Interventi

L’Italia a misura di Generazione Z e lo spazio alle donne

di Francesca Squillante e Giacomo Casali

(Alessandro Biascioli - stock.adobe.com)

2' di lettura

Se la crisi economica del 2008 ha colpito in maniera prevalente gli uomini, le ondate della recessione pandemica hanno travolto soprattutto le donne. La crisi da Covid-19 ha anche esacerbato un’altra fragilità del nostro Paese: all’Italia mancano misure di conciliazione vita-lavoro adeguate a sostenere il tasso di occupazione femminile. Ciò, combinato alla chiusura di asili nido e scuole, ha messo in difficoltà soprattutto le donne: da un’indagine dell’Università Bicocca di Milano dello scorso agosto, il 65% delle madri riteneva la Dad incompatibile con la propria occupazione.

Anche le giovanissime hanno subìto più conseguenze della controparte maschile. La recessione pandemica ha messo sotto i riflettori una categoria di giovani svantaggiati, ragazzi tra i 15 e i 29 anni non impegnati in attività di studio, lavoro o formazione: i Neet. Nonostante le ragazze abbiano in media un tasso di educazione maggiore rispetto alla controparte maschile, esse rischiano di cadere in questa categoria più facilmente: secondo i dati Oil del 2020, se i ragazzi Neet sono il 22,1% dei propri coetanei, le giovani donne raggiungono quota 25,3%.

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Con “Italia a misura di generazione Z”, una raccolta di proposte di policy in ottica Next Generation EU, Orizzonti Politici, think tank di giovani universitari da tutta Italia, avanza idee concrete per chiudere il divario di genere nel mondo del lavoro e della formazione nello scenario post-Covid. Secondo noi, per sostenere le giovani coppie e incentivare l’occupazione femminile serve puntare sul welfare interaziendale, ancora poco sviluppato in Italia. La società di consulenza Prometeia ha stimato che le Pmi costituiscono il 92% del tessuto produttivo italiano: da sole non possono garantire servizi di welfare completi ai propri dipendenti, specialmente nell’ambito di conciliazione vita-lavoro. La soluzione? Reti di imprese per il welfare aziendale. Motori di ricerca già esistenti, come Infoimprese, possono essere potenziati per facilitare l’incontro tra Pmi con l’aggiunta di un filtro per consentire alle aziende di trovarne di simili in base a geolocazione, settore di lavoro, tipologia o età dei dipendenti. Al contempo, una campagna di informazione, guidata dal Mef, dovrebbe diffondere la conoscenza delle norme e delle opportunità a disposizione delle imprese in questo ambito.

Riteniamo anche che sia impellente potenziare le politiche attive del lavoro con un focus sui Neet. I centri per l’impiego dovrebbero tenere maggiormente in considerazione le differenze intrinseche a questa categoria, selezionando un’offerta più ampia ed eterogenea di percorsi di formazione per entrare nel mondo del lavoro. Di fronte a un menù più variegato di opzioni, le giovani Neet (e non solo) avranno maggiori chance di risollevarsi.

Il nostro think tank si è occupato di queste e altre proposte in “Italia a misura di generazione Z”. Gli oltre 70 studenti universitari che compongono Orizzonti Politici hanno identificato soluzioni per rendere il nostro Paese più digitale, ricco di infrastrutture per una mobilità sostenibile e un territorio inclusivo, nonché garante della autorealizzazione personale dei propri cittadini, coniugata nel mondo della scuola, dell’università e del lavoro. A guidarci, la voglia di guardare oltre il conflitto intergenerazionale per creare un’Italia attrattiva per giovani e adulti, un’Italia anche “a misura di generazione Z”.

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