La giustizia sul territorio

L’indagine delle Camere penali e civili: giustizia in stallo nella fase 2

Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Ucpi, e dei civilisti le udienze trattate nel penale sono il 25% rispetto a quelle fissate, mentre nel civile la percentuale è del 15%

di Patrizia Maciocchi

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(Scarpiello Imagoeconomica)

Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Ucpi, e dei civilisti le udienze trattate nel penale sono il 25% rispetto a quelle fissate, mentre nel civile la percentuale è del 15%


4' di lettura

Una fase 2 che assomiglia troppo alla uno. Con cause penali trattate che oscillano dal 20% al 25% rispetto alle iscritte. Una percentuale che scende al 15% nel civile. Questo almeno è quanto emerge dai dati forniti dall’Osservatorio delle Camere penali italiane e dall’Unione camere civili. Il report è il risultato di un monitoraggio, fatto dalle 131 camere penali presenti sul territorio e dalle 93 civili, su quanto sta accadendo nei tribunali. I dati dei penalisti, relativi al periodo dal 12 maggio al 20 maggio, evidenziano una condizione di stallo, con poche eccezioni. Una nota dolente sono i tempi dei rinvii fissati in genere tra settembre 2020 e gennaio 2021. Anche se non mancano casi eclatanti come Grosseto e Siena dove si va al 2023 o al 2024.

Le udienze trattate

Basso, in genere il numero di udienze trattate rispetto a quelle fissate. Ad Ancona il Tribunale ha una media di 20 udienze su 200, mentre a Bologna si va a due velocità, con i 32 processi a ruolo su 38, svolti dal collegiale e i 188 del monocratico su 656. In corte d’Appello a Cagliari si sono celebrati 3 processi, in Tribunale 30 nel collegiale, 127 nel monocratico. Le udienze da remoto ci sono solo se l’imputato é detenuto. Zero udienze da remoto invece per Genova, Locri, Palmi e Potenza. Tutto fermo a Campobasso dove, per Tribunale e Corte d’Appello le udienze riprenderanno il 1 giugno in presenza. Il primo giugno è una data importante anche per Firenze. In Corte d’appello si prevede di ripartire al 100% a fronte dell’attuale 40%, mentre il Tribunale ha trattato 40 procedimenti su 200. A Genova il Tribunale privilegia i riti alternativi e le udienze di discussione e rinvia il resto. Lavora a pieno regime la Corte d’Appello dell’Aquila, a differenza di Lecce, dove il Tribunale ha svolto solo le udienze con i detenuti. Celebra tutte le cause fissate la Corte d’Appello di Palermo, mentre va scartamento ridotto il Tribunale. A La Corte d’Appello di Bari ha trattato 253 udienze sulle 110 fissate, e i rinvii vengono fatti spesso a nuovo ruolo. Mentre il Tribunale collegiale ha svolto circa il 33% delle udienze e il monocratico si è attestato sul 20%:151 su 900.

Roma e Milano

A Roma, dove si lavora senza protocolli, sono stati celebrati 366 processi in otto giorni per 9 sezioni. Come termine di paragone, il report dell’Ucpi, usa la performance della X sezione che ha trattato 45 udienze su 223, mentre sono 33 i processi celebrati in Corte d’Appello. Il Tribunale rinvia anche aprile 2021. A Milano la criticità evidenziata riguarda Gip e Giudici di pace, con udienze tutte rinviate tranne la trattazione necessaria.

Le udienze civili

Per i civilisti, secondo il dato raccolto dalle 93 camere sul territorio, è stato fissato circa il 15% dei procedimenti. E non mancano iniziative discrezionali. Come quella adottata dal giudice della prima sezione civile del Tribunale di Messina, che ha concesso per le memorie, a pena di inammissibilità, un massimo di due pagine per 24 righe ciascuna, carattere 14. «Non esiste nessuna norma né un protocollo che detti dei limiti per le memorie che devono essere certamente non prolisse e chiare - dice il presidente dell’Unione camere civili Antonio De Notaristefani - ma nel caos c’è chi si muove con equilibrio chi è preso da un delirio di onnipotenza»

Le cancellerie

Le cancellerie lavorano solo per appuntamento, variano gli orari. Si va dalle 9 alle 11 di Venezia con accesso subordinato alla fissazione ravvicinata di un’udienza o all’urgenza alle 2 ore al giorno di Bari. Mentre a Campobasso porte aperte solo un’ora al giorno. A Padova si riceve solo per appuntamento ma occorre registrarsi su una piattaforma via mail. A Perugia il canale per prendere l’appuntamento è invece il telefono.

La posizione dell’Unione camere penali


«Nonostante la fase più critica dell'emergenza sanitaria sia alle spalle, la giustizia non riparte» . Per Giuseppe Belcastro responsabile dell’Osservatorio Acquisizione Dati giudiziari dell’Unione camere penali, insieme a Tiziana Ceschin, le defaillance del sistema giustizia sono evidenti dai dati raccolti « situazione di stallo emerge da questo primo monitoraggio dell’Osservatorio - sostiene Belcastro - che non ha pretesa di completezza visti i tempi e la dimensione nazionale del rilevamento, ma che in prosieguo potrà offrire dati più sicuri. A fronte di alcune esperienze virtuose, la macchina giudiziaria è ingolfata, vuoi per la pletora di linee guida e protocolli locali di gestione non coordinati su base nazionale, vuoi perché il personale amministrativo, già normalmente sottorganico, è oggi ridotto ai minimi termini»

Per il segretario dell’Ucpi Eriberto Rosso servono chiarezza e parametri uguali per tutti. «Dopo l’incontro di venerdì scorso con il ministero, ci aspettiamo delle risposte. Per quanto ci riguarda - sottolinea Rosso - abbiamo proposto di lavorare anche ad agosto e i sabati, già il Csm non ha previsto il periodo cuscinetto, ma bisogna deciderlo subito. Si può pensare anche a degli incentivi per far rientrare al lavoro gli amministrativi»

Le camere civili

Il presidente dell’Unione camere civili, Antonio De Notaristefani, parla di una situazione insostenibile.
«Dalle indicazioni fornite dalle 93 camere civili sul territorio emerge una situazione a macchia di leopardo, ci sono Tribunali nei quali ci si è limitati a rinviare più o meno tutto, ed altri nei quali invece qualcosa sta cominciando a partire; complessivamente - dichiara De Notaristefani - volendo estrapolare una media, è stato fissato circa il 15% dei procedimenti». Quasi tutti sono stati fissati con la cosiddetta trattazione scritta, pochissimi con videoconferenza, e soltanto qualcuno mediante la comparizione personale dei difensori.
Drammatica, per il leader dei civilisti, la situazione delle cancellerie. «Per le attività di cancelleria tutte le Camere denunciano una paralisi più o meno totale, con telefoni che squillano a vuoto, mail che non ottengono risposta. Voglio sottolineare - conclude De Nataristefani - che quella attività rappresenta un completamento assolutamente indispensabile di quella che si svolge più strettamente in udienza: io posso ottenere la sentenza più bella del mondo, ma se la Cancelleria non me ne rilascia le copie esecutive, non so cosa farmene. In sostanza, io credo che la realtà è che la giustizia civile ancora non è passata alla fase due, e non è facile ipotizzare quando le attività riprenderanno davvero».

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