CULTURA E TURISMO

“L’isola che non isola”: Procida capitale della cultura 2022

Il programma dell’evento lungo un anno punta a potenziare iniziative culturali nella grande area metropolitana di Napoli, destagionalizzazione e turismo slow

di Lucilla Incorvati

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(AdobeStock)

Il programma dell’evento lungo un anno punta a potenziare iniziative culturali nella grande area metropolitana di Napoli, destagionalizzazione e turismo slow


3' di lettura

«Le rotte ci portano in un luogo, Procida. Potenza di immaginario e concretezza di visione ce la mostrano come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni naturali. Procida è aperta. Procida è l'isola che non isola, laboratorio culturale di felicità sociale». Con questo slogan e il suo innovativo progetto Procida si è aggiudicata il titolo di capitale italiana della cultura per l'anno 2022. L'annuncio arrivato questa mattina dal ministro Franceschini dopo la proclamazione decisa da una giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni

Le 10 città in gara

All’esame della giuria c'erano i 10 progetti presentati, tutti accomunati dal desiderio di dialogo ora con la natura ora con il paesaggio, ora con i sogni, il futuro, l'uomo e l'acqua. E fino alla fine c'era grande attesa tra le città candidate (Ancona, Bari, Cerveteri, L'Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra, appunto Procida) a loro volta selezionate tra una rosa di 28 comuni (tra cui Arezzo, Pisa, Fano, Isernia, Arpino (Fr), Castellammare di Stabia (Na), Padula (Sa), Molfetta (Ba), San Severo (Fg), Trani, Venosa (Pz), Tropea (Vv), Modica (Rg), Palma di Montechiaro (Ag), Scicli (Rg) e Carbonia). E se tante hanno trovato nel mare l'ispirazione del loro progetto, alla fine ha avuto la meglio il più piccolo dei comuni in gara, appunto l'isola di Procida in Campania, il cui programma è stato giudicato come “innovativo” dalla commissione di esperti del Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo).

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Città, laboratorio di idee

«Abbiamo scelto all'unanimità un progetto che congiunge slancio ideale, concretezza, capacità di trasformare la città in un laboratorio idee, di dare impulso per un forte cambiamento, un modello per il futuro», ha detto il presidente Stefano Baia Curioni. A Procida andrà un milione di euro per realizzare il suo piano di sviluppo culturale, e come sempre il titolo avrà ricadute dal punto di vista turistico. Si pensi che Mantova, capitale 2016 ha raddoppiato il numero di visitatori, e Pistoia, capitale della cultura nel 2017 in pochi mesi ha visto il 17% in più di presenze turistiche.

Il progetto di Procida punta al turismo lento e sostenibile

Il mare è protagonista de “La cultura non si Isola”, il progetto con cui si propone come “capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”, come scritto nella presentazione del dossier. Quello di Procida è un progetto che nasce dalla condivisione della comunità dell'isola e che guarda ai prossimi 10 anni, che con un investimento pari a 4,15 milioni di euro e prevede una programmazione per 330 giorni coinvolgendo 240 artisti. Il piano prevede poi anche la creazione di nuove imprese della cultura oltre alla riqualificazione dei beni culturali e, soprattutto, un collegamento con i Campi Flegrei e ovviamente tutta l'area metropolitana di Napoli. Direttore della candidatura è Agostino Riitano, già manager di Matera capitale della Cultura 2019. Il tema era stato individuato prima della pandemia nel segno di un’attività cultura molti viva a Procida, già da anni. L’isola è oggi un laboratorio culturale di felicità sociale, che ha puntato sulla co-creazione di eventi e punta su un turismo lento e di ritorno, in cui il visitatore diventi cittadino.Il progetto punta alla centralità della destagionalizzazione dei flussi turistici, includendo il comprensorio flegreo e l'intero territorio campano.


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