologo dell’Università di Harvard e ottimo pianista, che aveva già precedentemente terminato una serie di opere incomplete di Mozart e Bach.

Una sfida tecnologica, ma non solo

«Prima di questo progetto - spiega ancora Elgammal - l’Intelligenza Artificiale era stata già utilizzata per generare musica nello stile di Bach. Ma si trattava solamente dell’armonizzazione di una melodia, così come avrebbe potuto scriverla Bach. Non si era nemmeno lontanamente vicini a quanto serviva per ultimare questo progetto: costruire un’intera sinfonia partendo da una manciata di frasi musicali sparse».

«Capimmo quindi che per portare in porto il lavoro - prosegue Elgammal - serviva analizzare tutte le composizioni completate dall’intero corpus di opere di Beethoven, insieme agli schizzi disponibili della Decima Sinfonia, così da creare qualcosa che Beethoven stesso avrebbe potuto scrivere. È stata una sfida tremenda. Non avevamo un sistema che prendesse in pancia gli schizzi, con un pulsante per fargli sputare fuori una sinfonia. La maggior parte dell’Intelligenza Artificiale disponibile in quel momento non poteva comporre un brano musicale incompleto oltre alcuni secondi aggiuntivi».

Il flusso di lavoro

Il progetto quindi ebbe bisogno dell’intervento umano, per decidere, grazie all’abilità dei musicologi del team, come realizzare i passaggi fra una parte della composizione e un’altra, e altre mille difficoltà che si erano venute a creare nel tempo. Per il lavoro dell’Intelligenza Artificiale, spiega Elgammal, «in primo luogo dovevamo capire come una corta base musicale, o addirittura solo un motivo, si potesse sviluppare in una struttura musicale più lunga e complessa. Per esempio, la macchina doveva imparare come Beethoven aveva costruito la Quinta Sinfonia partendo da un motivo base di sole quattro note (il famosissimo Sol-Sol-Sol-Mi bemolle, vedi immagine ndr)

La frase iniziale di quattro note della Quinta Sinfonia di Beethoven

«Nel novembre 2019, il gruppo di lavoro - prosegue ancora Elgammal - si è incontrato a Bonn, al Beethoven House Museum, dove il compositore è nato e cresciuto.
L’incontro è stato la cartina di tornasole per determinare se l’Intelligenza Artificiale fosse in grado di completare il progetto. Abbiamo stampato gli spartiti musicali sviluppati dall’Intelligenza Artificiale e un pianista li ha eseguiti in una piccola sala da concerto del museo davanti a un gruppo di giornalisti, studiosi di musica ed esperti di Beethoven. Abbiamo chiesto agli ascoltatori dove finissero le frasi contenute negli appunti lasciati dal compositore tedesco e dove iniziasse la parte “creata” dall’Intelligenza Artificale. Non seppero risponderci».

Appuntamento il 9 ottobre a Bonn

Il lavoro quindi proseguì. «Man mano che il progetto si evolveva - spiega Elgammal -, evolveva anche la capacità dell’Intelligenza Artificiale. Nei successivi 18 mesi, abbiamo costruito e orchestrato due interi movimenti di oltre 20 minuti ciascuno. Una registrazione completa della decima sinfonia di Beethoven sarà pubblicata il 9 ottobre 2021, lo stesso giorno della prima mondiale prevista per Bonn, città natale di Beethoven, in Germania».

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