cooperazione economica

L’iniziativa centroeuropea compie 30 anni. Domani la firma della dichiarazione di Trieste

di Gerardo Pelosi


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4' di lettura

Saranno i rappresentanti dei 17 Paesi membri dell’Ince (Iniziativa Centro europea) a firmare domani nel Palazzo della regione di Trieste, a conclusione della riunione plenaria che si terrà sotto presidenza italiana, la nuova “dichiarazione di Trieste”. Al centro il ruolo di cerniera che la regione può svolgere tra i Balcani e l'Europa centro orientale sia sul fronte della sicurezza che della cooperazione economica. La riunione comincerà stasera con una cena e un concerto a Trieste sarà l'occasione per fare il punto sul futuro dell'Iniziativa che quest'anno compie i trenta anni di vita avendo cominciato ad operare poco dopo il crollo del muro di Berlino dell'89.

La ministeriale sarà presieduta dal Ministro Enzo Moavero Milanesi, che ricorda come l’Ince costituisca «l’assise primogenita e consolidata fra Paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica. Un ponte ideale e operativo fra popoli e governi di un’area significativamente ampia del continente che si è affermata quale foro di discussione e collaborazione anche perché riunisce sia Stati che fanno parte dell'Unione Europea, sia Stati che non ne fanno parte». Oltre al ministro Movaero prenderanno parte alla riunione 7 Ministri degli Esteri (3 dei quali anche Vice Primi Ministri), 5 Vice Ministri e 3 Sottosegretari. Diciasette i Paesi membri: Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria.

Presenti anche i rappresentanti di altre Organizzazioni regionali e internazionali (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, BERS; Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, OSCE; Black Sea Cooperation initiative; Council of the Baltic Sea States, CBSS; Regional Cooperation Council per il sud-est Europa, RCC; e Commissione europea).

Obiettivo Ince: rispondere alle esigenza dei cittadini
Nel suo anno di Presidenza, l’Italia, ha spiegato il Ministro Moavero, intende «corroborare lo specifico valore aggiunto dell’Ince, rendendo più efficaci i meccanismi di condivisione e cooperazione e individuando obiettivi comuni ambiziosi, che rispondano davvero alle aspirazioni e alle esigenze dei cittadini». Per questi motivi a Trieste si parlerà di: sicurezza (inclusa quella cibernetica, e contrasto al terrorismo e alla criminalità internazionali); garanzia dello Stato di diritto e promozione di uno sviluppo sostenibile; collaborazione economica e investimenti (specie nelle infrastrutture per i trasporti e l'energia); politiche sociali e per il lavoro; salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio storico, artistico e culturale; qualità dei prodotti e tutela del consumatore; ricerca scientifica, innovazione e proprietà intellettuale; opportunità di studio e collegamenti fra scuole, università e istituti di formazione».

La Presidenza italiana punta anche a rafforzare il ruolo dell'Ince presso le maggiori Organizzazioni Internazionali, in particolare le Nazioni Unite, dove l'Ince ha lo status di Osservatore. Nel contempo, in seno all'Ince, si intende intensificare e migliorare l'azione fra la dimensione intergovernativa e la dimensione parlamentare, avviando altresì la riflessione su una possibile dimensione locale e regionale dell'Ince per rendere la sua esistenza e la sua azione più percepibili ai cittadini dei Paesi membri. Nella medesima ottica, la Presidenza italiana intende proporre di elaborare iniziative specifiche rivolte ai giovani, dando vita a una vera e propria ‘agenda per la gioventù'. I Paesi aderenti all’Iniziativa che non sono membri dell'UE vedono nell'Ince una preziosa opportunità per acquisire standard comunitari. Gli obiettivi sono organizzati intorno a due macro priorità di medio termine, “Promuovere la Connettività” e “Valorizzare la Diversità”, e includono buon governo, sviluppo economico, tutela dell'ambiente, cooperazione inter-culturale, libertà dei media, cooperazione scientifica, educazione e formazione.

La scelta di Trieste a forte vocazione cosmopolita
Il ministro Moavero ha sottolineato la «scelta logistica» di Trieste come «sintomatica dell'anima profonda dell'Ince» perché Trieste, “con la sua vocazione storico-geografica, con il suo naturale cosmopolitismo, esprime al meglio la volontà dei Paesi membri di lavorare nel reciproco rispetto, attingendo dalle rispettive culture, tradizioni e realtà economiche e sociali, per costruire insieme un futuro migliore per tutti». Il Ministro ha per questo ringraziato il Presidente della Regione Autonoma Massimiliano Fedriga, il sindaco Roberto Dipiazza e il Segretario Generale dell'Ince Roberto Antonione già sottosegretario agli Esteri nel secondo Governo Berlusconi.

L’Ince nasce da un’idea dell’ex ministro De Michelis
L'Ince nasce nel novembre 1989, poco dopo la caduta della ‘Cortina di ferro' e la fine della divisione in due dell'Europa, su stimolo dell'allora Ministro degli Esteri italiano, Gianni De Michelis, recentemente scomparso, che già qualche anno prima, come ministro del Lavoro aveva dato vita al nucleo originario con la “Regione Alpe Adria”. Sorta inizialmente come “Quadrangolare” nell'ambito del dialogo politico tra Italia, Austria, Ungheria e Jugoslavia, è poi divenuta “Pentagonale” con l'ingresso della Cecoslovacchia nel 1990 ed “Esagonale” con l’ingresso della Polonia nel 1991. Nel 1992 ha assunto l'attuale denominazione di “Iniziativa Centro-Europea” e ha poi ampliato i propri membri fino agli attuali 17, di cui 9 sono membri UE (Bulgaria, Croazia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria), 5 sono inclusi nelle future prospettive di allargamento (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia) e 3 sono beneficiari di politiche di vicinato (Bielorussia, Moldova e Ucraina).

L'Ince dispone di un Segretariato Esecutivo, con sede a Trieste, che coordina le attività dell’organizzazione, improntate ad un approccio fattivo e progettuale. Il Segretariato gestisce un Fondo dedicato presso la BERS, creato nel 1992 dal Governo italiano, e un Fondo di Cooperazione, istituito nel 2001 con contributi versati annualmente in misura proporzionale da tutti gli Stati Membri, che sostengono progetti di assistenza tecnica in supporto allo sviluppo economico e sociale della regione. L’Ince partecipa inoltre attualmente a vari progetti finanziati dall’UE in diversi quali trasporti, cultura, economia blu, innovazione sociale, salute, energie rinnovabili, migrazioni e protezione civile.

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