Il graffio del lunedì

L’Italia di Mancini ha sfatato la “maledizione bulgara”

Siamo in testa al girone e il prossimo ostacolo, mercoledì in Lituania, è facilmente superabile

di Dario Ceccarelli

Qualificazioni a Qatar 2022, Italia: la Svizzera e' la vera minaccia

4' di lettura

Forza e coraggio che un record l'abbiam fatto. Non è da svenimento, ma è sempre meglio che niente. Soprattutto di questi tempi molto rossi e poco azzurri. Abbiamo spezzato la “maledizione bulgara”, quella che impediva all'Italia di vincere a Sofia.
Questa volta i ragazzi di Roberto Mancini, con una doppietta non proprio esaltante ma comunque utile per restare in vetta al girone di qualificazione dei mondiali con la Svizzera, riescono nell'impresa di superare gli “ostici” bulgari, quasi mai pericolosi ma sempre tignosi fino al secondo gol di Locatelli che realizza all'82' con sapiente destro a giro su assist di Insigne.

Avanti con la missione

Un gol d'autore che d'incanto sblocca l'Italia, fino a quel momento contratta e poco incisiva, passata in vantaggio grazie a un rigore di Belotti gentilmente offertoci dall'ingenua difesa bulgara allo scadere del primo tempo. Belotti, poco prima del raddoppio di Locatelli, aveva anche colpito il palo con un pallonetto.

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La nazionale comunque procede nella sua missione. Non ci fa sognare, d'accordo, ma non è il caso di fare i difficili. Dopo il 2-0 sull'Irlanda del Nord, pur criticato per le troppe pause della ripresa, l'Italia di Mancini prosegue però nella sua marcia raggiungendo il 24esimo risultato utile consecutivo: anche questo un primato, fermo dagli anni di Vittorio Pozzo, cioè dalla Preistoria del nostro calcio.

Troppe aspettative per questa nazionale

L'altro dato interessante è la robustezza della difesa, imbattuta da 515 minuti. Si fatica invece ad andar in rete. Sia a Parma con Immobile, sia a Sofia con Belotti. Manca quella freschezza, e quella spregiudicatezza, cui questa squadra ci aveva abituato. Forse però ci sono troppe aspettative. A due mesi e mezzo dall'Europeo, dopo cinque anni di assenza da un grande torneo, a questa nazionale si chiede quello che il nostro campionato, perdente in Europa (Roma a parte), non è riuscito a dare. Si pretendono i tre punti, un gioco spumeggiante e gol a raffica a prescindere. Come se fosse già tutto apparecchiato. Invece pur avendo tanti giovani di prim'ordine, dobbiamo colmare ancora molte lacune. Pensando agli sprofondi azzurri di un passato non troppo lontano, non lamentiamoci più del dovuto. Tra poco avremo un Europeo, e intanto siamo partiti bene nel cammino verso il mondiale 2022. Siamo in testa al girone e il prossimo ostacolo, mercoledì in Lituania, è facilmente superabile. Il cielo non è sempre più blu, ma insomma un po' di azzurro all'orizzonte si vede.

L’Uefa: pubblico sugli spalti o niente Europeo

A proposito del prossimo Europeo che scatterà a Roma l'11 giugno con Italia-Turchia, va segnalato, così per farsi due risate, il nuovo diktat dell'Uefa nei confronti della nostra capitale e delle altre 11 città europee che dovrebbe ospitare il torneo continentale. La pretesa, quasi surreale, è questa: se non riuscite a garantire la presenza dei tifosi sugli spalti, non se ne fa più niente. Dateci una risposta entro il 7 aprile altrimenti perderete l'Europeo.

Una pretesa assurda, quella del presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, che non tiene conto di un piccolo particolare: che il virus se infischia delle garanzie prese con due mesi di anticipo. Come saremo tra due mesi? Bravo chi lo sa. Funzionerà a pieno regime il piano vaccinale? Saranno riprese le principali attività? E i concerti e i teatri? Tutte domande cui ovviamente nessuno può rispondere. Tantomeno la Federcalcio. Anche a noi piacerebbe tanto che l'11 giugno gli spalti dell'Olimpico fossero pieni d tifosi. Ci piacerebbe anche andare al cinema e al ristorante, al mare e in montagna. Ci piacerebbe, appunto.

Niente rivoluzione in Formula 1

E' tornata la Formula Uno con il Gran Premio del Bahrain. Forse a causa di un miraggio, in questa rinnovata sfida del deserto, c'eravamo fatti qualche illusione di troppo. Una che fosse iniziata la rivoluzione. Una rivoluzione che dopo 7 titoli mondiali spazzasse via il lungo regno di Lewis Hamilton, il formidabile pilota della Mercedes che da tempo, con il suo incontrastato dominio (soporifero), ci obbliga a guardare i Gran Premi con potenti caraffe di caffè per non risvegliarci al lunedì con la tv ancora accesa su una televendita di materassi. No, niente rivoluzione.

Però qualcosa è successo: Hamilton naturalmente ha vinto il Gran Premio, però ha dovuto sudare sette camicie per non farsi battere da Verstappen che, partito in pole, le ha provate tutte per detronizzare quel re che proprio non vuol farsi da parte. Un duello al calor bianco che ha avuto il suo apice quando, al 53esimo giro l'olandese si è inventato un sorpasso troppo “largo”ai danni di Hamilton. Che così, per regolamento, è potuto tornare in testa e vincere davanti al pilota della Red Bull e a Bottas della Mercedes. Insomma, non tutto è perduto, c'è vita nella Formula uno!

Magari sarà perfino possibile che qualche volta Hamilton (96esimo successo in carriera) ceda lo scettro all'olandese volante.

Il “rosso” è ancora molto sbiadito

Ma a questo punto sorge una domanda: e le Ferrari? Anche qui, c'eravamo illusi. Diciamo che le rosse guadagnano la sufficienza, quel sei stiracchiato da minimo sindacale che oggi i professori danno a scuola quando interrogano in remoto. Le Ferrari vanno a punti, ma lontano dal podio: sesto posto per Leclerc e ottavo per lo spagnolo Sainz che chiude senza infamia e senza lode. Si può guardare avanti, ma il rosso è ancora molto sbiadito. Tutto secondo i piani dice Binotto. E allora siamo a posto.

Ps: Al Gran Premio del Bahrain, c'era anche Matteo Renzi, ormai un habitué quando ci sono di mezzo trasferte tra palme e cammelli nel deserto. «I miei viaggi non costano niente al contribuente» ha replicato un po' stizzito il leader di “Italia Viva” ai soliti rosiconi. Come avrebbe detto il marchese del Grillo: Io son io, e vado ai box della Rossa. Voi non siete un c… e restate in zona rossa.

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