ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’impatto della crisi

L’industria lombarda non si ferma

Tra aprile e giugno ancora avanti produzione, lavoro, ordini e ricavi. Cresce però il pessimismo degli imprenditori in vista dell’autunno.

di Luca Orlando

(Enrico G. Agostoni - Fotolia)

4' di lettura

Cielo sereno guardando in alto. Nubi all’orizzonte. La manifattura lombarda continua il proprio percorso di crescita, in apparenza insensibile alla crescente complessità del contesto. Insensibile o quasi, perché gettando lo sguardo in avanti le attese degli imprenditori sono in realtà in netto ridimensionamento.

La rilevazione di Unioncamere Lombardia sul secondo trimestre dell’anno offre ad ogni modo un quadro confortante, con l’industria a crescere dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, progresso ridotto ma non ancora annullato. Solido il confronto annuo, con una crescita del 7,4%.

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Dati positivi evidenti in tutti i settori, a partire da moda-tessile abbigliamento, in grado di realizzare le performance migliori. Unico calo per i mezzi di trasporto, che registrano invece una frenata del 5,8%.

Segnali di indebolimento come detto si vedono in termini prospettici, con gli ordinativi a rallentare il passo, pur mantenendo valori fortemente positivi: +7,8% sul mercato interno, +11% all’estero. L’abbondanza del “fieno in cascina” è confermata dalle giornate di produzione assicurata, quasi 81, 15 giorni oltre i livelli pre-Covid e a ridosso dei massimi storici. Così come segnali di forza produttiva arrivano ancora una volta dal tasso di utilizzo degli impianti, poco al di sotto del 78%. Un

Resta alta l'attenzione sui prezzi. Beni energetici, materie prime e componenti varie registrano nuovi record spingendo il dato verso l'alto: rispetto al II° trimestre 2021 i prezzi delle materie prime sono cresciuti mediamente del 58,4% per le imprese industriali e dell'80,2% per le artigiane. Si attenuano tuttavia le difficoltà di approvvigionamento e migliora anche la situazione delle scorte di magazzino e dei materiali per la produzione.

«Il quadro per la produzione lombarda rimane positivo - commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio - ma si sta progressivamente esaurendo la spinta del forte rimbalzo post crisi. Ne risentono le aspettative degli imprenditori per il futuro – che viene visto con preoccupazione sia per la domanda interna che per quella estera – con una incertezza che si riflette anche sull'andamento della seconda parte del 2022».

Le attese delle aziende per il prossimo trimestre si fanno in effetti più caute, scendendo in area negativa per la domanda interna ed estera dell'industria.

I settori

La maggior parte dei settori industriali mantiene significativi incrementi tendenziali dei livelli produttivi. Da segnalare l'ottima performance del sistema moda: Abbigliamento (+30,6%), Pelli-Calzature (+19,4%) e Tessile (+14,3%), tutti settori ripartiti tardi e ora in sensibile recupero che riescono così a superare i livelli pre-crisi. Incrementi sopra la media anche per Manifatturiere varie e Minerali non metalliferi (+13,0%). Tassi di crescita di poco superiori alla media per Legno-mobilio (+9,3%) e Carta-stampa (+9,6%). Perfettamente in linea con la media il risultato della Meccanica (+7,4%). In crescita, ma con intensità minori anche Chimica (+5,6%), Siderurgia e Gomma-plastica (+4,7%). In contrazione tendenziale solo i Mezzi di trasporto (-5,8%). Il positivo andamento del comparto moda è confermato anche dalle imprese artigiane. I risultati meno entusiasmanti, ma ancora positivi, si hanno nel comparto artigiano per Alimentari (+3,9%) e Siderurgia (+0,4%).

Ricavi e commesse

Il fatturato a prezzi correnti dell'industria segna un buon risultato tendenziale (+17,5%) e una crescita sul trimestre precedente del 4,6%. Gli incrementi di prezzo dei prodotti finiti in atto, con un ulteriore crescita del 6,9% congiunturale, influiscono evidentemente sul risultato. Se la dinamica annua resta solida, qualche rallentamento degli ordini si vede su base congiunturale, con un indebolimento sia per gli ordini interni (+0,6%), che esteri (+1,3%). La quota del fatturato estero sul totale rimane elevata per le imprese industriali (39,4%) e resta poco rilevante e in diminuzione per le imprese artigiane (6,7%).

Prezzi

I prezzi delle materie prime presentano una dinamica congiunturale in continuo e forte rialzo per tutti i comparti. Per l'industria, dai primi segnali d'incremento di fine 2020 (+2,1%) l'accelerazione è proseguita nel corso del 2021 e si assesta ora a +11,6% congiunturale. prezzi dei prodotti finiti seguono ancora da lontano l'incremento delle materie prime registrando un +6,9% per l'industria e un +8,6% per l'artigianato.

Scorte

Le imprese industriali registrano un rientro delle scorte di magazzino verso livelli normali, con i segnali di scarsità che vanno diminuendo. In questo trimestre, a fronte di una quota considerevole di imprese che giudica le scorte adeguate (65% per i prodotti finiti e 73% per le materie prime), si registrano saldi tra giudizi di esuberanza-scarsità ancora negativi ma molto contenuti (-2,8% per i prodotti finiti e -1,1% per le materie prime). Questi sono primi segnali di ricostituzione delle scorte di magazzino, dopo il loro esaurimento dovuto alla necessità di evadere nuovi ordini senza ricevere nuove forniture di materie prime e componenti a causa delle strozzature nelle catene di fornitura.

Occupazione

L'occupazione dell'industria conferma un saldo positivo (+0,5%) per il sesto trimestre consecutivo. Rimane stabile la quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cig: la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione si attesta al 6,4%, ma le ore di CIG utilizzate aumentano, con un tasso sul monte ore salito al 2,0%.

Ciò non vale per l'artigianato che, a fronte di un saldo occupazionale anch'esso di poco sopra lo zero (+0,2%), registra ancora livelli minimi di utilizzo della CIG.

Dati positivi - sottolinea il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella - anche se il dato di crescita congiunturale è il più debole degli ultimi sei trimestri e gli indici di fiducia PMI in discesa sono preambolo di un forte rallentamento dell'economia lombarda nell'immediato futuro. «Quando i prezzi inizieranno finalmente un trend discendente aggiunge - , la produzione e l'intero sistema industriale ne beneficeranno: da questo punto di vista Confindustria Lombardia, prima di discutere di razionamenti e tagli lineari ai consumi, rinnova l'invito a introdurre celermente un tetto al prezzo del gas, auspicabilmente a livello europeo ma procedendo a fissare un price cap nazionale qualora la via europea non fosse praticabile. A un anno dall'inizio della corsa dei prezzi dell'energia va ricordato che le imprese italiane pagano costi maggiori rispetto ai competitors europei. Nell'immediato futuro le valutazioni degli imprenditori dovranno fare i conti con due nuove variabili alle quali non eravamo abituati: la parità del cambio Euro/Dollaro, con gli effetti benefici soprattutto per quelle economie orientate all'export come quella lombarda e le ripercussioni negative sul costo degli approvvigionamenti, e l'aumento dei tassi di interesse da parte della Bce con aumento del costo del denaro e una potenziale contrazione degli investimenti».

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