la guerra alle emissioni

L’industria marittima punta cinque miliardi sulla decarbonizzazione

di Raoul de Forcade

(Marka)

2' di lettura

L’industria marittima mondiale si appresta a investire 5 miliardi di dollari per eliminare le emissioni di Co2. La comunità internazionale dello shipping ha annunciato ieri l’intenzione di dare vita ad una nuova organizzazione non governativa per la ricerca e lo sviluppo della decarbonizzazione del settore. A renderlo noto è Confitarma, l’associazione che raggruppa gli armatori italiani. Il fondo verrà alimentato con finanziamenti delle compagnie di navigazione di tutto il mondo, per circa 5 miliardi di dollari, in un periodo di 10 anni; e servirà ad accelerare lo sviluppo di navi a zero emissioni di Co2 entro i primi anni del 2030. La proposta per la creazione del primo fondo di r&s sui combustibili alternativi verrà presentata all’Imo (International maritime organization). «La coalizione delle associazioni di settore che sostiene questa proposta – afferma Esben Poulsson, presidente Ics (International chamber of shipping) - sta dimostrando la sua leadership. L’industria marittima deve ridurre le proprie emissioni di Co2 per far fronte alle ambiziose sfide che l’Imo ha fissato. L’innovazione è quindi fondamentale se vogliamo sviluppare le tecnologie che alimentano la quarta rivoluzione della propulsione marittima. Questa proposta è semplice, responsabile e realizzabile e speriamo che i governi sostengano questa mossa coraggiosa dell’industria». Il fondo sarà finanziato da compagnie di navigazione di tutto il mondo attraverso un contributo di r&s obbligatorio, pari a 2 dollari Usa per tonnellata di acquisto di carburante marino. Al momento, l’iniziativa per il progetto e il suo finanziamento riguarda le principali associazioni internazionali degli armatori, ma la possibile partecipazione di altre parti interessate è vista con favore. Anche in Italia, sottolinea Confitarma, si guarda a questo progetto come a un passo molto importante verso la totale decarbonizzazione dello shipping. «La nostra flotta – ricorda Mario Mattioli, presidente degli armatori italiani - è in prima fila nel percorso che tende alla decarbonizzazione di tutte le attività industriali; ed ha già fatto ingenti investimenti per tecnologie innovative e impiego di combustibili meno dannosi per l'ambiente. Basti citare l’alimentazione a batteria durante le soste della nave in porto, l’utilizzo del Gnl (gas naturale liquefatto) come combustibile alternativo e l’installazione di scrubber». Mattioli auspica che, «nel corso del tempo, questo fondo possa avere una dotazione importante e paragonabile agli investimenti dell’automotive nella ricerca per combustibili alternativi. Comunque in Italia vantiamo eccellenze di primo piano nella sostenibilità e, fra queste, annoveriamo tra le fila di Confitarma i gruppi armatoriali Caronte & Tourist, Costa Crociere e Grimaldi Napoli».

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti