QUOTAZIONE ARTISTI

L’ironia di Gelitin convince il mercato

di Silvia Anna Barrilà


2' di lettura

In mostra a Vienna. Una mostra sotto forma di produzione cinematografica. È l'idea del collettivo austriaco Gelitin e dell'artista inglese Liam Gillick, allestita fino al 10 ottobre alla Kunsthalle di Vienna e curata da Luca Lo Pinto e Lucas Gehrmann. Il visitatore, in giro per le sale del museo, diventa una potenziale comparsa su un set in continuo divenire. Il film in produzione è un lungometraggio sperimentale che esamina i limiti della tolleranza attuale di fronte all'oppressione, alla crisi politica e alla delusione personale, temi oltremodo attuali. Lo svolgimento segue il destino di quattro uomini privilegiati che crescono in tempi di crisi e si muovono attraverso vari stadi di autoriflessione fino al momento del collasso. Durante le riprese del film agli autori si aggiungono diversi artisti e collaboratori, ma la mostra continua anche durante la post-produzione, con fotografie proiettate sulle pareti del museo che mostrano i momenti della lavorazione del film.

L'ironia di Gelitin convince il mercato

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Carriera e pratica artistica. Ironia, collaborazione, linguaggio irriverente, estetica relazionale. Sono tutti elementi che caratterizzano la pratica del collettivo austriaco, nato a Vienna nel 1993. I suoi quattro componenti - Wolfgang Gantner, Ali Janka, Florian Reither, Tobias Urban - si sono conosciuti da bambini in un campo estivo nel 1978 e da allora non si sono più separati. “Il collettivo è per noi amore, inferno, gioia, routine quotidiana, psicodramma, relazione, compagnia, studio, fiducia, rispetto, competizione, zebra, finestra” dichiarano ad Arteconomy24 con il loro consueto spirito. “È un pacco con tutte le qualità del pacco”. La loro pratica si basa sul fragile territorio dell'umorismo, della spontaneità, dell'ingenuità infantile e della sessualità sfacciata, dando origine a performance sopra le righe e a lavori visivamente seducenti. Anticipando l'estetica relazionale, i Gelitin giocano con la partecipazione del pubblico, che pongono al centro della loro opera. Gli spettatori sono invitati a partecipare sfidando il loro comportamento di routine e godendo l'arte da una nuova prospettiva. Sono riconosciuti sia sul mercato, che nelle istituzioni. Nel 2001 hanno rappresentato l'Austria alla 49ª Biennale di Venezia e hanno preso parte alle edizioni del 2007, 2009 e nel 2011 con l'opera “Some Like It Hot” nel Gelatin Pavilion. In Italia li abbiamo visti poco meno di due anni fa in mostra alla Fondazione Prada di Milano con “Pokalypsea-Apokalypse-Okalypseap”. Da ottobre saranno in mostra al Museum of Fine Arts di Lipsia.

Quotazioni. Sono rappresentati da Massimo De Carlo (Milano, Londra, Hong Kong), dove i prezzi vanno da 10.000 a 30.000 euro. Ma lavorano anche con Galerie Perrotin (Parigi, New York, Hong Kong, Seoul, Tokyo, Shanghai), Greene Naftali (New York) e Galerie Meyer Kainer (Vienna). All'asta hanno registrato 42 passaggi di cui 12 invenduti. Il record è di 32.500 euro, registrato a Londra da Phillips nel 2013 per “Untitled” del 2008, opera realizzata con la plastilina. L'aggiudicazione più recente è 9.000 euro per “Guernica” del 2006.

Archivio e riferimenti. Sul loro sito si trova una panoramica dei loro progetti. Non c'è un catalogo ragionato.

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