ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl crack del cripto-exchange

L’incredibile versione di Bankman-Fried: «Ftx? Non sapevo cosa stesse accadendo»

La versione di Sam al Nyt. Una ventina di giorni dopo la disfatta da 32 miliardi di dollari dell’azienda da lui guidata. I cripto-investitori definiscono “deliranti” le sue parole

di Vito Lops

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3' di lettura

La versione di Sam. Una ventina di giorni dopo la disfatta da 32 miliardi di dollari dell’azienda da lui guidata, il cripto-exchange Ftx, Sam Bankman Fried è tornato a parlare nel palcoscenico del Dealbook, evento organizzato (prima del fattaccio) dal New York Times. «Ho avuto un mese storto», ha detto. Chissà cosa avrà pensato quel milione di creditori sparsi in giro per il mondo (si ipotizza circa 100mila in Italia) che dall’11 novembre (data della bancarotta ufficiale) non possono più prelevare i propri depositi. «Ho fatto un casino perché ero l’amministratore delegato. Ma non sapevo cosa stesse succedendo».

Dalla villa alle Bahamas

Nel video a maxi-schermo Sbf ha parlato dalle Bahamas, dove risiede in una villa lussureggiante, con indosso una maglietta nera. A volte si agitava, come suo tipico durante le interviste. Ha detto che stava parlando pubblicamente contro il parere dei suoi avvocati, che gli hanno ordinato di tacere. Sbf ha detto che voluto ignorare quel consiglio. «Non è quello che sono. Ho il dovere di parlare».

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Ha negato di aver mescolato i fondi dei clienti con quelli della società, il cuore dell’accusa al centro delle indagini che lavorano tanto sul fronte civile quanto sul penale. Quando il giornalista Andrew Ross Sorkin gli ha chiesto sui rischi di andare in prigione ha risposto: «C’è un tempo e un luogo per pensare a me stesso e al mio futuro. Non credo che sia questo».

A suo dire uno dei motivi per cui non conosceva, né tanto meno abbia preso parte al giroconto che sarebbe stato effettuato da Ftx al fondo hedge “di famiglia” Alameda research, gestito da Coraline Ellisson (figlia di Glenn Ellisson, capo del dipartimento di Economia al Mit di Boston) è perché «ero innervosito dal conflitto di interessi» dato che a quei tempi viveva con la Ellisson nella penthouse delle Bahamas ed era coinvolto sentimentalmente con il ceo di Alameda.

Ridotto alla quasi povertà

Nell’intervista a senso unico e senza contradditorio Sbf ha anche affermato che la crisi ha ridotto il suo patrimonio netto a circa 100mila dollari. Solo la scorsa estate la rivista Forbes lo esibiva in copertina come il 30enne più ricco del pianeta con un patrimonio stimato di 12 miliardi di dollari. «Non ho fondi nascosti. Ho messo tutto quello che avevo in Ftx».

Sotto i riflettori delle indagini e della procedura di recupero crediti a cui sta lavorando il nuovo ceo, John Ray III, è finito anche un esborso di 300 milioni in immobili alle Bahamas. Sbf ha difeso la spesa, dicendo che stava cercando di reclutare talenti di alto livello.

Nel complesso è parso vago nelle auto-accuse e invece molto netto nello scaricare le responsabilità altrove. «Ftx Usa è solvente e avrebbe potuto restituire i depositi ai clienti subito se non fosse stata avviata la procedura di bancarotta». Il liquidatore Ray, che sta cercando di ricostruire la vicenda mettendo una quadra tra faldoni e transazioni on-chain, la pensa diversamente: «Mai nella mia carriera ho visto una tale mancanza di controlli aziendali e assenza di informazioni finanziarie affidabili come in questo caso».

Creditori delusi e furiosi

L’intervista ha ampiamente deluso i creditori - le chat su Telegram di chi ha i depositi incagliati parlano chiaro - e più in generale chi segue la vicenda sui social. Quasi in risposta alla sua frase «personalmente non credo di avere alcuna responsabilità criminale» è stato creato il token per scommettere sulle possibilità che alla fine di questa storia vada in carcere, replicando in un certo senso la storia di Bernie Madoff, il noto investitore finito in prigione nel 2008 dopo aver messo in piedi una truffa in salsa Ponzi da 65 miliardi. Anche gli addetti ai lavori non hanno gradito la comparsata di Sbf.

Mike Novogratz, ceo di Galaxy investment partners - società specializzata in cripto-investimenti - è andato giù duro: «È stato delirante. Sta solo vomitando bugie». Novogratz ha affermato che le conseguenze del crollo di Ftx si estenderanno oltre le criptovalute a tutti i mercati in generale. Ha anche lasciato intendere di non credere che abbia agito da solo.

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