«smartcity e sostenibilità»

L’intelligenza delle città nasce dalla gestione dei dati e dall’innovazione

Mobilità, governance e digitalizzazione: dall’evento di Gioin 2020 emergono le sfide per le metropoli del futuro

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Afp

Mobilità, governance e digitalizzazione: dall’evento di Gioin 2020 emergono le sfide per le metropoli del futuro


4' di lettura

È stato dedicato al tema “Smartcity e sostenibilità” l'ultimo appuntamento dell'anno di Gioin 2020 Digital Edition, il ciclo di eventi digitali organizzato il 26 novembre da Digital Magics in collaborazione con il Gruppo 24 Ore. Rappresentanti delle aziende, fra cui Deloitte, Intesa San Paolo, Modis e Tim, dell'ecosistema startup ed esperti del settore hanno discusso di quale futuro attende le comunità intelligenti, anche alla luce dell'attuale pandemia, delle sfide della smart mobility e dell'importanza del dialogo e di un network fra smart communities.

«Questo 2020 è stato un anno molto complesso, molto impegnativo per tutti noi, ma sicuramente molto attivo dal punto di vista dell'innovazione, della trasformazione digitale e dei temi come Smartcity e sostenibilità, che sono quelli che ci vedranno coinvolti con tutto l'ecosistema nei prossimi anni - ha sostenuto Layla Pavone, consigliere delegato e chief innovation marketing & communication officer di Digital Magics -. Come Digital Magics operiamo nella fase seed e preseed, quindi all'inizio della storia di una startup e fino a oggi, dal 2011, abbiamo raccolto attorno alle nostre startup oltre 100 milioni di euro. 30 milioni investiti direttamente da Digital Magics e oltre 70 milioni da investitori terzi».

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«Il mercato digitale in Italia - ha aggiunto Marco Gay, ad di Digital Magics - è un mercato che oggi ha più di 11.500 startup innovative che sono inserite nel registro speciale delle imprese, che a me piace sempre definire, al di là del numero, come una fantastica industria dell'innovazione che ha 11.500 sedi in Italia e nel mondo ed è composta da oltre 60.000 professionisti. Ed è il capitale umano che fa la differenza, con una produzione complessiva che supera il miliardo di euro. Sono molto contento di parlare di smartcity e di sostenibilità perché è uno dei pilastri del Next Generation EU, è uno dei pilastri che influenzerà la politica industriale dell'innovazione nel nostro paese».

Daniele Borghi, Innovation Analyst Innovation Center Intesa SanPaolo, ha sottolineato le sfide delle metropoli dove entro 30 anni il 70% della popolazione mondiale, che nel frattempo sarà arrivata a quasi 10 miliardi, vivrà in un contesto urbano: «Città che saranno sottoposte a una pressione da un lato e a una sfida dall'altro che oggi facciamo ancora fatica a immaginare, sia come dimensione, sia come servizi che per forza dovranno offrire per proporre un ambiente in cui auspicabilmente si possa stare bene. Noi abbiamo definito la mobilità sulla base di quattro dimensioni: l'elettrica, la connessa, l'autonoma e la condivisa. La mobilità connessa è un po' la base sulla quale le altre si innestano. Non sono dimensioni che si muovono in parallelo: la mobilità connessa è già una forte realtà oggi: un ecosistema maturo che offre servizi che possono essere già sfruttati dagli altri pillar della mobilità. All'estremo opposto abbiamo la mobilità autonoma, che sta ancora muovendo i primi passi. La mobilità connessa è un ecosistema maturo perché a livello mondiale parliamo di percentuali di veicoli connessi che già oggi sfiorano in 75%, con delle macro aree come gli Stati Uniti e l'Europa dove già quasi la totalità dei nuovi veicoli appartiene a questa categoria. Facciamo fatica a realizzare quanti dati produce una vettura nel suo utilizzo: diversi GB di dati per ogni vettura in ogni ora di attività. Dobbiamo tenere presente questo perché la mobilità si deve appoggiare a sistemi di connettività mobile».

«La mobilità elettrica - ha proseguito Borghi - è un tassello chiave nel momento in cui parliamo di andare a costruire città che siano ecosostenibili. L'elettrico in Europa è ancora oggi molto a macchia di leopardo, ci troviamo in una fase di transizione. Il principale freno all'acquisto è ancora il timore di restare a secco, manca l'infrastruttura adeguata, quindi oggi si sta spingendo ancora sull'ibrido che permette di fare i normali tragitti urbani con l'elettrico e i tragitti più lunghi con altre modalità».

È chiaro che i traspòorti sono uno dei nodi chiave per le città smart del futuro. «Secondo una survey condotta a fine lockdown - ha sottolineato Carlo Donadio, Head of Tech Assets and Incubation at Officine Innovazione Deloitte -, fra la primavera e l'estate 2020, sulla percezione della sicurezza dei mezzi di trasporto, l'auto privata è considerata sicura, sia in termini di sicurezza sanitaria, sia in termini di spostamento, dall'84% degli intervistati e il trasporto pubblico locale dal 37%. Il dato interessante riguarda però la mobilità in sharing, considerata sicura dal 69% degli intervistati. In questo interregno caratterizzato da uno sviluppo ancora parziale della mobiltà in sharing e dall'esigenza contingente, c'è stato un aumento del ricorso all'auto privata, con conseguenti problemi di congestionamento a livello stradale, inquinamento, tempi di percorrenza. L'obiettivo è quello di favorire l'utilizzo di soluzioni complementari al trasporto pubblico e offrire un più semplice accesso alla mobilità in sharing nel “Next Normal”. Senza intervento dei gestori della res pubblica, potremmo avere un'elevata densità di veicoli nei centri storici».

Per la smart city la tecnologia diventa un elemento fondamentale: «Una smart city - sostiene Ivana Borrelli, responsabile Offerta 5G Verticals di Tim - è una città che gestisce le proprie risorse in modo intelligente, mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini, valorizza il proprio territorio per attrarre risorse, competenze, attività produttive/servizi e visitatori. Il mercato di riferimento per quanto riguarda la digitalizzazione delle città cresce costantemente e anche gli elementi di disruption che stanno caratterizzando questo 2020 stanno aiutando questa digitalizzazione. Come emerge anche da una ricerca condotta dal Polimi, il concetto di una nuova “intelligenza urbana” passa dall'acquisizione di tutti i dati possibili, dalla correlazione delle informazioni e dal mostrare le informazioni nei modi e nei tempi giusti, ai corretti interlocutori: è necessario creare delle “urban intelligence platform” che permettano di supportare le decisioni del city manager».

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