ACCELERATORI

L’industria emiliana dell’agrifood a caccia di startupper che rimescolino la filiera

di Ilaria Vesentini

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(Adobe Stock)


2' di lettura

«Abbiamo bisogno di innovatori, giovani e meno giovani, che interrompano il flusso quotidiano in cui scorrono i nostri rispettivi business, che ci aiutino a sviluppare progetti e strumenti trasversali per la filiera agroalimentare. Mettiamo a disposizione non solo e non tanto denaro, di cui c'è abbondanza sul mercato, ma le nostre fabbriche, i nostri uffici di ricerca e sviluppo, di marketing e la logistica». Così il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, sintetizza gli obiettivi del nuovo acceleratore di Bologna, Agrofood BIC-Business innovation center, da ieri pienamente operativo.

L'acceleratore è frutto dell'inedita alleanza verticale di filiera tra sei partner della via Emilia: chi costruisce macchinari (Ima), chi produce lattiero-caseario (Granarolo), chi ortofrutta (Conserve Italia), chi ovoprodotti (Eurovo), chi fa ristorazione (Camst) e chi di mestiere promuove e fluidifica le relazioni tra start-up e aziende consolidate (Gellify). Assieme puntano a scovare chi li può aiutare a contaminare i rispettivi business e crearne di nuovi, lungo i cinque filoni dell'healthy food e special needs; della tracciabilità e della sicurezza alimentare; del packaging sostenibile; della food delivery (l'internazionalizzazione rivoluziona i parametri della shelf life); e dell'agricoltura di precisione.

I sei soci mettono a disposizione circa un milione di euro – i programmi prevedono 15mila euro per far decollare la start-up e uno o più ulteriori finanziamenti da 20mila euro a step – e le loro strutture e professionalità aziendali, ma con il nuovo Business innovation center collaboreranno anche l'Università di Bologna, l'Enea e Aster (la società della Regione Emilia-Romagna per la ricerca e l'innovazione), per garantire supporto a livello di ricerca.

Parte ora la selezione delle iniziative, che possono arrivare da ogni angolo del pianeta. A valutarle sarà un comitato tecnico-scientifico, prediligendo la fattibilità concreta dei progetti. «L'obiettivo è selezionare cinque o sei start-up ad alto potenziale cui mettere a disposizione i nostri impianti per il progetto pilota. Aspettiamo le candidature, il sito web (www.agrofoodbic.it) è operativo», è l'invito di Calzolari.

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