Intervista a Daniele Luchetti

«L’industria cambia e lavora a format nuovi Formazione cruciale»

Il regista e autore romano: «Serie tv utili per confrontarsi con moduli narrativi innovativi »

di Eugenio Bruno

default onloading pic
Daniele Luchetti

Il regista e autore romano: «Serie tv utili per confrontarsi con moduli narrativi innovativi »


3' di lettura

Se c’è un autore italiano che è sempre stato al passo con i tempi, riuscendo a volte anche a precorrerli, quello è proprio Daniele Luchetti. Figlio di uno scrittore e nipote di un pittore, il 59 enne regista romano ha respirato cinema d’autore all’esordio come assistente di Nanni Moretti ne La messa è finita e in Bianca. Senza mai disdegnare i “generi” però. E facendo di questa commistione la cifra stilistica di tutti i suoi film, sin dalla sua opera prima  (Domani accadrà) e seconda (Il portaborse, con cui ha anticipato di un anno l’arrivo del ciclone di Tangentopoli), insieme alla contaminazione con il documentario, la televisione, gli spot pubblicitari. Un bagaglio che cerca di trasmettere ai suoi studenti di regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma: «Negli anni in cui ho iniziato l’immagine del regista era legata ai grandi autori, come Fellini o Antonioni, ma già era iniziata la riscoperta del cinema di genere, e penso ad esempio a Spielberg o Carpenter. In Italia abbiamo cercato da subito una terza strada per non farci condizionare più di tanto dal paragone con il passato e per non limitarci a scopiazzare i film di genere. Molti registi della mia generazione hanno iniziato a fare anche tv e pubblicità».

Come è cambiata la formazione dei giovani al mestiere di regista?
Se sei un autore e hai la personalità per farlo lo sai già, la spinta la senti da dentro. Una scuola come il Centro sperimentale di cinematografia ti mette in condizione di passare tre anni a sperimentare. Ormai basta avere una connessione e con un tutorial puoi imparare tutto: la grammatica del film, come si monta, gli effetti speciali. Ma l’esperienza pratica, umana e artistica che un luogo come il Csc ti può dare resta unica: puoi passare tre anni a scrivere, girare, dirigere gli attori, montare, andare ai festival. A volte si migliora, altre si peggiora. Confrontandosi così tutti i giorni per tre anni.

Loading...

Con quali risultati?
Io lascio liberi i miei studenti anche di sbagliare. So che quell’errore è prezioso perché rimane al chiuso e ti consente di crescere. Come quello di uno studente di pittura che sbaglia un nudo.

Il mondo dell’audiovisivo è caratterizzato da un ruolo sempre più predominante delle serie tv. Questo fenomeno che impatto sta avendo sull’attività formativa dei giovani?
Anche io sono un appassionato di serie tv. Sono utili per confrontarsi con moduli narrativi nuovi e con tempi di produzione diversi. Anche se i nostri studenti sono già abituati a girare con tempi contingentati: ad esempio sanno di avere a disposizione il teatro per le riprese e lo staff di produzione per tre giorni e devono farseli bastare. La scuola già ti mette in condizioni simili al lavoro. Non è un caso che in dieci anni sono già otto i registi che stanno lavorando. È una percentuale altissima rispetto al passato.

Altro fenomeno degli ultimi anni è stato l’avvento del digitale che ha sostituito l a pellicola...
È stato un cambiamento radicale. Avere un costo zero del girato ci ha permesso di lavorare in modo simile a quello professionale. In tutta l’industria cinematografica del mondo giri molto, con molte camere, e poi rendi il montaggio un momento altrettanto creativo.

Anche il Centro Sperimentale come le università e le scuole ha dovuto sospendere le sue attività fino al 3 aprile. Come state ovviando a distanza?
Purtroppo tutto il lavoro di direzione degli attori non si può fare a distanza. Per la scrittura invece è più facile, con un continuo scambio di mail e di testi. Stiamo approfittando di questo periodo per scrivere i film che gireremo in futuro.

Come si colloca il Centro sperimentale nel panorama dell’audiovisivo regionale e nazionale
Il Centro sperimentale è una realtà complessa. Generalmente un produttore è molto interessato a ciò che esce dal Csc. Se gli dici di aver trovato un bravo scrittore immediatamente gli scatta un campanello. Negli anni l’attenzione nei confronti degli autori è aumentata. Grazie anche al fatto che tiriamo su uno studente che continua a porsi il problema etico o artistico ma è al tempo stesso è capace di girare una puntata per la serialità.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti