SICILIA

L’isola conquista il record: 23 aggregazioni istituite

di Nino Amadore

(zapp2photo - stock.adobe.com)

2' di lettura

È, se vogliamo, un record. A modo suo. La Sicilia, con gli ultimi riconoscimenti arrivati qualche settimana fa dall’assessorato regionale Attività produttive, può contare 23 distretti: alcuni di vecchia data, altri di freschissima costituzione come quello del Luxury hospitality per la filiera turistica. Sì perché il totale dei distretti siciliani non è fatto solo di aggregazioni, diciamo così, industriali ma comprende anche altro come l’agroalimentare, il turismo di cui si è detto, e così via. E guardano con molta attenzione alla programmazione dei Fondi europei attuale e soprattutto futura. «Quando mi sono insediato ho trovato una situazione davvero critica – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano che la scorsa settimana ha istituito la Consulta regionale dei distretti –. Nel 2017 il sistema dei riconoscimenti era praticamente bloccato e non si era proceduto ai rinnovi o a nuove istituzioni, determinando una sorta di limbo. Con il presidente Musumeci abbiamo ripreso il dialogo e il confronto con i distretti, ma soprattutto abbiamo messo in campo tutti gli strumenti amministrativi necessari per far ripartire i distretti, puntando anche a un sostanziale riordino che ci ha permesso di evitare doppioni e sovrapposizioni all’interno delle filiere e di rimetterci al passo con un mondo produttivo profondamente cambiato nell’ultimo decennio». Fondamentale per la ripartenza del sistema, spiegano ancora dall’assessorato, è stata la revisione delle procedure per i riconoscimenti, messa a punto dagli uffici del dipartimento Attività produttive. Grazie al nuovo iter sono state eliminate le criticità che avevano determinato lo stallo delle pratiche di riconoscimento: nello specifico, oltre a un adeguamento dei criteri di valutazione, il nucleo di valutazione precedentemente previsto è stato sostituito da una commissione di valutazione interna al Dipartimento ed è stato ampliato il riconoscimento temporale dei distretti da tre a cinque anni.

Riconoscimento dei distretti salutato positivamente dagli imprenditori siciliani: «Sostenere i distretti industriali e potenziarne la capacità di creare ricchezza e innovazione – dice il presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Abanese – significa trasmettere nuova linfa a un modello di sviluppo locale che ha tutte le caratteristiche per affrontare e vincere la sfida del mercato globale. Siamo consapevoli che il futuro passa dalla sinergia tra impresa e istituzioni e che i distretti produttivi rappresentano il motore per crescere e per competere. La strada intrapresa è quella giusta e non possiamo che dare atto all’assessore . Ciò che è fondamentale adesso è non rallentare».

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