IL GRAFFIO DEL LUNEDÌ

L’Inter e la tortura del Var. Per la Juve i fantasmi restano

di Dario Ceccarelli


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(Reuters)

2' di lettura

Povera Inter: deve andare a Lourdes. A farsi benedire. Già soffre degli effetti collaterali del tormentone Icardi. Poi degli effetti speciali di un allenatore come Spalletti che, quando parla, fa venire il mal di testa per le sue contorsioni verbali. In più, ieri sera a Firenze, l’Inter è andata a sbattere contro un arbitro che si chiama Abisso e che, facendo onore al nome, ha concesso in extremis alla Fiorentina un rigore per un fallo di mano che solo un alieno avrebbe concesso.
Il tutto con l'ausilio del Var, ormai ufficialmente diventato uno strumento di tortura. Dovrebbe semplificare, invece complica. Dovrebbe tranquillizzare, invece fa litigare. Dovrebbe aiutare gli arbitri e invece li manda nel pallone. Alla fine saranno sedici i minuti di recupero.

Una enormità per una partita di calcio spesso sull'orlo di una crisi di nervi. Già la settimana scorsa in Spal-Fiorentina, con il rigore concesso a Chiesa dopo cinque minuti (e l'annullamento del gol di Valoti), si era raggiunta una vetta di comicità senza precedenti. Adesso la farsa si ripete, con la complicità di un arbitro che è andato in barca prima da solo, poi con l'aiuto del Var.

Peccato per l'Inter. Nonostante un gol incassato dopo pochi secondi, i nerazzurri stavano per approdare alla terza vittoria consecutiva senza Icardi. Come si dice: tre sospetti fanno una prova. Che cioè l'Inter sia più squadra quando il suo ex capitano resta in tribuna a far ci-ci e ci-ciop con la moglie . Ma anche questo test va rimandato.

L'altra tema di discussione riguarda la Juventus. Vincere a Bologna, che da tempo non fa più tremare il mondo, non è certo una impresa eccezionale. Però dopo la legnata con l'Atletico Madrid, e le esibite huevos di Simeone, anche uno striminzito successo al Dallara è sempre meglio che niente. Un brodino, dicevano i cronisti di una volta. Una tachipirina, i medici di oggi.

Resta sempre l'impressione che alla Juventus, in questi giorni, si stia poco Allegri. Max ci prova con le sue battute a rialzare il morale della truppa, ma le ruggini restano. Come anche i timori per un ritorno con l'Atletico denso di complicazioni e tristi presagi. Travolgente in campionato, deludente in Champions. Un vecchio copione che si ripete. E che il progetto CR7 avrebbe dovuto spazzare via per sempre. Invece i fantasmi ritornano. Come i critici di Allegri. Che aspettano solo un nuovo capitombolo dei bianconeri per far ripartire il coro dei lamenti contro il livornese. Come ricordava Giovanni Trapattoni, in italia esistono solo due tipi di allenatori: quelli esonerati e quelli che verranno esonerati.

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