INDUSTRIA

L’innovazione riporta la gomma plastica ai livelli pre crisi

di Cristina Casadei

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(warloka79 - Fotolia)


2' di lettura

Nuovi materiali, nuovi prodotti, nuove applicazioni. È la terna che ha favorito la resilienza del settore gomma plastica durante la crisi. A dirlo è Giorgio Quagliuolo, imprenditore delle materie plastiche (è presidente di S.I.Con), presidente del Conai dopo averne ricoperto per oltre un decennio la carica di amministratore, che ieri l’assemblea della Federazione Gomma plastica ha eletto presidente (succede a Filippo Bettini) . Nel suo discorso di insediamento ha parlato «di superamento dei livelli pre crisi di esportazione di manufatti in materie plastiche e gomma» e «di contributo decisivo al positivo saldo dell’intera filiera». Imprese e prodotti sono all’avanguardia e «non temono il confronto con i colossi europei, tedeschi in testa e e francesi che sono lontani dal contenderci la seconda posizione in Europa».

L’Italia della Gomma plastica nell’ultimo decennio ha mutato completamente volto e oggi si presenta al mercato come uno degli attori più attivi nell’economia circolare. A dirlo sono i numeri. Quagliuolo dice che «l’anno scorso in Italia sono state fisicamente riciclate circa un milione di tonnellate di materie plastiche, mentre il settore della gomma sottrae alla discarica 300mila tonnellate annue di pneumatici fuori uso. Così come molti sono gli esempi di polimeri impiegati per produzione di combustibili.

Pur constatando che le imprese sono ancora frenate da troppi vincoli burocratici che spesso portano le multinazionali a lasciare l’Italia, Quagliuolo cerca di allungare lo sguardo. «L’Italia qualche volta sorprende - dice -. Il programma Industria 4.0 per esempio. È stato, secondo alcuni il più grande intervento di modernizzazione degli ultimi vent’anni. Sicuramente sta producendo una ripresa di coscienza e di orgoglio delle capacità della nostra classe imprenditoriale. Rincuora il ritorno di attenzione alla crescita che il governo e il ministero dello Sviluppo economico hanno dimostrato nell’elaborazioen di questo progetto». C’è l’innovazione innanzitutto ma c’è anche un’altra importante direttrice che è la formazione. «Occorre rendere efficaceil diritto alla formazione guardando non all’indistinto insieme dei lavoratori ma selezionarli e segmentarli per età, istruzione, potenzialità, gerarchie e fabbisogni», aggiunge.

Dato il periodo non manca un riferimento al contratto collettivo nazionale di lavoro. Nei prossimi giorni è prevista una verifica degli aumenti che secondo l’ultimo rinnovo sarebbero stati ex ante ma con verifiche annuali. All’inizio di luglio ad attendere le parti ci sarà un confronto non facile dato che lo scostamento di 19 euro tra quanto le imprese hanno già corrisposto e il reale valore dell’inflazione andrà risolto. La buona tradizione delle relazioni industriali nel settore aiuterà senz’altro ma Quagliuolo ha mandato un primo messaggio agli associati e ai sindacati presenti: «Dobbiamo adottare le misure che sono state contrattualmente determinate e sottoscritte. Se il differenziale salariale ha assorbito tutte le energie e le risorse nel corso dell’ultimo rinnovo contrattuale questo non significa comunque che il dibattito sulla produttività sia stato abbandonato». Negli ultimi anni, aggiunge il neopresidente della Federazione Gomma plastica, «gli incrementi retributivi sono stati del tutto slegati dall’andamento della produttività, al contrario di quello che è accaduto in Germania e in Spagna, paesi che hanno così guadagnato in competitività di costo del lavoro per unità di prodotto».

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