L’emergenza lavoro nei campi

L’Italia cerca l’accordo con la Romania per riaprire il flusso degli stagionali nei campi

La ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, lunedì incontrerà l’ambasciatore di Bucarest: la manodopera rumena vale un terzo di tutti i braccianti stranieri in Italia

di Micaela Cappellini

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(Karen - stock.adobe.com)

La ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, lunedì incontrerà l’ambasciatore di Bucarest: la manodopera rumena vale un terzo di tutti i braccianti stranieri in Italia


1' di lettura

La ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, è al lavoro per cercare l’intesa con i Paesi dell’Est Europa e riportare i lavoratori stagionali nei campi italiani. Ora che la Commissione europea ha dato il via libera al cosiddetto “corridoio verde”, cioè alla libera circolazione nella Ue dei lavoratori agricoli al pari di quelli del settore sanitario, è questa la via maestra per rispondere all’emergenza dell’agricoltura italiana. «Sono in contatto con quei Paesi - ha detto la ministra - e lunedì incontrerò l’ambasciatore rumeno in Italia. I corridoi verdi sono importanti, ma da soli non bastano. È necessario individuare soluzioni condivise Paese per Paese e stiamo lavorando anche su questo fronte».

Non basta aver prorogato automaticamente i permessi di soggiorno fino al 15 giugno dei lavoratori extracomunitari, per risolvere la carenza di manodopera che si venuta a creare nei campi. Perché all’appello mancano soprattutto i lavoratori comunitari: soltanto dalla Romania arrivano ogni anno nel nostro Paese oltre 107mila stagionali, un terzo di tutta la manodopera straniera. Sono loro che è urgente far tornare.

Plaude all’iniziativa Ettore Prandini, presidente della Coldiretti: «Biosgna raggiungere l’accordo con i governi dei Paesi dell’Est Europa perché riprenda l’arrivo dei loro lavoratori nei campi italiani. Con questi Paesi dobbiamo concordare un piano di garanzia della sicurezza e della salute dei lavoratori, in modo tale che quando rientreranno nel loro Paese d’origine non dovranno essere sottoposti alla quarantena».

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