etichette alimentari

L’Italia e sei paesi Ue a Bruxelles: escludere le Dop dai bollini a semaforo

Continua la battaglia in Europa tra chi vuole il Nutriscore e chi è contrario, come i nostri produttori

di Micaela Cappellini

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(AdobeStock)

Continua la battaglia in Europa tra chi vuole il Nutriscore e chi è contrario, come i nostri produttori


2' di lettura

Escludere i prodotti Dop e le Igp e i prodotti monoingrediente - come l'olio d'oliva -dall'obbligo di etichetta nutrizionale europea, una volta che Bruxelles avrà deciso quale modello di etichetta adottare in maniera uniforme in tutta la Ue. Quella che mesi fa era soltanto un’ipotesi ora è diventata la richiesta contenuta in un documento ufficiale che sette Paesi - l’Italia più la Repubblica Ceca, Cipro, la Grecia, l’Ungheria, la Lettonia e la Romania - hanno deciso di portare all'attenzione dei ministri dell'Agricoltura nel Consiglio in programma il 21 di settembre.

L’Italia cerca così di trovare alleati contro l’adozione di etichette - come quelle a semaforo o il nutriscore - che attribuirebbero bollino rosso a molti prodotti del made in Italy, dall’olio al parmigiano reggiano, sulla base del loro contenuto percentuale di grassi, sali e zuccheri. La Commissione europea ne proporrà una nel 2022 e la presidenza di turno tedesca, che sembra dare al tema grande importanza, prepara per le prossime settimane un documento da sottoporre al voto dei ministri.

Sul fronte opposto a quello italiano, per l'etichetta a colori, ci sono gli Stati che hanno annunciato o hanno già adottato al loro interno il modello del Nutriscore: tra questi la Francia, la Germania e i Paesi del Benelux. Anche la Spagna, dopo due anni di tormenti per cercare di proteggere il proprio olio d'oliva, dovrebbe fare il gran passo nel 2021. In posizione intermedia ci sono i Paesi nordici, che hanno adottato da tempo il metodo del “Keyhole”: una toppa verde, appunto, per indicare i cibi salutari, senza però prevedere bollini rossi per nessuno.

Anche i produttori sono divisi. Grandi imprese come Nestlè e Danone già utilizzano il nutriscore, mentre gli agricoltori e le piccole imprese della trasformazione sono prevalentemente contrari. A sostegno delle posizioni italiane si è schierato anche Pekka Pesonen, segretario generale della Copa-Cogeca, che riunisce tutte le principali organizzazioni agricole della Ue: «Sosteniamo la linea dell'Italia», ha detto recentemente. ma la battaglia a Bruxelles è soltanto all’inizio.

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