L’INDAGINE istat

L’Istat: nel 2016 lettori di libri ancora in calo, più di un testo su tre è digitale

di Andrea Carli


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Ancora in calo i lettorii in Italia, passati dal 42% della popolazione di 6 anni e più del 2015 al 40,5% nel 2016

3' di lettura

Non si arresta il calo dei lettori in Italia. Stando all’indagine dell’Istat su produzione e lettura dei libri, pubblicata oggi, nel 2016 i lettori sono il 40,5% della popolazione di 6 anni e più (erano il 42% nel 2015). Leggono di più i giovani tra gli 11 e i 14 anni (51,1%) rispetto a tutte le altre classi di età. L’effetto della familiarità - spiega l’ente statistico - è forte nell’abitudine alla lettura: legge libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 30,8% tra i figli di genitori che non leggono libri. La diffusione dei lettori risente in misura significativa del livello di istruzione: legge il 73,6% dei laureati ma solo il 48,9% fra chi ha conseguito al più un diploma superiore.

Nel 2016 è tornata a crescere la produzione di libri con un'inversione di tendenza dopo due anni di calo. I circa 1.500 editori attivi censiti hanno pubblicato 61.188 titoli e hanno stampato quasi 129 milioni di copie (circa due per ogni cittadino italiano); in media, sono state stampate poco più di 2 mila copie per ciascun titolo pubblicato. Infine, continua a crescere il mercato digitale: più di un libro su tre (circa 22 mila titoli) è ormai disponibile anche in formato e-book, quota che sale al 53,3% per i libri scolastici.

Oltre la metà degli editori pubblica non più di dieci opere all’anno
Il settore editoriale italiano è composto in prevalenza da operatori di piccole e piccolissime dimensioni. Gli editori che pubblicano non più di 50 titoli all’anno rappresentano nel 2016 oltre l’86% del numero totale di editori attivi: di questi oltre la metà (54,8%) sono piccoli editori, i quali pubblicano non più di 10 titoli all’anno mentre quasi un terzo (31,6%) sono editori di media dimensione (da 11 a 50 opere). Rispetto al 2015, il numero di editori attivi è aumentato di circa il 7% (quasi 100 unità in più). Negli ultimi venti anni i piccoli editori hanno visto lentamente diminuire il proprio peso percentuale sul totale degli operatori attivi, passando dal 67% circa del 1996 a quasi il 55% del 2016; i medi e grandi editori, al contrario, sono aumentati rispettivamente dal 25% al 32% circa e dall'8,2% a quasi il 14 per cento.

La metà dei grandi editori in Lombardia e Lazio
In Lombardia si trova più del 20% degli editori attivi e nel Lazio quasi il 17%. Insieme, queste due regioni ospitano circa il 50% dei grandi editori, quasi il 40% dei medi e più di un terzo dei piccoli editori. Le città con il maggior numero di editori sono Milano e Roma, in ciascuna delle quali si trova circa il 15% del totale degli operatori attivi del settore; insieme esse ospitano il 44% dei grandi marchi che, per oltre un quarto (27,5%), hanno sede nella città di Milano.

La corsa del digitale
Nel 2016, continua l’Istat, il 35,8% delle opere pubblicate a stampa in Italia, ossia circa 22 mila titoli, è stato proposto al pubblico anche sotto forma di e-book (erano quasi 17 mila nel 2015, pari al 30% delle opere pubblicate a stampa) e circa 15 mila nel 2013, pari al 21,1%. I titoli per i quali si rende disponibile l’edizione digitale sono soprattutto quelli dei libri di avventura e libri gialli (per cui gli e-book arrivano all’82,7% dei volumi a stampa), seguiti dai testi di informatica (59,5%), dai libri di attualità politica, sociale ed economica (51,4%) e dai testi di matematica (47,4%).

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