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L’intelligenza artificiale sbarca a Torpignattara in forma partecipata, per spiegarla a tutti

di Josephine Condemi


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2' di lettura

Parco Sangalli, Torpignattara. Un uomo grida al megafono: «Il 31 marzo nascerà Iaqos, la prima Intelligenza Artificiale di Quartiere in Open Source». Un altro si ferma, vorrebbe lasciare un messaggio, esprimersi nella sua lingua madre. Si illumina quando sente che «Iaqos ne conoscerà 54». E comincia a declamare una lunga poesia, in urdu, di benvenuto. La barriera linguistica cade: in quali altri modi l’intelligenza artificiale può abilitare le relazioni in un quartiere? E nel quartiere a sud-est di Roma in cui convivono 48mila persone di 29 comunità e otto religioni diverse?

È la sfida di Iaqos, il progetto vincitore del bando Mibac “Periferia Intelligente” sulla riqualificazione urbana, realizzato dall’associazione Sineglossa con il laboratorio di ricerca Art is Open Source, l’associazione Dieci Mondi e il contributo tecnico di Her. Iaqos unisce un’infrastruttura open source con un percorso di progettazione partecipata in cui sono i cittadini a capire come funziona una Ai e scegliere come usarla, quali dati condividere, a che condizioni, per quali scopi. Condivisa può essere la conoscenza generata dai dati, che nel caso di Iaqos viene restituita alle persone e visualizzata in forma artistica, attraverso installazioni interattive e info-estetiche.La poesia in urdu è uno dei “data-doni” che per tre domeniche gli abitanti di Torpignattara hanno rilasciato volontariamente per la prima fase di apprendimento: messaggi vocali e foto da cui l’Ai comporrà il volto del suo avatar “fisico” che sarà presentato il 31.

I “sensi” di Iaqos, ovvero le sorgenti di dati che è possibile collegare in input a una Ai, come social network, sensori, immagini, testi, coordinate geografiche, «sono stati stabiliti in un workshop a gennaio - spiega Federico Bomba di Sineglossa -. All’interno della scuola primaria Pisacane abbiamo incontrato docenti, genitori, creativi, rappresentanti delle associazioni di quartiere per capire come “educare” ed utilizzare Iaqos al meglio».

Attraverso carte diverse per ogni tipologia di dati, i partecipanti divisi in gruppi hanno creato scenari possibili nel quartiere: per esempio un dispositivo al mercato rionale che, a partire da una foto istantanea e dal peso del cibo, suggerisca spunti su come cucinarlo, un generatore di ricette fusion che dal profilo social di Iaqos combini immagini di piatti e testi di ricette e componga mappe culinarie o enciclopedie gastronomiche, la creazione di percorsi artistici geolocalizzati e itinerari alternativi che valorizzino Torpignattara a partire dalle foto condivise, la realizzazione di sentieri poetici basati sul riconoscimento emotivo.

«L’Ai è la tecnologia relazionale per eccellenza - spiegano Salvatore Iaconesi e Oriana Persico di Art is Open Source -. Può essere usata per creare esperienze significative che migliorino il rapporto tra persone diverse e aiutino a progettare insieme un futuro inclusivo». Il centro di ricerca Her lascerà a disposizione l’infrastruttura fino a febbraio 2020: come Torpignattara adotterà la piccola Ai?

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