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L’industria risale dal baratro: +7,4% a luglio

Il gap annuo si riduce all’8%, meglio di Germania e Francia. Quasi in pareggio food e farma. Rimbalzano le auto, male l’abbbigliamento

di Luca Orlando

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(Photocreo Bednarek - stock.adobe.com)

Il gap annuo si riduce all’8%, meglio di Germania e Francia. Quasi in pareggio food e farma. Rimbalzano le auto, male l’abbbigliamento


2' di lettura

Un altro passo avanti, non decisivo ma ad ogni modo confortante. La produzione industriale di luglio avanza di altri 7,4 punti rispetto al mese precedente, proseguendo il trend di recupero avviato a maggio, progresso analogo a quello realizzato il mese precedente. Il gap su base annua resta aperto ma è in decisa riduzione, passando dal 13,9% di giugno all’8% dell’ultima rilevazione. Evidente il trend di recupero per l’output. Quasi dimezzato su base annua ad aprile, il mese più duro del lockdown. Ridotto del 20% a maggio, del 13,9% a giugno, di otto punti ora.

Il dato di luglio migliora le medie 2020, che tuttavia restano ancora pesantemente in rosso, con la produzione industriale che nei primi sette mesi dell’anno è ancora in deficit di quasi 17 punti rispetto al 2019, media penalizzata soprattutto dai beni di consumo durevole (auto in primis) e strumentali, questi ultimi comunque in recupero deciso (+11,8%) a luglio.

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Tessile il comparto più penalizzato

In termini settoriali non vi è un solo segno positivo, anche se alimentari e farmaceutica sono a ridosso del punto di pareggio, con frenate minime. Tessile-abbigliamento è il comparto più penalizzato, con un calo annuo che supera il 20%, anche si stratta comunque di dati migliori rispetto ai mesi precedenti.

Recupero deciso anche per i mezzi di trasporto, che rispetto a giugno guadagnano quasi 13 punti e riducono il gap annuo all’11,5% (30 punti il rosso dei primi sette mesi).

Nei dati destagionalizzati pubblicati da Istat su base trimestrale, confrontando cioè il periodo maggio-luglio con febbraio-aprile, è evidente il rimbalzo della manifattura, protagonista di un recupero medio del 15%, con punte del 40% per i mezzi di trasporto.

Normalizzazione flussi export

Segnali che si accompagnano ad altre indicazioni di recupero registrate dall’Istat. Come aumenti nei consumi elettrici e nella fatturazione elettronica, mentre in parallelo prosegue la normalizzazione dei flussi di export, con le vendite extra-Ue che a luglio sono state in grado di dimezzare il calo tendenziale sperimentato a giugno. Ad agosto, infine, l’indice di fiducia per le imprese ha confermato i segnali positivi registrati il mese precedente.

Anche altrove in Europa si riscontrano trend analoghi, anche se il rimbalzo italiano pare al momento più convinto. A luglio, infatti, in Germania il recupero è proseguito, anche se con slancio ridotto. La crescita rispetto al mese precedente per la produzione industriale è limitata all’1,2%, in rapporto allo stesse mese del 2019 il gap si riduce al 10%, dall’11,4% di giugno. Decisivo per questo risultato la performance dell’auto, in ripresa di quasi sette punti rispetto a giugno ma ancora in rosso del 15% su base annua.

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Situazione analoga in Francia, dove il recupero mensile di luglio rallenta al 4,5%, dal 14,8% di giugno. Rispetto al periodo pre-lockdown di febbraio il gap per la manufattura è ora ridotto al 7,9%. Migliore la situazione italiana, distante da quel livello solo 5,3 punti.

Riproduzione riservata ©
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    Luca Orlandoinviato-caporedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Imprese, meccanica, innovazione, export, macchinari, Industria 4.0, robot

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