sondaggio confcommercio

L’Italia dopo il coronavirus: un paese impoverito e con politica inadeguata

L’indagine dell’Associazione 50&Più con Format Research rivela anche che i pensionati hanno sostenuto i familiari in difficoltà economiche durante il covid

Sottosegretario Di Piazza: Recovery Plan è più di Piano Marshall

L’indagine dell’Associazione 50&Più con Format Research rivela anche che i pensionati hanno sostenuto i familiari in difficoltà economiche durante il covid


3' di lettura

Torneremo alla normalità una volta superata la pandemia di coronavirus? Probabilmente sì, ma non è detto che sia la normalità precedente. E la chiave della ripresa? La famiglia, soprattutto, che però è anche uno dei principali elementi di preoccupazione. Di qui a tre anni, inoltre, l’Italia rischia di presentarsi come un Paese fortemente impoverito e con scarse prospettive, uno scenario negativo che riflette anche una sostanziale sfiducia nei confronti della politica, avvertita come sempre meno vicina ai cittadini.

È questo, in sintesi, l’esito dell’indagine condotta dall’associazione 50&Più - aderente a Confcommercio con oltre 330.000 iscritti su tutto il territorio nazionale - in collaborazione con l'istituto di ricerche di mercato Format Research e incentrata sull’impatto sociale del covid19 e sulle prospettive.

Loading...

Il sondaggio che ha coinvolto 1.740 persone e da cui sono emerse aspettative diverse rispetto al prossimo futuro.

Ma come si uscirà dall’emergenza? Bene, solo il 16,7% degli intervistati crede in un ritorno alla normalità precedente, come eravamo abituati a viverla. Mentre per più del 60% si tratterà di uno scenario nuovo, tutto da scoprire e con il quale sarà necessario imparare a convivere. Indicativo anche il fatto che oltre un quinto delle risposte denunci una mancanza di prospettive.

Il ruolo centrale della famiglia

La ricerca rivela, stando alle risposte, il ruolo importante assegnato alla famiglia, anche come elemento di possibile rilancio e di coesione sociale. Da un lato, infatti, il 73,7% degli intervistati ha dichiarato di essere maggiormente preoccupato per il benessere della propria famiglia nell'arco dei prossimi tre anni, facendo seguire il lavoro, la salute e le relazioni sociali. Dall’altro, il 71% si dice disposto a impiegare tempo e risorse alla cura della famiglia e nel 51,8% dei casi ritiene che il nucleo familiare sia il primo valore su cui investire per assicurare la coesione sociale tra i cittadini.

Secondo Anna Maria Melloni, direttrice del Centro Studi 50&Più, queste risposte si spiegano anche con il fatto che «la pandemia, con i suoi effetti e i suoi risvolti, ci ha portato a riconsiderare il valore delle relazioni e degli assetti con cui fino ad oggi abbiamo organizzato le nostre vite. Con l'isolamento, le interazioni sociali ridotte, lo smart working e la didattica a distanza, ci siamo trovati ad affrontare un rallentamento dei ritmi che ci ha permesso di riscoprire, nella maggior parte dei casi, la famiglia, il benessere dei nostri cari e una dimensione affettiva più intima».

Scarsa fiducia nella politica e nell’economia

Un aspetto preoccupante dell’indagine riguarda il pessimismo e la sfiducia che emergono dalle risposte relative alla politica e alle prospettive economiche del Paese. In entrambi i casi, infatti, la visione negativa degli intervista supera la quota del 70%. Il 70,6% degli intervistati pensa che nei prossimi tre anni la voce degli italiani non sarà ascoltata dai politici e il 70,2% crede che l'Italia, nei prossimi tre anni, diventerà un paese fortemente impoverito e con scarse prospettive di crescita per il futuro.

Per quanto riguarda la situazione personale nell’anno del covid, il 36,5% dei lavoratori ha dichiarato di non aver subito alcuna riduzione della propria attività lavorativa, mentre il 2,8% ha perso il lavoro e il 30,7% si è visto ridurre l'orario lavorativo e il reddito percepito. Una situazione più felice, invece, per i pensionati che solo nel 3,7% dei casi hanno subito una riduzione della pensione.

Silver economy come salvagente

Come in altri periodi di crisi la silver economy si rivela centrale. Il 50,8% dei pensionati intervistati, infatti, ha supportato economicamente la propria famiglia in questi mesi con un 15,3%, in particolare, che ha dichiarato di aver ceduto abbastanza spesso una parte della pensione per sostenere i familiari in difficoltà. «La silver economy ha un effetto importante sull'economia italiana e in periodi di profonda crisi, come quello che stiamo vivendo, costituisce anche un importante supporto per molte famiglie. Sono i nonni e gli over 60, infatti, che sempre più spesso compensano le difficoltà economiche dei singoli nuclei, aiutando figli e nipoti» dichiara Gabriele Sampaolo, segretario generale dell’associazione 50&Più.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti