Palermo

L’Isola delle Femmine, un progetto artistico che apparterrà a 350mila donne

Un'artista, un'architetta e due curatrici puntano a coinvolgere 350mila donatrici per acquistare l'Isola, in vendita per 3,5 milioni di euro

di Francesca Guerisoli

Isola delle Femmine. Courtesy e Foto di Stefania Galegati

5' di lettura

Merita di essere raccontata l’8marzo la storia dell’Isola delle Femmine. Quattro amiche puntano ad acquistare al costo di 3,5 milioni di euro l'Isola delle Femmine, un isolotto che si estende per quasi 15 ettari e si trova a 19 chilometri da Palermo, per farne un progetto artistico fuori dal comune. Il “Progetto Isola delle Femmine” è un'operazione firmata dall'artista Stefania Galegati (Bagnacavallo, RA, 1973; Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea , Palermo-Milano; Pinksummer Contemporary Art , Genova), l'architetta e urbanista Marcela Caldas (Bogotá, 1977) e le curatrici Valentina Greco (Palermo, 1976) e Claudia Gangemi (Catania, 1993). L'isolotto è prospiciente il Comune di Isola delle Femmine, un borgo che conta poco più di 7mila abitanti e che fa parte della città metropolitana di Palermo. L'isola è quel piccolo appezzamento di terra che avvisa dell'imminente atterraggio chi arriva a Palermo quando si vola da nord verso il capoluogo siciliano e appare deserta nei suoi 15 ettari, ricoperta di macchia mediterranea e resa particolarmente caratteristica dal rudere di un'antica torre di avvistamento del XVI secolo posta sulla sommità della sua collina. Il fascino particolare dell'isola non è dato solo dalla sua collocazione e morfologia, ma anche dalle leggende e narrazioni che si sono stratificate nei secoli, fino ad arrivare all'attuale “Progetto Isola delle Femmine”.

Isola delle Femmine. Courtesy e Foto di Stefania Galegati.

Tra riserva naturale e real estate
Sull'Isola delle Femmine, secondo le quattro promotrici, non è possibile costruire né farci nulla, in quanto si tratta di una riserva naturale protetta e gestita dalla LIPU , che l'ha individuato come punto strategico durante le migrazioni di alcune specie di uccelli. Pare vederla diversamente chi gestisce la compravendita, un'agenzia immobiliare di Arezzo, Romolini Immobiliare , affiliata a Christie's International Real Estate (Rif. 1523 – Isola delle Femmine), che nell'annuncio descrive: “L'acquisto dell'isola è un'opportunità unica per chi è alla ricerca di un 'trophy asset': un utilizzo parzialmente privato o semplicemente un'opera di recupero e salvaguardia di un bene unico nel suo genere. Il restauro conservativo della torre permetterebbe di renderla utilizzabile come residenza privata, immobile di rappresentanza, immagine aziendale oppure la realizzazione di un museo che permetta ai turisti di apprezzare non solo il carattere naturalistico dell'isola ma anche quello storico, artistico e archeologico”. La trattativa è riservata: ufficialmente, ora, non c'è un prezzo, ma quando è stata messa in vendita venivano richiesti 3,5 milioni di euro.

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Stefania Galegati, Isola#13, 2019. Olio e pennarello su telo impermeabile, 191 x 293 cm/inch 75 x 115. Euro 6.000,00 + IVA. Courtesy the artist and Francesco Pantaleone, Palermo-Milano. Foto di Fausto Brigantino.

L'iter tecnico per l'acquisto collettivo
L'idea di comprare l'isola è venuta nel 2017 a Valentina Greco, ispirata dalla favola di Isola delle Rose, che narra la costruzione come stato indipendente, in acque internazionali, di un'isola artificiale di 400 mq al largo delle coste romagnole. Presso Caffè Internazionale , fondato da Stefania Galegati e Darrell Shines che tra il 2015 e il 2018 ha ospitato 85 eventi culturali e oltre 100 concerti, le quattro amiche hanno pensato all'isola come a una riappropriazione collettiva femminile, con il coinvolgimento di centinaia di artiste. Quando hanno appreso la notizia della messa in vendita dell'Isola delle Femmine, il passaggio è stato immediato: “utilizzare uno strumento tipico del consumismo per un progetto al limite dell'utopia è stato come un dono e una enorme potenzialità di espansione concettuale”, ci dice Stefania Galegati.

Stefania Galegati, She is just land, 2020. 100 kg di terra lavica, led, 110 x 190 cm/inch 43 x 75. Euro 10.000,00 + IVA. Courtesy the artist and Francesco Pantaleone, Palermo-Milano. Foto di Fausto Brigantino.

Il progetto artistico prevede che l'Isola delle Femmine venga acquistata da singole donne che decidono di farne parte versando una quota di 10 euro. Per comprare l'isola a 3,5 milioni di euro occorrono, dunque, 349.996 donne. Per prima cosa, le promotrici hanno costituito un'associazione, “Femminote”, ufficializzata nel gennaio scorso, che tra i suoi obiettivi annovera l'acquisto di un bene che simbolicamente rappresenti gli scopi dell'associazione culturale, quello di “studiare, promuovere, sviluppare e incentivare la questione territoriale ed ambientale e la gestione dei beni comuni, nonché il ruolo socio-culturale della donna nella società” (Statuto di Femminote). La raccolta fondi non è ancora iniziata ma sui social c'è già grande fermento; le promotrici stanno ora discutendo le varie modalità operative con un gruppo di esperti e hanno individuato in Banca Etica l’istituto d'appoggio.

Veduta dalla mostra di Stefania Galegati, She Is-land, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo, 29 Febbraio – 2 Maggio 2020. Courtesy the artist and Francesco Pantaleone, Palermo-Milano. Foto di Fausto Brigantino.

Per rendere più semplice la raccolta ed estenderla a livello internazionale, prevedono l'attivazione di più canali, oltre a quelli diretti che comprendono il sito Web di Isola delle Femmine e un portale di crowdfunding. Senza fretta: “Portiamo avanti un progetto lento. La pratica della lentezza non è un proclama ma una scelta operativa. La forza e il potere del progetto di Isola delle Femmine sta anche nel suo essere fuori dagli schemi a cui siamo abituati, per le attività commerciali e per i progetti culturali, istituzionali o no”.

Veduta dalla mostra di Stefania Galegati, She Is-land, Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo, 29 Febbraio – 2 Maggio 2020. Courtesy the artist and Francesco Pantaleone, Palermo-Milano. Foto di Fausto Brigantino.

Che cosa accadrà dopo l'acquisto
Il progetto prevede che sull'Isola delle Femmine non si faccia assolutamente nulla. Le promotrici sottolineano il suo essere riserva naturale: “Ci piace pensare all'Isola delle Femmine nel suo presente, ma anche fra 10-100 anni. La scelta di non fare nulla sull'Isola e di lasciarla vivere così come è nel rispetto di essere quello che è una riserva naturale non è dettata solo da un profondo rispetto del tempo e della volontà di volerlo liberare da logiche assoggettate dalla dittatura dei comportamenti utili”.

Un'isola che gira il mondo attraverso l'arte
L'isola si visualizza facilmente nella sua totalità e resta nella memoria come un'icona. Partono da qui i singoli progetti artistici che le quattro promotrici hanno in mente e che confluiscono nel macro-progetto comune: “Il nostro contributo è quello di far viaggiare la sua icona nel mondo, come simbolo eterotopico di re-immaginazione del reale, come esempio di sperimentazione vera di gestione collettiva di un bene (senza necessariamente agire sul territorio); come simulacro di una rete internazionale di donne; come luogo mentale della liberazione del tempo desiderato... e con tutte le visioni aggiuntive delle altre potenziali 349,996 donne”.

Le promotrici del progetto Isola delle Femmine, da sinistra: Marcela Caldas, Claudia Gangemi, Valentina Greco, Stefania Galegati.

L'icona dell'isola è dunque destinata a intraprendere un lungo viaggio che non conosce confini. E già lo sta facendo, dal 2018, quando durante Manifesta 12 , a Palermo, la galleria Pinksummer Contemporary Art ha esposto nella sua sede pop-up aperta per l'occasione la prima opera di Stefania Galegati sull'Isola delle Femmine, andata subito venduta. Quello era il primo di una serie di dipinti su tela intitolati Isola #..., in cui cambia unicamente il numero compreso nel titolo, attribuito al singolo pezzo. Le tele vengono realizzate in successione, contestualmente alla lettura da parte dell'artista del saggio «Il Secondo Sesso» di Simone de Beauvoir, di cui trascrive il testo in progressione su ciascun dipinto dell'isola, realizzata a volte in modo stilizzato e altre volte più realistico. Il libro si compone di 800 pagine e al momento, con Isola #23, esposta nella personale «She Is Land» inaugurata il 29 febbraio alla Galleria Francesco Pantaleone , l'artista è arrivata a pagina 189 del libro. La mostra, tutta incentrata sull'isola, presenta opere che vanno da un costo di 800 euro per il video «She Is Land», in edizione di 3, a 10mila euro per l'omonima installazione composta da 100 chili di terra lavica e led, passando per i dipinti della serie Isola #..., che vanno da 3.500 euro per la versione 72x153 cm a 6.000 euro per la 191x293 cm.
Anche le altre promotrici del “Progetto Isola delle Femmine” stanno già lavorando sull'icona dell'isola, declinandola autonomamente. Claudia Gangemi ha intenzione di aprire una casa editrice collegata ad essa, Valentina Greco sta producendo dolci tipici locali con pasta di Martorana, mentre Marcela Caldas vorrebbe organizzare una nuotata di sole donne verso l'isola e realizzarne un video. Inoltre, è già in essere «Saluti dall'Isola delle Femmine», che consiste in un blog e in un progetto: è stata lanciata un'open call per la realizzazione di cartoline d'artista pensate come se l'isola fosse una meta turistica e già accessibile. Le cartoline, a distribuzione gratuita, sono ora esposte presso la galleria Francesco Pantaleone.

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