eVOLUZIONE

L’incubatore Esa chiama le start up, Torino più vicina allo spazio

di Filomena Greco

 Sopra, la fase finale della lavorazione dell’involucro del Modulo Bishop di NanoRacks in Thales Alenia Space, sotto il rendering del futuro Airlock commerciale

3' di lettura

C’è un pezzo di Piemonte in orbita con la prima missione di difesa planetaria della Nasa, DART, grazie al satellite LiciaCUBE realizzato dalla torinese Argotec. Il viaggio in orbita è iniziato una decina di giorni fa. Il satellite, che rappresenta l’Agenzia spaziale italiana (ASI) nella missione, dopo un viaggio di circa 11 mesi, si staccherà dalla sonda madre e dovrà documentare con immagini ad alta risoluzione l’impatto tra la sonda stessa e il più piccolo asteroide del sistema Didymos. La missione ha l’obiettivo di studiare la possibilità di modificare l’orbita degli asteroidi per mettere a punto un sistema di difesa per la Terra. Sarà tra le più impegnative mai effettuate da un microsatellite per le difficili condizioni dello spazio profondo e per la velocità elevata con cui dovrà sorvolerà la scena dell’impatto.
La storia di Argotec è un esempio di come il distretto dell’aerospazio in Piemonte sia cresciuto in questi anni affiancando a big player come Leonardo e Thales Alenia Space, Pmi innovative e nuove realtà emergenti. Una trama economica e industriale che sta crescendo e che secondo una stima presentata dal Distretto dell’aerospazio del Piemonte guidato dalla presidente Fulvia Quagliotti conta 350 aziende tra big player e Pmi, con un fatturato stimato in 7 miliardi di euro e 25mila addetti con professionalità ad alta specializzazione. Un distretto che guarda ad un modello di Open Innovation diverso dal passato, nel quale le start up possono avere un ruolo inimmaginabile solo qualche anno fa. Torino è in pista ed è stata scelta dall’Agenzia spaziale europea come nuova sede dell’ESA Business Incubation Centre Turin per supportare la nascita e la crescita di startup italiane nel settore aerospaziale. A gestire la struttura saranno il Politecnico di Torino, l’Incubatore del Poli I3P e Fondazione LINKS, con il coordinamento di Giuseppe Scellato, presidente di I3P. Si tratta del 23esimo polo sostenuto dall’Esa in Europa, il secondo in Italia dopo Roma. Un ecosistema dell’innovazione che potrà contare, come spiega Scellato, sul sostegno finanziario di Regione, Camera di commercio e Compagnia di San Paolo, accanto a servizi di counseling tecnologico gratuiti. Intorno al progetto poi si sono raccolte molte imprese del settore da Thales Alenia Space, Leonardo, telespazio, Altec, Avio accanto a Pmi come Argotec, Tivak, Apr. La prima open call del Centro è stata aperta il 10 novembre scorso, è rivolta a start-up con meno di cinque anni di vita o a progetti imprenditoriali che saranno valutati da un team di esperti delle agenzie spaziali. La prossima chiamata è prevista per febbraio mentre il programma resterà aperto per cinque anni.
Le tecnologie per lo spazio sono state tra i protagonisti dell’ottava edizione di Aerospace & Defence Meetings, appuntamento sostenuto da Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino,̀ organizzato da ABE-BCI Aerospace, in collaborazione con Ceipiemonte e ICE-Agenzia. Si tratta di un vero e proprio marketplace per favorire l’incontro tra multinazionali, Pmi e startup e stimolare nuove opportunità di collaborazione e di business. Come quelle che arrivano dalla New Space Economy e dalla corsa verso lo spazio che vede protagonisti non soltanto le grandi Agenzie spaziali ma anche soggetti privati, con Thales Alenia Space che sta realizzando l’involucro per l’airlock degli americani di Nanoracks – e i primi due moduli pressurizzati per la ISS di Axiom, prima infrastruttura spaziale commerciale al mondo.
L’appuntamento che si è chiuso ieri nell’area del Lingotto è stato anche l’occasione per fare il punto su uno dei progetti chiave per il distretto, la futura Cittadella dello Spazio che sarà realizzata nelle aree di corso Marche in capo a Leonardo, in collaborazione con il Politecnico di Torino e le istituzioni del territorio che, a partire dalla Regione, ci mettono un po’ di fondi, 15 milioni destinati ai laboratori, con un progetto che nel complesso vale un miliardo e che si candida a ricevere le risorse del Pnrr.
Innovazione e capacità di fare sistema sono le sfide per il distretto aerospaziale del Piemonte. E non è un caso che Leonardo abbia scelto Torino per il “Future Flight Innovation Network”, una piattaforma di confronto tra imprese e accademia per accelerare l’innovazione e il trasferimento tecnologico e stimolare un ecosistema dell’innovazione.

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