cambio al vertice

L’Isis ha un nuovo capo: al-Quraishi. «Vi farà soffrire più di al-Baghdadi»

Il messaggio audio con cui il nuovo portavoce dell’Isis ha reso nota la nomina, somiglia a una minacciosa lettera di presentazione. Indirizzata a un destinatario ben preciso: Trump e gli Usa

di Roberto Bongiorni

Il Pentagono diffonde nuove immagini del blitz contro al Baghdadi

2' di lettura

L’aspirante numero uno al ruolo, da domenica vacante, di terrorista più ricercato al mondo ha ora un nome: Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi.
È lui il leader scelto dall’Isis per guidare il network del terrore dopo l’uccisione del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi, e del portavoce dello Stato islamico, domenica scorsa in un raid condotto dalle forze speciali americane in Siria (morti confermate dallo stesso movimento jihadista).

Il messaggio audio con cui il nuovo portavoce dell’Isis – anch’egli un Quaraishi, ma di nome Abu Hamza - ha reso nota la nomina, somiglia a una minacciosa lettera di presentazione. Indirizzata, come era prevedibile, a un destinatario ben preciso: gli Stati Uniti ed il loro presidente. «Il nuovo leader vi farà soffrire più di al-Baghdadi». E, puntando il dito contro Trump, il portavoce ha ammonito: «È un vecchio goffo, che la sera ha un’opinione e il mattino ne ha un’altra». Poi la conclusione, forse la più preoccupante: lo Stato islamico é «alle porte dell’Europa e nel cuore dell’Africa».

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Se non un vera e propria sorpresa, il nomr di Abu Ibrahim al-Quraishi non rientrava nella ristretta lista dei candidati. Il nome più gettonato era quello dell’iracheno Abdullah Qardash, detto “il fantasma”, un ex ufficiale dell’esercito durante la dittatura di Saddam Hussein. Gli altri due nomi “credibili” che circolavano nel network jihadista erano quelli di Abu Othman al-Tounsi e Abu Saleh al-Jouzrawi, due personaggi “politici” collocati ai vertici del movimento. La loro origine straniera, comunque non siriana né irachena, deve aver rappresentato un ostacolo.

Secondo un esperto di Isis, riportato dall’agenzia Reuters, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi potrebbe in realtà esserse Hajj Abdullah. Quindi non un outsider, ma un nome conosciuto bene dal Dipartimento di Stato americano, collocato ai vertici dell’Isis. Un personaggio di primo piano.

Il curriculum vitae del nuovo capo è vago e stringato. Avrebbe esperienza in campo religioso e avrebbe partecipato a diversi combattimenti. Particolare molto importante, se non decisivo, discende dalla tribù dei Quraysh, da cui proveniva il Profeta Maometto . Anche lui, ha precisato il portavoce dello Stato islamico, assumerà il titolo di Califfo. E dunque dovrà avere un territorio su cui instaurare il Califfato. E, per quanto sia ancora un gruppo terroristico temibile, questo obiettivo appare, oggi come oggi, irrealizzabile. Almeno nel breve periodo.

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