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«L’industria del risparmio resta solida»

Il numero uno di Assogestioni ha inaugurato il Salone del Risparmio - Colao: serve più innovazione finanziaria

di Andrea Gennai

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

L’industria del risparmio gestito non è mai stata così forte in Italia, «con oltre 2.500 miliardi di masse alla fine del 2021 e una spinta nella raccolta di 93 miliardi lo scorso anno che rappresenta un risultato straordinario» e i segnali «che arrivano nei primi mesi dell'anno sono positivi e confermano la solidità del settore». Carlo Trabattoni, presidente di Assogestioni, nel discorso di inaugurazione della 12esima edizione del Salone del Risparmio ha delineato il quadro dell’industria e le sfide da affrontare, in un contesto come quello attuale non certo facile tra guerra, rischio recessione e incognita tassi.

Il nodo liquidità

I primi mesi del 2022, ha spiegato il presidente di Assogestioni, «mostrano che la liquidità parcheggiata nei conti dalle famiglie e dalle imprese sta infatti diminuendo in tutta Europa e anche in Italia, come dimostrano i dati record del gestito lo scorso anno e la tenuta dei flussi in questa prima parte del 2022». Le direttrici di crescita, per Trabattoni, sono chiare: approccio incentrato sul cliente, innovazione e sostenibilità ma soprattutto il tema centrale del Salone, quello del capitale umano.

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«E’ indubbio - ha detto Trabattoni - che sulla capacità di risparmio gravino nuove incognite, dal rallentamento della congiuntura oltre che dalle pressioni inflattive che ne erodono il potere d'acquisto. Di fronte a queste variabili emerge chiaro un atteggiamento molto più costruttivo dalle famiglie che stanno dimostrando maggiore maturità contro rischi di mercato come la forte volatilità, che affrontano con minore emotività e più cautela confermando scelte ed orizzonte di lungo termine».

Nuovi strumenti

Per il futuro, Trabattoni ha sottolineato che «trasformare il risparmio in investimenti produttivi sarà sempre più una delle caratteristiche distintive di un'economia moderna e prospera, questo è l'obiettivo che dovrà guidarci. Attraverso adeguati veicoli ed incentivi dovremo consentire a questa ingente quota di risparmio immobilizzata come liquidità, con gli oltre 1.600 miliardi di euro di depositi bancari a fine 2021, di essere un investimento produttivo a supporto della trasformazione infrastrutturale, digitale e verde». Le direttrici da seguire, secondo il presidente di Assogestioni, sono quelle di una maggiore centralità del cliente, accompagnata dallo snellimento normativo e dall’alleggerimento fiscale, insieme alla semplicità delle proposte di investimento e alla trasparenza.

Fondamentale sarà anche «l’impegno verso l’educazione finanziaria», considerata ancora la limitata preparazione degli italiani su temi finanziari. Innovazione, poi, intesa come rapporto con il cliente ma anche come espansione delle possibilità di investimento. Fondamentale e al centro dei lavori del Salone, il capitale umano: è questo «l’asset primario, investire in questa direzione ci consentirà di essere un motore trainante per la ripresa».

Più innovazione finanziaria

«Dobbiamo incoraggiare l’innovazione finanziaria, sperimentando di più e sostenendo un’innovazione finanziaria ’vera’, di cui i cittadini possano beneficiare nel lungo termine perseguendo i loro obiettivi, che non segue le mode e scopi diversi di quelli dei cittadini». Il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, intervenendo all’inaugurazione ha sottolineato il ruolo centrale dell’innovazione ma sempre con l’attenzione all’interesse del risparmiatore che va messo al centro. «Come ministro dell’innovazione tecnologica sono un fan del cambiamento e del nuovo - ha detto Colao - e l’innovazione finanziaria può creare un enorme valore, per rafforzare il futuro della nostre società, aumentare l’efficienza dei sistemi finanziari e pensionistici».

Colao ha sottolineato «l’imprescindibile esigenza di bilanciare e tutelare gli interessi coinvolti, con la tutela del risparmiatore» al centro. Il risparmio, ha messo in evidenza il ministro, «va tutelato e deve essere indotto a scelte appropriate, non con altri interessi. Non possiamo mai sacrificare il dettato costituzionale che all’art. 47 tutela il risparmio». Il ministro ha fatto riferimento al fatto che «oggi i risparmiatori si confrontano con prodotti complessi e volatili, non sempre con la trasparenza necessaria». Per questo, «bisogna implementare soluzioni pratiche e pragmatiche che permettano al progresso tecnologico di garantire il giusto mix tra progresso e tutele, questo è un bilanciamento importante».


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