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L’industria del legno accelera sulla transizione ambientale

Presentata la prima ricerca sulla sostenibilità del settore, in collaborazione con Fondazione Symbola. E insime, un «decalogo» per la transizione «green»

di Giovanna Mancini

4' di lettura

Chi ben comincia, si sa, è a metà dell’opera. E l’industria italiana del legno-arredo si presenta alla sfida decisiva della transizione ambientale con numeri di tutto rispetto: il 67% delle aziende usa materiali o semilavorati realizzati con materiali riciclati e l’81% utilizza legno prodotto in modo sostenibile. A dirlo è l’indagine «Legno-arredo italiano nella transizione ecologica» realizzata in collaborazione con Fondazione Symbola e presentata nel corso dell’assemblea annuale della Federazione.

La fotografia «green» del settore

Obiettivo della ricerca è analizzare il posizionamento delle imprese su questo tema per mettere a sistema l’impegno di questi anni e guidare al meglio il processo di transizione ecologica, strumento fondamentale per il rilancio del Paese nonché elemento chiave per l’accesso alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

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La ricerca restituisce la fotografia di una filiera che, in un’ottica di economia circolare, è già tra le più avanzate in Europa, forte di comportamenti virtuosi, non sempre - tuttavia - sistematizzati. Mappare i percorsi avviati dalle imprese, dalla catena di approvvigionamento ai processi produttivi, dalla progettazione al fine vita dei prodotti, è il primo passo per tracciare la road map del settore verso la transizione ecologica e trasformare le sfide ambientali in opportunità di crescita.

«Abbiamo voluto prima guardarci allo specchio, con un approccio molto pragmatico che ci aiuti a mettere a fuoco i nostri punti di forza e quelli su cui dobbiamo lavorare di più, ma nella piena consapevolezza che indietro non si torna – ha spiegato il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, che proprio della sostenibilità ha fatto uno dei punti chiave del suo mandato –. La transizione ecologica rappresenta per le aziende una svolta epocale. Non cogliere questa opportunità significherebbe autoescludersi dal mercato e il nostro ruolo come associazione è quello di accompagnare tutte le imprese, specialmente le più piccole, verso un modello pienamente sostenibile e circolare».

Il «decalogo» della sostenibilità

FederlegnoArredo inoltre presentato un «decalogo» per la transizione: dieci obiettivi che la filiera intende perseguire, con l’ambizione di diventare una voce autorevole sul tema e fornendo una guida agli operatori del settore. «A inizio 2022 verranno esplicitate e articolate le famiglie di azioni da intraprendere e gli indicatori di avanzamento con cui monitorare il percorso in atto, per arrivare nei prossimi cinque anni a poter dire, numeri alla mano, che abbiamo davvero posto la sostenibilità al centro del nostro operato», precisa Claudio Feltrin.

Stand ai dati di Symbola, l’industria del legno-arredo italiana è terza a livello internazionale e prima in Europa in economia circolare. Produce meno emissioni climalteranti degli altri grandi Paesi Ue: 26 kg ogni mille euro di produzione, a fronte dei 43 della Germania, dei 49 francesi, degli 79 britannici e degli oltre 200 spagnoli. Inoltre la quasi totalità della produzione italiana di pannelli truciolari è fatta interamente con legno riciclato. «Ci sono dunque tutte le condizioni per essere protagonista nella sfida aperta dall’Europa e dai grandi Paesi del mondo per l'azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2050, partendo da una tradizione consolidata», ha detto il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci.

I numeri della sostenibilità

Ma vediamo nel dettaglio i numeri della ricerca: Le pmi del settore sono fortemente votate all’export e hanno una lunga tradizione: due terzi esistono da oltre 30 anni e un terzo da più di 50 anni. Il 67% delle aziende usa, come accennato, materiali o semilavorati realizzati con materiali riciclati, una su quattro in percentuale superiore al 25%. L’81% utilizza inoltre legno prodotto in modo sostenibile, quota che sale all’89% se si considerano le aziende del legno. Il mondo del legno-arredo sperimenta nuovi materiali, con sempre più frequenti collaborazioni con gli istituti di ricerca, e lavora integrando i principi della sostenibilità ambientale con quelli estetico-funzionali tipici del design. Per quanto riguarda la fase di progettazione – che contribuisce a stabilire fino all’80% degli impatti ambientali nel ciclo di vita del prodotto – circa il 50% delle imprese considera fondamentale la riduzione degli imballaggi, la riciclabilità dei prodotti e l’efficienza energetica, mentre un terzo considera nella medesima fase criteri tipici dell'economia circolare quali riparabilità e riuso.

Sul fronte dei processi produttivi, il 64% delle imprese ha implementato interventi di efficientamento, due terzi dei quali hanno portato a una riduzione degli scarti di produzione, e più della metà delle aziende interpellate afferma di riutilizzare gli scarti interni o esterni. Il 44% ha attivato, negli ultimi tre anni, meccanismi di riduzione dei consumi idrici, incluso il riutilizzo delle acque di processo. Il 60% delle aziende si approvvigiona inoltre da fonti energetiche rinnovabili e il 40% arriva a coprire almeno la metà del proprio fabbisogno con energia rinnovabile. Il 56% delle imprese dichiara anche di scegliere i fornitori attraverso criteri di valutazione che tengono conto degli aspetti ambientali, e il 74% delle aziende si approvvigiona, almeno in parte, di materie prime locali, in un'ottica di filiera corta.

Il nodo della formazione

Uno dei punti strategici per l'implementazione di queste politiche aziendali è la formazione di figure professionali dedicate, e sul piano del capitale umano un’azienda su tre dichiara di avere un responsabile ambientale designato. Complessivamente, le aziende più grandi tendono a essere più efficienti.

Riproduzione riservata ©

  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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