Ricerca e sviluppo

L’innovazione non è piu un tabù. Anche per le piccole imprese

Accordo tra Camera di commercio di Genova e Istituto italiano di tecnologia per creare uno spazio condiviso tra i ricercatori e le Pmi. Per il progetto sono stati stanziati 2,5 milioni

di Raoul de Forcade

ICub. L'automa umanoide è simbolo della robotica dell'Iit, uno dei settori i cui ricercatori vengono messi a disposizione delle piccole e medie imprese

4' di lettura

Il trasferimento tecnologico, che va di pari passo con la possibilità di dedicare risorse a ricerca e sviluppo, per anni non è stato alla portata delle micro, piccole e medie imprese, e tuttora spesso non lo è. Costi troppo alti a fronte di risultati incerti o comunque difficilmente apprezzabili (e ammortizzabili) nel breve periodo, hanno imposto a un ampio tessuto di Pmi un gap tecnologico, rispetto alle grandi, difficilmente colmabile, escludendo ovviamente da quel novero le aziende, startup o meno, che invece sono nate all’insegna dell’hi-tech, magari di nicchia.

Proprio per contribuire a ridurre quel gap, e dare un’occasione alle Pmi di operare nel campo della r&d ad armi quasi pari alle grandi, la Camera di commercio di Genova ha stretto, con l’Istituto italiano di tecnologia, un accordo che mira a creare un punto di incontro, non virtuale ma fisico, tra aziende e ricercatori dell’Iit. Un’intesa sulla quale l’ente camerale non investe solo energie ma anche denari: circa 2,5 milioni di euro.

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Strumenti per le Pmi
La Cciaa già dispone di strumenti rivolti alle Pmi, quali il Pid, Punto impresa digitale per la diffusione della cultura digitale (che si occupa anche di assegnare voucher a fondo perduto) e l’Enterprise Europe network, per favorire il trasferimento tecnologico. Ma in questo caso l’approccio è differente; perché la Camera ha organizzato, presso il Center for robotics and intelligence systems dell’Iit, a San Quirico, un’area di contatto tra le realtà imprenditoriali interessate a sviluppare piani di ricerca e i ricercatori di Iit, che potranno fornire indicazioni in merito alle possibilità di sviluppo dei progetti e definire il loro possibile sbocco nel trasferimento tecnologico.

«Ci abbiamo messo quattro anni – spiega Maurizio Caviglia, segretario generale della Cciaa di Genova - per concretizzare il progetto con l’Iit. Non per lentezza burocratica, ma perché il progetto è cambiato mentre lavoravamo: all’inizio non era stato pensato con l’individuazione di un luogo fisico e non si sapeva dove poter insediare questo servizio; poi Iit ha trovato la struttura. Quando si parte con un’idea poi, nel tempo, questa deve diventare compatibile con la programmazione con la progettazione, con l’urbanistica e con le destinazioni; quindi c’è voluto parecchio tempo per arrivare a materializzare quella che era l’idea iniziale».

Al lavoro con altre associazioni
Quello che fa la Cciaa, prosegue Caviglia, «è un’attività di sussidiarietà con le associazioni di categoria: lavoriamo con Confcommercio, Confindustria, Cna, Confartigianato e Alleanza delle cooperative. Con loro opereremo come facciamo quando realizziamo i voucher del Pid, con cui diamo dei contributi alle imprese per dei piccoli interventi di digitalizzazione e di crescita tecnologica, facendo in modo di riuscire a capire dalle associazioni di cosa hanno più bisogno le imprese e cosa, per loro, è maggiormente interessante. Anche nell’ambito dell’accordo con l’Iit, tramite i nostri Pid e le associazioni di categoria, approfondiremo con l’Istituto alcune materie che sta sviluppando e portando avanti nell’automazione, nell’intelligenza artificiale e nella ricerca. Insieme alle associazioni valuteremo quali possono essere le attività di maggior interesse e individueremo le imprese che possano essere interessate».

A quel punto, dice Caviglia, «praticamente faremo delle gite organizzate di lavoro: porteremo gli imprenditori presso l’Iit, nei locali dedicati alla Cciaa, che serviranno proprio a favorire questo intreccio tra noi e loro. L’obiettivo è trasferire al massimo nelle aziende le competenze e le tecnologie, ma anche le idee che possono essere messe a disposizione dall’Istituto».

Alcune imprese, sottolinea Caviglia, «ci hanno già sottoposto ragionamenti rispetto a esigenze collegate al mondo dell’etichettatura, per trovare insieme delle formule che consentano di avere etichette intelligenti. Chiederemo a Iit se sono già nel loro background culturale o se, rispetto a quell’esigenza, hanno altre proposte per magari favorire l’impresa». Insomma, chiosa Caviglia, «faremo incontri con le associazioni per vedere cosa possa essere di interesse e per quali imprese; poi gestiremo questo matching insieme all’Iit».

Da parte della Cciaa, comunque, afferma ancora Caviglia, «l’investimento è fortissimo perché l’Iit ha messo molte risorse per realizzare questa struttura: noi, come Camera di commercio, gli diamo un contributo di 2,5 milioni».

Premio annuale
Infine, conclude, «assegneremo un premio annuale alla startup che ci sembrerà più brillante di tutte». Il premio si chiamerà Blue, Green & Silver è andrà all’impresa che si è maggiormente distinta per aver realizzato un progetto innovativo in grado di trovare applicazione in settori qualificanti dell’economia genovese, che sono appunto blue, green e silver economy. Il premio, di 10mila euro, sarà assegnato sulla base delle indicazioni fornite da un comitato formato da rappresentanti di Iit, per la valutazione scientifica, ed esperti della Cciaa, per la validazione degli aspetti legati al business plan e alla gestione dell’impresa.

«Con la firma di questo accordo – aggiunge Luigi Attanasio, presidente della Cciaa - Camera di commercio e Iit si impegnano a lavorare fianco a fianco per almeno 10 anni, per dare fiato e gambe alla voglia di innovazione che permea il nostro tessuto di piccole e medie imprese».

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