Proptech e immobiliare

innovazione

L’intelligenza artificiale rivoluziona il real estate. Nel proptech mondiale 4,5 mld di dollari nel 2020

di Adriano Lovera


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Si muove in mille direzioni diverse, ma l’intelligenza artificiale è il driver che sta rivoluzionando il settore immobiliare (che vale da solo il 19% del Pil italiano tra servizi, commercializzazione e costruzioni). È emerso durante il convegno “Applicazioni dell'intelligenza artificiale nel settore finanziario ed immobiliare”, organizzato ieri 9 maggio a Milano dallo Studio legale Pavia e Ansaldo, con Microsoft Italia e Assoimmobiliare.

«Il nostro viene visto come un settore vecchio, lento ad assorbire le novità. In parte è vero, ma ci sono tanti esempi di una rivoluzione già in atto», ha detto il presidente dell’associazione, Silvia Maria Rovere. Qualche esempio? Pensiamo all’impatto sulla logistica del Bim e della realtà virtuale, dove gli algoritmi sono determinanti. «Permettono di progettare nuovi centri logistici al passo sia con la domanda dell’industria, sia con le nuove abitudini dei consumatori. Da un lato, quindi, poli flessibili e modulabili, costruiti in partenza per quando dovranno essere smontati o riconvertiti. Dall’altro, quelli legati al cosiddetto ultimo miglio in prossimità delle città, al servizio generalmente di retailer ed e-commerce», aggiunge il presidente di Assoimmobiliare.
Un asset, questo, promettente e sui cui hanno messo gli occhi gli investitori. Non a caso, una Sgr come Kryalos ha da poco lanciato un fondo chiuso di tipo Fia, proprio specializzato nella logistica Last Mile.

Cambiano volto anche la gestione e il facility management, relativi a edifici complessi e interi quartieri. I grandi player tecnologici sfornano sistemi come Microsoft Azure-Digital Twins, basato sull’IoT, che permette un’infinità di controlli integrati: previsione della manutenzione, analisi in tempo reale dei fabbisogni energetici, occupazione e ottimizzazione degli spazi, controllo degli accessi e persino coordinamento dei droni adibiti a sicurezza o supervisione di aree. «Un sistema che abbiamo messo a disposizione di grandi partner, come l’avveniristica Rottweil Test Tower in Germania, dove la Thyssenkrupp testa i suoi ascensori, fino a Chorus Life, il grande progetto alle porte di Bergamo, condotto insieme a Gewiss, Siemens e Immobiliare Percassi, che sta trasformando una vecchia area industriale in una smart city», ha testimoniato Marcello Buoncompagni, BlockChain, AI and IoT Solution Sales Lead di Microsoft Italia.

E a livello residenziale? Anche in questo caso, soprattutto sul lato servizi, piovono gli investimenti. «Secondo Jll, entro il 2020 in tutto il mondo gli investimenti nel cosiddetto “proptech” arriveranno a 4,5 miliardi di dollari», ha detto Stefano Bellintani, professore del Politecnico di Milano presso il dipartimento Abc (Architecture, Built environment and Construction engineering). Certo, molto resta ancora da fare nel nostro Paese.
«Penso alla creazione di una banca dati nazionale sui volumi commerciali e uffici inutilizzati; a una mappatura organica di tutto il territorio come rischio sismico; o ancora, a un sistema finalmente trasparente che restituisca i corretti valori immobiliari. Tutti obiettivi che si potrebbero già raggiungere, come disponibilità di dati e di tecnologia. Manca la cultura», secondo il professore del Politecnico di Milano, Andrea Ciaramella.

Un grande esempio internazionale è il colosso americano Compass , fondato nel 2012, che oggi vale 2 miliardi di dollari ed è considerato il primo a sviluppare una app per dispositivi mobili per gli agenti immobiliari. Il suo immenso database di annunci è esauriente al punto da fornire, per ogni casa in vendita, non solo la richiesta di mercato, ma il valore e l'imposta catastale corrispondenti e il prezzo di compravendita dell'immobile nelle precedenti transazioni.

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