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L’Istat rivede al rialzo le stime per il 2021, crescita a +6,7%

Deficit al 7,2%. La pressione fiscale sale a quota 43,4%

(STEFANO CAROFEI)

2' di lettura

Nel 2021 il Pil italiano in volume è cresciuto del 6,7%. Lo comunica l’Istat che nei conti economici nazionali diffusi oggi ha rivisto il dato al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima di aprile. Il Pil ai prezzi di mercato risulta pari a 1.782.050 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.614 milioni rispetto alla stima di aprile scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2020 il Pil in volume è sceso del 9,0%, invariato rispetto alla stima di aprile.

Traino domanda interna

Dal lato della domanda, spiega l’Istat, a trainare la crescita del Pil è stata soprattutto la domanda interna, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito contributi molto più limitati. Dal lato dell’offerta di beni e servizi, si confermano la contrazione in agricoltura e gli aumenti consistenti del valore aggiunto nelle attività industriali e nella maggior parte dei comparti del terziario. In dettaglio, gli aumenti del valore aggiunto sono stati dell’11,5% nell’industria in senso stretto, del 21,6% nelle costruzioni e del 4,7% nei servizi; in diminuzione dell’1,3% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca. All’interno dei servizi, si registrano incrementi nel comparto che raggruppa commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli, trasporto e magazzinaggio, servizi di alloggio e di ristorazione (+10,7%), nei servizi di informazione e comunicazione (+2,8%), nelle attività finanziarie e assicurative (+0,8%), nelle attività immobiliari (+1,9%), nelle attività professionali, scientifiche e tecniche; amministrative e servizi di supporto (+7,3%) e nel comparto delle amministrazioni pubbliche, difesa, istruzione, salute e servizi sociali (+1,6%).

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Deficit 2021 al 7,2%

Il rapporto tra deficit e Pil italiano è pari nel 2021 a -7,2% (era -9,5% nel 2020), invariato rispetto alla stima pubblicata ad aprile. Lo comunica l’Istat in base ai nuovi conti economici nazionali. Il miglioramento, spiega l’Istituto di statistica, è dovuto soprattutto al buon andamento delle entrate e al più contenuto aumento delle uscite. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è pari a -3,7% del Pil dal -6,0% del 2020.

Pressione fiscale sale al 43,4%

La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari nel 2021 al 43,4%, in aumento rispetto al 42,7% del 2020 per un aumento delle entrate fiscali e contributive (+9,1%) superiore rispetto a quello del Pil a prezzi correnti (+7,3%). Così l’Istat confermando nei conti economici nazionali diffusi oggi la stima di questa primavera.

Ritoccato il debito, è al 150,3%

Lieve revisione al ribasso dell’Istat del dato sul rapporto debito/Pil nel 2021. Secondo i conti economici nazionali diffusi oggi, il debito è sceso lo scorso anno al 150,3% del Prodotto interno lordo, contro la precedente stima di 150,4%. Si tratta di un deciso miglioramento rispetto al picco di 154,9% toccato nel 2020 in piena emergenza Covid.

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