lavoro

L’integrativo Eden Travel punta su premio di risultato e orari flessibili

di Natascia Ronchetti

Imagoeconomica

2' di lettura

Un premio di risultato collegato ai margini di redditività aziendale, una nuova organizzazione del lavoro con l’introduzione della flessibilità degli orari per la conciliazione con i tempi di vita, il confronto permanente sulla formazione, l’adesione al protocollo contro le violenze e le molestie sul luogo di lavoro. Sono alcuni dei capisaldi del contratto integrativo aziendale siglato dal gruppo Eden Travel di Pesaro (tra i principali tour operator italiani, controllato dalla famiglia Filippetti) e le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil.

L’intesa, arrivata dopo alcuni mesi di trattative, coinvolge circa 300 dipendenti, in prevalenza donne (costituiscono il 70% del personale), e a piccoli passi apre la strada allo smart working nel gruppo marchigiano che, in sintonia con i sindacati, scommette prima di tutto su una nuova organizzazione del lavoro, rampa di lancio per sperimentare altre innovazioni. Decade il vincolo degli orari fissi che fino ad ora prevedeva la presenza negli uffici dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. E per un numero di dipendenti che comunque non potrà essere superiore al 20% del personale totale di ogni reparto scatta una flessibilità che consente di riprogrammare le fasce orarie giornaliere, anticipando l’uscita serale o posticipando l’inizio della giornata lavorativa, ferma restando una pausa minima e inderogabile di almeno un’ora.

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Per il tour operator, che chiuderà il 2017 con 400 milioni di fatturato, l’accordo rappresenta una svolta per «la costruzione di relazioni sindacali moderne che contribuiscono al benessere del lavoratore e ad aumentare la produttività aziendale», come spiega il presidente del gruppo Nardo Filippetti. Per i sindacati i nuovi orari di lavoro e l’introduzione del premio di produzione rappresentano il primo step anche per migliorare l’efficienza dell'azienda. Il grande obiettivo è quello dello smart working o “lavoro agile”, che, come si legge nel testo del contratto integrativo, può «rappresentare una modalità di lavoro praticabile nel caso di specifiche mansioni e attività». Modalità considerata uno strumento utile per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, chiave di volta di una intesa che coinvolge prevalentemente le lavoratrici e che prevede anche la sperimentazione di periodi di part time temporanei per agevolare le dipendenti e le persone con problemi di salute.

Uno dei capitoli del contratto integrativo riguarda la formazione, che dovrà essere oggetto di un confronto continuo con le Rsa. Per quanto riguarda il premio di produzione, al suo debutto, è collegato al raggiungimento di un risultato di Ebit nel 2017 non inferiore a poco più di 3,9 milioni, con importi più favorevoli rispetto a quelli previsti dal contratto nazionale di lavoro per l’industria turistica che oscillano tra i 220 e i 350 euro.

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