Settore dei ricevimenti

L’industria dei matrimoni riparte: 30mila eventi per 100mila occupati

Assoeventi: il fatturato del 2020 è caduto del 90% rispetto a 33 miliardi 2019. Nuove «linee guida e misure per il contenimento del rischio di contagio».

di Enrico Netti

(AdobeStock)

3' di lettura

La data è fissata: 15 giugno 2021. O sarà prima? Quale sarà il giorno della possibile ripartenza del comparto dei matrimoni ed eventi? Vorrebbero saperlo non solo i futuri sposi ma le migliaia di operatori e gli oltre 100mila lavoratori del settore in attesa delle decisioni del premier Draghi. «Considerando i matrimoni rimandati dal 2020 ad oggi 4 su 5 sono stati posticipati ed entro fine anno si dovrebbero svolgere almeno 30mila ricevimenti» dice Clara Trama, fondatrice e presidente dell’Associazione italiana wedding planner. Una ripartenza che innesca lo slalom delle date perché chi si doveva sposare nel 2020 lo farà nei prossimi mesi e chi ha previsto le nozze nel 2021 le rinvia al 2022. Questi sono poi i mesi delle comunioni e cresime, altre cerimonie e banchetti persi.

Sul settore degli eventi oramai da 15 mesi è calato il gelo: secondo Assoeventi Confindustria il fatturato del comparto nel 2019 è stato di 33 miliardi e nel 2020 ha subito un calo del 90%. Gli eventi annullati sono stati l’80% rispetto al 2019, con una perdita per l’indotto di circa 60 miliardi. La ripartenza sarà legata a prassi e protocolli. L’associazione italiana wedding planner con Uni ha preparato le «Linee guida alle misure per il contenimento del rischio di contagio da Covid-19 e sue varianti nello svolgimento di matrimoni» con il Covid manager che individua i profili di rischio, redige il piano di sicurezza, fissa le misure di prevenzione e per il distanziamento. Ieri il Direttivo della Fipe ha incontrato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, e tra i temi c’era la ripresa dell’attività di banqueting e catering legati a matrimoni, eventi e cerimonie. Le date plausibili sono quelle di fine maggio, massimo inizio giugno si legge su una nota dell’Associazione. «Siamo di fronte ad prospettive confortanti - commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio - soprattutto, se come anticipato, saranno precedute da una revisione dei parametri attraverso i quali il Governo intende misurare l’evoluzione della pandemia. Oggi, come è evidente, le condizioni sono radicalmente cambiate rispetto a un anno fa». Claudio Compagnucci, vice presidente dell’Associazione nazionale del settore degli eventi e dei matrimoni, ricorda «la filiera degli eventi ha subito una perdita dell’80% dei ricavi nel 2020 e del 95% nel 2021 e oltre 570mila addetti sono fermi da mesi».

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Senza una data certa per la ripartenza gli organizzatori non sanno come pianificare. «Bisogna vedere cosa vuol dire riaperture graduali - si chiede Cinzia Ciani, organizzatrice di eventi di Roma che gestisce 2 location -. Il 2021 è peggio del 2020 e ormai abbiamo perso gli eventi di aprile e maggio. Tanti clienti si sono stancati di questa incertezza e hanno spostato la data della cerimonia al 2022 perché i ricevimenti hanno bisogno di una programmazione di mesi». C’è poi l’incognita coprifuoco. «I ricevimenti terminano all’una o alle tre di notte e gli sposi per i loro invitati non vogliono avere restrizioni» rimarca Cinzia Ciani che ha visto azzerarsi il numero degli eventi organizzati. Da una media di circa 60 l’anno dell’era pre Covid sono calati a 8 nel 2020 e fino ad oggi zero per quest’anno. «I ristori non sono adeguati - continua l’imprenditrice - e lunedì 17 ci sono da pagare gli F24».

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