inchiesta a brindisi

L'Italia crocevia di terroristi. Così intendevano raggiungere e colpire Istanbul

di Ivan Cimmarusti

(AFP)

3' di lettura

«Marciate con la benedizione di Allah», «procedete con attacchi uno dopo l'altro». Nkanga Lutumba, il congolese di Berlino, presunto «fondamentalista» fermato dalla Digos su mandato della Dda di Lecce, rileggeva costantemente questo testo ritrovato sul suo cellulare. Attraverso l'Italia era pronto a dirigersi in Turchia per portare a termine un attentato a Istanbul. «È un soldato dell'Isis» ritiene l'Antiterrorismo, sottolineando i rapporti tutti da chiarire con Anis Amri, lo stragista di Berlino, freddato la notte del 21 dicembre scorso a Sesto San Giovanni (Milano).

Le ipotesi dell'accusa
Secondo i magistrati Lutumba era pronto a «compiere attentati in Turchia, e specificamente a Istanbul città verso la quale iniziava da parte del Lutumba il viaggio attraverso l'Italia». Inoltre, è stato accertato che avrebbe «trasferito in Turchia denaro e dati per la realizzazione di documenti falsi, necessari per rendere sicura la circolazione transnazionale di sodali ricercati o comunque segnalati». L'ipotesi è che avesse anche «assicurato» una «rete segreta di comunicazione».

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L'Italia crocevia di fondamentalisti
Ancora una volta l'Italia si conferma un territorio strategico per lo spostamenti di terroristi in Europa. Gli atti raccontano in modo chiaro come Lutumba facesse parte di un più ampio commando che aveva l'obiettivo di colpire Istanbul. Una parte sarebbe partita dai paesi balcanici mentre lui, assieme Soufiane Amri (destinatario di un provvedimento di espulsione), sarebbe dovuto partire con un traghetto da Ancona diretto in Grecia, per poi giungere a Istanbul. Gli inquirenti hanno seguito i movimenti dei due presunti terroristi, bloccati ad Ancona in quanto destinatari di decreti di espulsione (Lutumba è stato trasferito nel Cie di Brindisi in attesa di essere rimpatriato in Germania, ndr). «Nel corso dell'intervento ad Ancona - si legge nei documenti - si accertava (...) che gli stessi erano arrivati in treno alle 9:22 del 3 dicembre 2016 presso la stazione Termini di Roma, via Monaco di Baviera, partendo alle ore 14:27 del 2 dicembre dalla stazione ferroviaria di Berlino. Successivamente il 4 dicembre 2016, a bordo di un bus della compagnia Flixbus erano giunti ad Ancona partendo dalla stazione di Roma Tiburtina». Gli inquirenti ritengono che «i due da Ancona intendevano raggiungere la Grecia, così come dimostrato dal fatto che il Lutumba, nel corso della sua permanenza a Roma - il 3 dicembre - aveva eseguito ripetuti accessi per la prenotazione sulla tratta Ancona-Patrasso».

Il messaggio del martirio
La Digos ritiene certo il coinvolgimento del congolese in un presunto attentato da organizzare in Turchia. A riscontro di questa ipotesi c'è un sms ricevuto da Lutumba da un soggetto non identificato, che recita: «Possa Allah proteggerti e rafforzare il tuo amore verso lui e fartelo amare più di ogni altra cosa. Voglia darti il paradiso e farci essere vicini in paradiso. Voglia perdonare i tuoi peccati». Inoltre, in una microscheda del suo telefono cellulare è stato trovato un documento in lingua tedesca che incita alla guerra all'Occidente, dal titolo: «Questo è ciò che Allah e il suo inviato ci hanno promesso». Si legge nel testo: «Fate scorrere fiumi di loro sangue, rendete le loro citta cenere e macerie (...) Marciate con la benedizione di Allah, poiché questa guerra è la vostra guerra (...) Attaccano le vostre nazioni con la scusa di aggredire lo Stato islamico, e non le lasciano finché non uccidono i vostri mariti e qualche volta prendono prigioniere le vostre mogli e bambini. Non vedete che le città si svuotano di Ahl as-Sunnah e si riempiono delle peggiori creature create da Allah. Guardate le loro bandiere mentre vi combattono, vogliono diffondere le immoralità. I piani e le strategie dei romani sono ancora attuali e proseguono, addirittura sulla penisola di Muhammad. Vogliono diffondere le immoralità, collaborano anche militarmente con quelle nazioni del Kufr per combattere l'Islam. Loro sono la testa di ogni catastrofe. Procedete con un attacco dopo l'altro contro di loro. Ricordate il testamento del vostro Profeta: Sull'isola degli Arabi non possono esserci due religioni insieme. La Turchia prendete l'aiuto di Allah e attaccatela».

I rapporti con lo stragista di Berlino
Lutumba, assieme a Soufiane Amri, avrebbe avuto stretti rapporti con Anis Amrsi, lo stragista dei mercatini natalizi di Berlino. Risulta, infatti, che i due siano stati in contatto con un altro presunto fondamentalista, Abi Emra. «Secondo quanto comunicato da fonti investigative tedesche - si legge negli atti - Emra risulta in contatto con Anis Amri». «Ciò - aggiungono gli inquirenti - induce a ritenere la presenza di un collegamento, seppur allo stato in via di approfondimento, tra Anis Amri, Nkanga Lutumba, Soufiane Amri e Abi Emra, tutti soggetti peraltro gravitanti in Berlino, in luoghi poco distanti fra loro».

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