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passioni

L’investimento premia heritage e unicità

Millenials in cerca di esperienze più che di oggetti da possedere

di Lucilla Incorvati


2' di lettura

Il glamour di indossare uno zaffiro del Kashmir da 17.43 carati oppure la certezza di avere in garage una Ferrari 250 GTO del 1939. Sono soddisfazioni che solo i ricchissimi si possono permettere. Ma sono in parecchi quelli che hanno saputo “guadagnare” dalle loro passioni. Stando alle classifiche dei rendimenti degli ultimi 10 anni che ha stilato Knight Frank, ha premiato di più collezionare bottiglie di whisky piuttosto che cassettoni o specchi seicenteschi. Con una performance del 563% le bottiglie di whisky hanno sbaragliato tutto il resto seguite delle monete rare ( + 193%). Al terzo posto le auto storiche (+189%). Bene anche gli orologi (+73%), mentre segnano una performance negativa i mobili antichi (-32%).

Ma quanto sono importanti gli investimenti di passione per gli hnwi (high net worth individual)? «L’investimento in oggetti di passione è sicuramente un trend che è sempre esistito anche in passato - ricorda Guia Ricci, principal in Boston Consulting Group -. Più che la borsa firmata oppure un altro oggetto di consumo, nel passato hanno fatto parte di questo universo beni come le opere d’arte, i gioielli o le auto d’epoca. Ma in questo mondo rientra tutto quello che ha un heritage, è iconico e ha un valore di lungo periodo. Nel nostro studio sui consumatori del lusso realizzato con Altagamma abbiamo individuato due trend emergenti: il second-hand e il valore dell’esperienza».

Come spiega l’esperta, sul fronte del lusso materiale sta prendendo piede il second-hand. Le piattaforme digitali alimentano questo mercato da 22 miliardi di euro, che dovrebbe crescere del 12% all’anno per raggiungere i 31 miliardi di euro entro il 2021. Un terzo dei consumatori True-Luxury vende attraverso piattaforme di seconda mano e il 21% sceglie questa modalità per finanziare nuovi acquisti di lusso.

Sempre secondo l’analisi di BCG la maggior parte dei consumatori True-Luxury (60%) è interessata all’acquisto di articoli di lusso usati, soprattutto perché ha la possibilità di accedere all’edizione limitata o vintage, ne percepisce il valore del pezzo introvabile ed è avvantaggiata dal rapporto qualità prezzo. «Nello specifico, l’acquisto dell’oggetto in edizione limitato e/o vintage è visto anche in chiave di investimento per una attesa rivalorizzazione del bene stesso - sottolinea ancora Ricci - . I nuovi consumatori Millennials e Generazione Z che stanno entrando nel lusso, invece, amano tutto ciò che è esperienziale. Sono due trend entrambi importanti, ma non dimentichiamo che il lusso esperienziale (viaggi, cene stellate e quant’altro consente una conoscenza) cresce di due punti percentuali più velocemente del lusso personale».

Insomma, l’oggetto iconico, high-luxury, continua ad essere comprato per investimento, ma se guardiamo in senso più ampio le esperienze di acquisto degli hnwi, allora è il fattore esperenziale a registrare la maggior tendenza alla crescita.

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