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L’isola di Gallinara venduta a un magnate ucraino per 10 milioni

È stata comprata da Olexandr Boguslayev, 42 anni, ucraino residente a Montecarlo ma con cittadinanza di Grenada, figlio del presidente della Motor Sich, storico fornitore dell’aviazione russa

L’isola di Gallinara venduta a un magnate ucraino per 10 milioni

È stata comprata da Olexandr Boguslayev, 42 anni, ucraino residente a Montecarlo ma con cittadinanza di Grenada, figlio del presidente della Motor Sich, storico fornitore dell’aviazione russa


3' di lettura

«L'isola Gallinara venduta ad un magnate ucraino? Operazione che può essere fermata con un intervento tempestivo della Regione. L’ente dia un supporto al Comune di Albenga affinché possa esercitare al più presto e senza tentennamenti il diritto di prelazione. Questa è un'occasione unica». Lo afferma in una nota il consigliere provinciale e comunale di Forza Italia Eraldo Ciangherotti. «La notizia della vendita della Gallinara a un magnate dell'Europa dell'Est per 10 milioni di euro è sconcertante e lascia l'amaro in bocca. Ma non tutto è perduto. Lo Stato, come la Regione e i Comuni possono far qualcosa per fermare questa operazione immobiliare e preservare l’isolotto. Un intervento urgente da parte della Regione e del Comune non è solo auspicabile, ma necessario perché l'isola venga tutelata e soprattutto resa fruibile ai turisti».

Chi è il magnate Olexandr Boguslayev

Come riportato dal Corriere della Sera, l’isola al largo di Albenga (in provincia di Savona), Parco naturale regionale, già sede di un’importante abbazia medievale passata di mano varie volte e ceduta definitivamente a privati nel 1842, è stata comprata da una società di Montecarlo, la Galinette dietro alla quale c’è Olexandr Boguslayev, 42 anni, ucraino residente nel Principato ma con cittadinanza di Grenada e figlio di Vyacheslav Boguslayev, 81 anni, politico e industriale, presidente della Motor Sich, uno dei più grandi produttori mondiali di motori per aerei, missili ed elicotteri, storico fornitore dell'aviazione russa.

La vendita, per 10 milioni di euro, è stata finalizzata dai nove gruppi familiari piemontesi e liguri che per oltre 40 anni l'hanno posseduta in comproprietà tramite la società Gallinaria srl come i Mogna di Probiotical o gli Stroppiana di Mondo. L’affare si è concluso a metà luglio, ma l’atto è sottoposto a prelazione da parte di Stato, Regione e Comune e sarà perfezionato nei prossimi mesi. Per altri 15 milioni il magnate avrebbe rilevato direttamente dai proprietari gli immobili dell’isola.

Catone e Varrone collegavano il suo nome a una colonia di galline selvatiche che in passato scorrazzavano libere sul suo suolo. Oggi, la Gallinara è uno dei luoghi del cuore del Fai, grazie al quale negli anni scorsi è stata aperta per le visite.

Guarda la legge regionale della Liguria n. 11 del 26/04/1989

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Un’isola su cui non si può costruire

Essendo una riserva naturale, è soggetta a forti limitazioni dell’attività umana, come spiegato nella legge regionale n. 11 del 26/04/1989 che la istituisce e in cui si legge: «Sul territorio dell'isola è vietato: realizzare nuove costruzioni di qualsiasi tipo (...); aprire nuove strade esentieri (...); effettuare discariche di terra o di materiale di risulta; installareall'aperto impianti di illuminazione con eccezione degli impianti necessari per la sicurezza della navigazione e della percorribilità della strada di collegamento tra il porto e la vetta e per l'agibilità degli insediamenti; utilizzare all'aperto lampade a vapori di mercurio o colorate ad eccezione di quelle utilizzate per ricerca scientifica; utilizzare all' aperto impianti di amplificazione sonora di qualsiasi tipo; (...) introdurre piante o animali non caratteristici del luogo con eccezione delle colture orticole ; accendere fuochi liberi all'aperto; abbandonare rifiuti di qualsiai tipo ed in qualsiasi entità; esercitare la caccia; accedere nel periodo dall’1 marzo al 31 maggio se non per lo svolgimento di studi previsti dal programma di cui all'articolo 4 lettera b) nella parte dell' isola individuata con apposito segnografico nella planimetria allegata; asportare o danneggiare rocce fiori piante animali; transitare con mezzi motorizzati fuori dalla strada di collegamento esistente tra il porto e la vetta ed utilizzare su tale strada mezzi di trasporto meccanici a benzina o diesel».

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