Intervista a Marco Gay

«L’innovazione è una necessità anche per le aziende tradizionali»

Presidente Confindustria Piemonte

di Filomena Greco

3' di lettura

Da amministratore delegato di Digital Magics – tra i principali incubatori di startup in Italia – conosce il mondo dell’innovazione, da responsabile degli industriali piemontesi sa bene che la sfida per la manifattura sta nella capacità di trasformarsi in chiave smart e di consolidare la sua presenza nelle filiere internazionali. Marco Gay rappresenta le imprese del Piemonte da poco più di un anno: l’ultimo dossier esaminato come ad di Digital Magics è relativo ad una start up torinese, Aworld, che ha creato una piattaforma social-gamified per incentivare le persone a intraprendere azioni sostenibili. Sull’innovazione,
dice, è cambiata l’aria: «Tra le aziende più tradizionali oggi l’innovazione è percepita non più come una opportunità ma come una necessità».

Il Piemonte ha accelerato sul tema dell’innovazione negli ultimi anni, ma resta ancora indietro in relazione agli indicatori relativi a start up e innovazione.
Quando si aspetta una inversione di tendenza?

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Partirei dal fatto che l’ecosistema dell’innovazione ha subito una innegabile accelerazione negli ultimi diciotto mesi, e come azienda Digital Magics lo vediamo da tutti i territori. Devo dire che la vivacità del territorio torinese e piemontese è legato alle nuove iniziative in campo, penso ai nuovi programmi di accelerazione che qui si insedieranno e penso anche al cambiamento della percezione delle start up da parte del mondo industriale. Dico che quello che per molto tempo abbiamo definito come una grande opportunità, l’open innovation, oggi è al centro dell’attenzione. Complice la visione sulla trasformazione digitale e la transizione in chiave 4.0 che è in atto, senza dimenticare le missioni del Pnrr che riguardano digitalizzazione e trasformazione ecologica. Un territorio industriale come quello piemontese avrà benefici da questa maggiore attenzione. Credo che i tempi siano maturi per partire, sta succedendo, credo che nel prossimo anno e mezzo sarà quello decisivo per il cambio di passo e potremo vedere indicatori interessanti sulla crescita.

Un report di Digital Magics mette nero su bianco un dato: l’investimento in Industrial Tech in Europa è cresciuto di 8,8 volte tra il 2014 e il 2020, tre volte più veloce degli investimenti complessivi in venture capital. L’industria si sta dunque trasformando. Come accelerare l’interazione tra industria e start up?

Io vedo una attenzione crescente da parte dell’industria manifatturiera nel suo complesso. C’è da dire che le grandi industrie in realtà sono già partite, ora sono in corsa le medie, bisogna lavorare sulle piccole perché le opportunità sono concrete. Bisogna sottolineare che a questo punto c’è bisogno da parte delle aziende più tradizionali di un impegno sul tema dell’Education e una maggiore partecipazione nei poli dell’innovazione. Devo però dire che nell’ultimo anno e mezzo è cambiata la consapevolezza, le aziende dicono “abbiamo bisogno di innovare, vediamo cosa può emergere sul campo”. Questo cambia anche la qualità delle sfide per le start up che entrano in una competizione che diventa sempre più internazionale.

Il tema per le start up è nascere ma soprattutto riuscire a sopravvivere. C’è abbastanza attenzione da parte del pubblico su strumenti a sostegno di queste nuove imprese?

Devo dire che qui qualcosa si è mosso ma non è ancora sufficiente. Il progetto della Casa delle Tecnologie emergenti, ad esempio, ha lo scopo di accelerare lo sviluppo di progetti innovativi. La Città di Torino si è aggiudicata un bando del Mise e questa realtà rappresenta un nuovo polo sul territorio. Il sistema pubblico non ha ancora strutturato azioni abbastanza efficaci ma c’è da dire che quest’anno in Italia supereremo la soglia del miliardo di investimenti in start up, che significa fare il doppio rispetto all’anno scorso, quindi il mercato si sta muovendo. Il territorio piemontese e torinese può fare molto perché ha industria, ha capitali, ha una vocazione all’innovazione importante.

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