la revisione

L’Istat taglia le stime del Pil: +15,9% nel terzo trimestre, -5% sull’anno

Agricoltura, industria e servizi cresciuti rispettivamente dello 0,2%, del 33,1% e dell'11,9%.La variazione acquisita per il 2020 è pari a -8,3%

di M.Se.

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2' di lettura

L'Istat rivede al ribasso le stime di crescita del terzo trimestre del 2020. Tra luglio e settembre il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 15,9% rispetto al trimestre precedente contro il +16,1% indicato il 30 ottobre scorso. Nei confronti del terzo trimestre del 2019 l'economia italiana si è invece contratta del 5% contro il calo tendenziale del 4,7% rilevato ad ottobre.

La crescita acquisita per il 2020 scende a -8,3%

La variazione acquisita del Pil italiano per il 2020 è pari a -8,3%. Lo calcola l'Istat che, in base alla revisione al ribasso del terzo trimestre, ha corretto anche la stima sulla fine dell'anno, precedentemente a -8,2%. Il dato acquisito è quello che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale pari a zero nel quarto trimestre.

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Le componenti: industria e servizi spingono il Pil

Il terzo trimestre del 2020, spiega l'Istat, ha avuto quattro giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2019. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente per 13 punti percentuali alla crescita: +7,5 punti i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP, +5,3 punti gli investimenti fissi lordi e +0,2 punti la spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). La variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil per 1 punto percentuale, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato positivo e pari a 4 punti. Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con agricoltura, industria e servizi cresciuti rispettivamente dello 0,2%, del 33,1% e dell'11,9%.

Consumi +9%,boom investimenti (+31%)

Nel terzo trimestre 2020 tutti i principali aggregati della domanda interna risultano in crescita rispetto al trimestre precedente, con un aumento del 9,2% dei consumi finali nazionali e del 31,3% degli investimenti fissi lordi. Lo rileva l'Istat specificando in particolare che la spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato un aumento in termini congiunturali del 15%. Le importazioni e le esportazioni sono aumentate, rispettivamente, del 15,9% e del 30,7%.

Impennata delle ore lavorate (+21%)

Nel terzo trimestre del 2020 le ore lavorate hanno registrato un incremento del 21% rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l'Istat, spiegando - nelle stime aggiornate sul Pil del periodo luglio-settembre - che questo risultato è dovuto a una crescita dell'11,9% nell'agricoltura, silvicoltura e pesca, del 24,9% nell'industria in senso stretto, del 45,9% nelle costruzioni e del 18,9% nei servizi. Le unità di lavoro sono aumentate del 18,3% per effetto di una crescita generalizzata in agricoltura, silvicoltura e pesca, industria in senso stretto, costruzioni e servizi cresciute rispettivamente dell'8,1%, 22,5%, 48,7% e del 16,1%. Riguardo ai redditi da lavoro dipendente procapite (per unità di lavoro), la diminuzione per il totale economia è risultata pari a 2,3% per effetto delle diminuzioni registrate nell'industria in senso stretto e nei servizi entrambi pari al 2,5%, nell'agricoltura e nelle costruzioni diminuite rispettivamente del 2,1% e del 3,1%.

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