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L’insurtech continua a crescere: obiettivo quota 1 miliardo al 2023

Nel primo semestre investimenti quintuplicati per 200 milioni, che potrebbero diventare 500 milioni a fine anno. L’anello debole? Le start up

di Pierangelo Soldavini

(Funtap - stock.adobe.com)

2' di lettura

L’obiettivo rimane un miliardo di euro per il 2023. In effetti il settore insurtech italiano continua a marciare a grandi passi sull’onda di un’offerta assicurativa che ha ampi margini di digitalizzazione, sia pur rimanendo su livelli decisamente inadeguati come fondi rispetto agli altri mercati europei di riferimento. Nella prima metà dell’anno gli investimenti sono più che triplicati a 200 milioni di euro rispetto ai 60 di un anno prima, con la previsione di arrivare a 500 milioni entro fine 2022, secondo le stime dell’Insurtech Investment Index, realizzato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano per l’Italian Insurtech Association.

Nonostante il periodo di grande incertezza, il mercato insurtech prosegue a ritmi sostenuti: in due anni e mezzo sono stati investiti complessivamente 510 milioni di euro. D’altra parte è il comparto insurtech globale che si sta consolidando all’insegna di una crescita che ha segnato nel 2021 un balzo record del 90% degli investimenti, proseguiti anche quest’anno nonostante la crisi ucraina e la conseguente situazione economica. In Italia, partita da una situazione di arretratezza, lo sviluppo è stato più rilevante rispetto agli altri Paesi europei. Per questo l’associazione che raggruppa 200 player del mondo assicurativo mantiene invariato l’outlook sull’obiettivo del miliardo di euro.

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L’Italia si conferma però il fanalino di coda sullo scenario europeo dove Gran Bretagna, Germania e Francia hanno tutte performance attorno o sopra ai tre miliardi di euro negli ultimi due anni e mezzo, guidato dai 3,7 miliardi inglesi. Il report conferma i punti debolezza dell’ecosistema insurtech, a partire dal difficile rapporto delle compagnie tradizionali con start up e Pmi innovative: è vero che negli ultimi trenta mesi gli investimenti in start up sono arrivati a 120 milioni di euro, ma gli altri Paesi europei hanno registrato valori circa dieci volte superiori. La difficoltà delle imprese innovative a scalare con adeguati finanziamenti e con il supporto delle compagnie rimane un freno allo sviluppo dell’ecosistema italiano.

La molla che può far scattare un circolo virtuoso è rappresentata dalla digitalizzazione del comparto. Il 71% degli attori in ambito assicurativo ritiene che ci sia un gap tecnico e digitale nelle loro competenze e diventa quindi prioritario ridurre questo gap e avviare accordi con partner innovativi allo scopo di competere nello scenario attuale. Anche perché si tratta di soddisfare un consumatore sempre più digitale che oggi rappresenta il 42% del target assicurativo (era al 33% nel pre-pandemia). E, secondo le stime dell’Iia, entro dieci anni più di otto persone su dieci richiederanno prodotti assicurativi in chiave digitale.

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