Interventi

L'industria Insurtech a caccia di nuove competenze

di Simone Ranucci Brandimarte

4' di lettura

Sebbene il 2021 abbia registrato una notevole accelerata degli investimenti nel settore assicurativo, che nei primi sei mesi hanno superato - con 7,2 miliardi di dollari - il totale dell'intero 2020, e una fetta sempre più larga (il 43%) di questi investimenti abbia coinvolto l'Europa, all'interno del Vecchio continente l'Italia figura ancora nelle retrovie. Se da un lato è vero che nel primo semestre 2021 ci sono stati 60 milioni di investimenti in Insurtech, in forte crescita rispetto al 2020 dove si erano registrati 50 milioni in totale e con la previsione di arrivare a quota 100/120 milioni di euro entro la fine del 2021, dall'altro questa forte crescita non porta ad un volume di investimenti sufficiente rispetto alla media europea, dove Gran Bretagna, Germania e Francia da inizio 2020 fino a giugno 2021 hanno investito, al netto delle operazioni di IPO, rispettivamente 2,8, 2,5 e 2,2 miliardi di Euro.
La mancanza di investimenti infatti, si riflette inesorabilmente sul livello di digitalizzazione dell'intero settore, che risulta inadeguato a rispondere in maniera flessibile e dinamica alle esigenze del nuovo consumatore digitale, ovvero velocità, semplicità e usabilità. A supporto di tale tesi un'indagine di Italian Insurtech Association evidenzia come nei primi 6 mesi del 2021 sono state circa 500.000 le persone che hanno acquistato polizze on demand e ci si aspetta di arrivare entro fine anno a 1.3 milioni di sottoscrizioni riferite a circa 550.000 individui singoli, con una crescita del 145% rispetto al 2020. L'interesse sull'offerta, specialmente quella digitale, è quindi notevolmente aumentato, in quanto non più vista solo come un canale distributivo, ma come un abilitatore di nuovi servizi e prodotti assicurativi.
E le compagnie sono pronte ad andare incontro a questi nuovi bisogni?
Senza alcun dubbio, se vorranno riuscirci, dovranno cambiare pelle, evolversi, adeguare i propri modelli di business e renderli adatti a rispondere proattivamente a questa necessità. La consapevolezza inizia ad esserci: secondo una ricerca di Italian Insurtech Association e Ey (“L'impatto dell'Innovazione sulle organizzazioni Assicurative”), il 70% dei CEO delle compagnie assicurative vede l'Insurtech come priorità e l'85% dei relativi Management pone l'innovazione come traguardo primario. La strada, però, è tutta in salita. Secondo il 71% degli impiegati in ambito assicurativo vi è un grave gap in termini di competenze tecnologiche e digitali; il 53% afferma di essere molto preoccupato per questo divario che rischia di limitare la capacità del settore di sviluppare nuovi prodotti e servizi in linea con le esigenze del nuovo cliente. Non solo, il 65% non conosce il significato di tecnologie e soluzioni alla base della rivoluzione digitale in atto in qualsiasi settore: IoT, Blockchain, Machine Learning. Il mondo assicurativo sta cambiando, ogni giorno vengono sviluppati nuovi applicativi che vanno a modificare i processi core delle aziende, processi che richiedono nuovo personale formato.
Tra le nuove sfide per il mercato assicurativo, emerge quindi sempre più una nuova figura di assicuratore che abbia la capacità fondere competenze come data science, intelligenza artificiale, ingegneria matematica. Nei prossimi 10 anni tutte le compagnie dovranno assumere e formare personale sulla base delle nuove professionalità emergenti, quali: Digital Trasformation Managers, IG Data Scientist; & Business Analyst, IA and Machine Learning Expert, Digital Project Manager, Cloud Architect, Growth Hacker, Scrum Master, UX Designer, Digital Marketing & Performance Leader, Digital Strategy Leaders, Business Process Automation Leaders, Cybersecurity Leaders, Robotics Engineers, Fintech Engineers e Digital Underwriters.
Il Gap di competenze tecniche e digitali rappresenta uno dei principali limiti dell'Insurtech italiano. Per superarlo dobbiamo prevedere per i prossimi 5 anni un fortissimo sforzo in termini di formazione, transfer di competenze tramite collaboratività e rinnovamento delle compagnie attraverso l'apertura alle nuove discipline del digitale. Per rispondere a questa esigenza, Italian Insurtech Association, da sempre impegnata nel promuovere la formazione tecnica e la condivisione di best practice tecnologiche degli operatori del settore, ha aperto le iscrizioni per il Master in Insurtech, un master di fruizione semplice e immediata che possa formare coloro che lavorano all'interno del mercato assicurativo su competenze attuali, per fornirgli gli strumenti per comprendere e gestire le innovazioni digitali che stanno trasformando l'industria assicurativa e stravolgendo modelli di business consolidati. I moduli di studio consentono di approfondire gli aspetti strategici, tecnologici e legali con focus su nuovi modelli di business, sui nuovi paradigmi di interazione con i clienti e su una nuova offerta di prodotti e servizi, offrendo un'analisi dell'impatto della digitalizzazione sulla filiera assicurativa e una visione del mercato Insurtech italiano, globale ed internazionale con un'ampia panoramica delle fonti normative e della loro implicazione con la tecnologia
Per concludere, si stanno creando le condizioni per un profondo cambiamento del quadro competitivo del settore, basti pensare all'aumento dei player “non insurance” che distribuiscono insurance products (120 a giugno 2021 contro nemmeno la metà un anno prima). All'interno di questo quadro, è iniziata una vera e propria “caccia agli armamenti”, dove le compagnie assicurative tradizionali vedranno sempre di più risicato il vantaggio accumulato in questi anni, se non si adegueranno velocemente alle nuove condizioni: è sempre più urgente creare un esercito di professionisti in grado di competere con nuovi player, molti stranieri, pronti a inserirsi nel nostro mercato, Amazon in primis.

Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA - Italian Insurtech Association

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