L’intervento

L’Italia può fare da apripista per la ripresa della Ue

di Andrea Orcel

(ANSA)

3' di lettura

Quando ho assunto l'incarico di amministratore delegato di UniCredit la mia sensazione è stata quella di tornare a casa. E questo è un dato di fatto. Al centro di tutto ciò che sono c'è il mio essere italiano. Questa è una delle ragioni – ce ne sono molte altre – per cui sono così orgoglioso di essere alla guida di una istituzione come UniCredit.

Una istituzione che combina radici italiane con una natura paneuropea.

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Il cuore italiano di questo Gruppo appare con evidenza non solo nei suoi valori e nei suoi princìpi, ma anche nei numeri: l'Italia rappresenta attualmente il 48% dei ricavi del Gruppo UniCredit, qui lavora il 45% dei nostri 82mila dipendenti. L'Italia avrà sempre un ruolo centrale per la banca: il successo che avremo qui a casa sarà la base di ogni nostro successo all'estero.

È per questo che una delle mie prime decisioni come amministratore delegato è stata quella di istituire UniCredit Italia come area di business autonoma. Una banca per l'Italia e per gli italiani. Una UniCredit più snella e veloce, capace di fornire servizi ancora migliori ai nostri clienti. Una UniCredit disegnata per sapere rispondere alle specificità locali del mercato italiano facendo leva sulla forza di un più ampio gruppo paneuropeo, composto di banche leader nei rispettivi mercati.

Ho avuto l'opportunità di toccare con mano e in prima persona la presenza capillare di UniCredit in Europa durante una carriera passata a lavorare in banche di tutto il continente. È per questo che sono convinto che UniCredit possa essere una grande banca per l'Italia, ma anche una grande banca per l'Europa. Una banca che incarna il meglio dell'Italia, ma che si proietta verso il futuro e verso un orizzonte che va oltre quello del nostro Paese. Proprio grazie a questo nostro aspetto distintivo, avremo la possibilità di fare importanti passi avanti, di muoverci più velocemente e di migliorarci. A beneficio dell'Italia, ma anche dell'Europa.

Quindi, così come fatto con UniCredit Italia, daremo responsabilità e autonomia alle persone di UniCredit che oggi lavorano in 13 Paesi europei, dando loro tutti gli strumenti per rispondere ai bisogni dei loro mercati e dei loro clienti.
È la conoscenza di questi mercati nelle loro diversità che
ci permette di valorizzare i loro punti di forza per costruire
una banca davvero paneuropea.

Sapremo prendere il meglio di ogni cultura, sapremo valorizzare le azioni e le idee di tutti, per formare un Gruppo che, lavorando insieme, vale più della somma delle sue parti. Un Gruppo che offre il meglio all'Europa e agli europei.

Ho sempre creduto che il ruolo delle banche consista in qualcosa di più che essere l'apparato finanziario di un Paese, che si limita a oliare gli ingranaggi della società. Le banche devono agire come il motore che attiva quegli ingranaggi, lavorando a fianco delle strutture governative, alimentando la crescita economica del Paese stesso e dei singoli cittadini.

Cosa intendo con tutto questo? Nel nostro Paese, un euro su dieci dei prestiti concessi viene da UniCredit. E simili proporzioni valgono per la maggior parte delle economie in cui siamo presenti. Significa che vengono offerte delle opportunità. Significa che un giovane studente può proseguire la sua istruzione oltre la scuola superiore. Una famiglia appena formata può comprare la sua prima casa. Gli imprenditori capaci possono costruire la loro azienda da zero, fornendo posti di lavoro e opportunità anche agli altri. Sono queste le responsabilità fondamentali di una banca: portare i propri clienti, le proprie persone e il proprio Paese all'eccellenza. Sono convinto che UniCredit abbia la capacità di andare anche oltre, supportando le persone e le imprese in tutto il continente.

È un obiettivo molto ambizioso per una banca italiana, ma so che possiamo raggiungerlo. In parte perché si allinea perfettamente all'ambizione del governo per il Paese. Grazie alle misure senza precedenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di Mario Draghi che promettono di aumentare il Pil del 3,6% nel 2026, l'Italia può fare da apripista per la ripresa economica dell'Europa.

Non lasciamoci intimorire da un'ambizione di questa portata. Puntiamo sulle risorse che abbiamo a disposizione per operare al massimo delle nostre potenzialità. UniCredit ha tutti gli elementi per avere successo – e sto parlando di una dimensione di successo che non abbiamo ancora raggiunto. Il primo passo in questa direzione è stata la creazione di UniCredit Italia. Ora siamo pronti per andare oltre e proseguire il nostro percorso verso l'eccellenza.

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