Istat

L’industria torna a crescere

Dopo il calo di gennaio rimbalza a febbraio la produzione: +4% sul mese precedente, +3,3% su base annua. Bene tessile-abbigliamento ed elettronica

di Luca Orlando

(Sergey Ryzhov - stock.adobe.com)

2' di lettura

Smentendo le previsioni, a febbraio torna a crescere la produzione industriale in Italia, un progresso di quattro punti nel mese, del 3,3% su base annua. Risultati opposti rispetto a quelli di gennaio, che avevano portato il primo calo annuo dopo dieci periodi consecutivi in progresso.

Nella media del trimestre dicembre-febbraio, ad ogni modo, il livello della produzione diminuisce dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

Loading...

L'indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie: variazioni positive caratterizzano infatti i beni di consumo (+5,2%), i beni intermedi (+3,5%), i beni strumentali (+2,7%) e, in misura inferiore, l'energia (+0,9%).

Il rimbalzo del 4%, che fa seguito a due cali consecutivi a dicembre 2021 e gennaio, è il maggiore in termini percentuali da agosto del 2020.

Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2022 l'indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 3,3% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 come a febbraio 2021). Incrementi rilevanti caratterizzano i beni di consumo (+5,8%), l'energia (+4,5%), e i beni strumentali (+2,8%); più contenuta è la crescita per i beni intermedi (+1,6%).

Tra i settori, sono poche le eccezioni negative mentre le crescite sono diffuse quasi ovunque. Gli incrementi tendenziali maggiori sono per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,8%), le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+11,7%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+8,3%). Flessioni tendenziali si registrano nelle attività estrattive (-15,0%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-3,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-2,9%). Il dato è quindi superiore alle attese, tenendo conto anche dei primi rallentamenti produttivi già avviati per effetto del caro-energia, che a cavallo tra febbraio e marzo ha portato alla riduzione di alcune attività energivore, come piastrelle, carta, acciaio e metallurgia.

D’altra parte, come confermato da numerose aziende, la domanda di mercato resta comunque tonica e le difficoltà produttive si confrontano in più casi con ordini record, come testimoniato anche dal dato dell’export extra-Ue proprio di febbraio, ancora in crescita a doppia cifra.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti