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L’industria batte un colpo: rimbalzo del 42% a maggio (ma sull’anno è ancora -20%)

A maggio la produzione industriale rimbalza: +42,1%. Su base annua (-20,3%) dimezzato il crollo di aprile. Gualtieri: risultato molto incoraggiante

di Luca Orlando

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(IMAGOECONOMICA)

A maggio la produzione industriale rimbalza: +42,1%. Su base annua (-20,3%) dimezzato il crollo di aprile. Gualtieri: risultato molto incoraggiante


2' di lettura

Come è andata? Dipende. A guardare il dato mensile, una crescita del 42,1%, pare di raccontare un nuovo miracolo economico, risultato ben oltre le attese degli analisti. Entusiasmo che si stempera parecchio guardando ai termini del confronto: un orribile aprile, mese quasi interamente caratterizzato dal lockdown produttivo, un quasi normale maggio, periodo in cui sono state consentite aperture generalizzate a tutti i codici Ateco.

Entusiasmo che si ridimensiona anche guardando al gap con lo stesso mese del 2019, prendendo quindi un confronto quasi omogeneo, dove il divario è ancora evidente, anche se diminuisce al 20,3%, un dimezzamento secco rispetto al -43,4% di aprile rispetto allo stesso mese del 2019.

Anche se il trend di recupero pare avviato, la gravità della situazione è ben visibile scorrendo i risultati dei singoli settori dell’economia, dove non si registra alcun segno positivo. Ancora una volta sono soltanto farmaceutica e alimentare a contenere i danni, restando comunque in rosso rispettivamente del 4,2 e dell’8,4%.

All’estremo opposto le cadute più ampie sono ancora per i mezzi di trasporto, trascinati al ribasso dalle auto, settore che cede il 50,8% rispetto all’anno precedente. Male anche il tessile, giù di 34 punti, mentre altrove i cali si orientano nell’ordine del 20%.

Risultati che portano ad allargarsi il divario dell’intero 2020: tra gennaio e maggio la produzione ha ceduto il 19,3%.

Export Italia a picco in aprile: -41%. Contrazione record da 1993

Il rimbalzo mensile è visibile anche altrove in Europa, pur restando negativo il confronto annuo. In Francia tra aprile e maggio la crescita è del 19,6%, meglio di quanto prevedevano gli analisti.

Meno brillante la Germania, dove la crescita mensile è solo del 7,8%, dato che resta ancora 19 punti al di sotto di febbraio, così come vicino ai 19 punti è il gap rispetto a maggio 2019. In linea quindi con il risultato dell’Italia.

«È un risultato molto incoraggiante - spiega il ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri commentando i dati Istat - in linea con il profilo dell'andamento produttivo prospettato nell'ultimo Documento di Economia e Finanza. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma il rimbalzo fatto segnare dalla produzione industriale a maggio è molto importante e stimiamo che proseguirà, anche se prevedibilmente a tassi più contenuti, nel bimestre giugno-luglio: proseguiamo con ancora più determinazione a lavorare per la ripresa e per il rilancio dell'economia».

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