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L’Iran chiede l’arresto di Trump per l’uccisione del generale Soleimani

La Repubblica islamica ha emesso 36 ordini di arresto per il blitz Usa avvenuto in Iraq contro il capo delle forze speciali dei pasdaran

di Riccardo Barlaam

Iran, Khamenei: Trump un terrorista, Soleimani un eroe

La Repubblica islamica ha emesso 36 ordini di arresto per il blitz Usa avvenuto in Iraq contro il capo delle forze speciali dei pasdaran


2' di lettura

L’Iran vuole arrestare Trump per l’uccisione del generale Soleimani. Il capo delle forze speciali iraniane ucciso da un drone americano lo scorso 3 gennaio a poca distanza dall’aeroporto di Baghdad, in Iraq. «Gli Stati Uniti e gli altri Paesi coinvolti nell’uccisione del capo dei pasdaran, il generale Qassem Soleiman, dovranno pagare per le loro azioni (...), compreso l’Iraq dove è avvenuto questo crimine contro la sicurezza nazionale e la sovranità dell’Iran», ha dichiarato Mohsen Baharvand, vice ministro degli Esteri di Teheran commentando i mandati di cattura annunciati dalla magistratura della Repubblica islamica nei confronti di 36 persone straniere tra cui figura anche il presidente americano Donald Trump.

«L’Iran li perseguirà attraverso le organizzazioni internazionali», ha spiegato Baharvand, sostenendo che «presto altri americani, che hanno guidato i droni» impiegati nell’operazione, «saranno identificati e subiranno un mandato d’arresto». L’agenzia di stampa iraniana Mehr scrive, citando il capo della procura di stato Ali Alghasi, che «36 persone coinvolte nell’assassinio di Qassem Soleimani sono state identificate. Tra questi ci sono rappresentanti politici e militari americani e di altri Paesi per i quali la procura di stato ha emesso dei mandati di arresto».

Il procuratore Alghasi non ha citato esplicitamente l’Interpol e non è chiaro se l’ordine di cattura iraniano sia già stato notificato all’organizzazione dalla polizia iraniana. Le 36 persone comprese nella lista sono accusate di omicidio e terrorismo. Trump viene descritto come il primo dei sospettati e secondo il capo della procura della Repubblica islamica gli sforzi iraniani per perseguirlo proseguiranno, è stato detto, anche dopo la fine della sua presidenza.

Gli Stati Uniti hanno subito bollato come propaganda politica la decisione iraniana. «È solo un altro espediente propagandistico del regime iraniano. Non ci soprende affatto», ha detto Brian Hook rappresentante speciale americano per l’Iran in una conferenza stampa a Riad, in Arabia Saudita. «Siamo convinti che l’Interpol non interverrà su mandati di arresto come questo che hanno natura politica». Secondo l’agenzia iraniana Fars, l’Iran avrebbe chiesto aiuto all’Interpol per rafforzare l’ordine di arresto contro i 36 cittadini stranieri.

Soleimani, il comandante delle forze speciali della Guardie della rivoluzione islamica è stato ucciso da un drone americano appena arrivato all’aeroporto di Baghdad il 3 gennaio scorso. Gli Stati Uniti ritengono Soleimani direttamente responsabile di tutti gli attacchi avvenuti contro i militari americani in Iraq negli ultimi anni.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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